demografia

La tragicamente scomoda verità

L’ideologia natalista ha impedito che il Vertice di Copenaghen sul clima prendesse in considerazione un fattore determinante della devastazione ambientale e sociale: la bomba demografica. Contro la sacralizzazione della riproduzione “naturale”, contro il controllo delle nascite autoritario e violento “alla cinese”, l’alternativa radicale passa per la libertà e responsabilità nel concepire, per un rientro demografico “dolce” nel segno della democrazia e dell’informazione, dei diritti della donna e della libera ricerca.

Progetto Nigeria

Solo se almeno il 70% delle coppie utilizza mezzi anticoncezionali per la regolazione delle nascite è possibile una stabilizzazione della popolazione che non derivi da una riduzione della durata della vita. L'appello del Population Media Center è stato raccolto da Rientrodolce, che ha presentato alla Direzione Generale del Ministero degli Esteri Italiano per la Cooperazione e lo sviluppo, congiuntamente al Population Media Center, un progetto per il conseguimento di un cambio di prospettiva nell'affrontare le problematiche demografiche, sessuali e sanitarie in Nigeria, uno dei paesi che più soffrono di una crescita demografica che minaccia la pace, la democrazia e lo sviluppo sostenibile.

Armi di emancipazione di massa

di Giovanni de Pascalis, Guido Ferretti

Intervista a Bill Ryerson del Population Media Center

Il WWF ha diffuso un suo rapporto annuale in cui si può leggere una previsione secondo la quale, nel 2050, occorrerebbe una seconda Terra per far fronte alle necessità di una popolazione umana che in quel momento sarà arrivata a superare gli 8 miliardi (oggi siamo a 6 miliardi e 650 milioni).

L' ossido di carbonio è rock?

di Piergiorgio Welby, il Cannocchiale 4 novembre 2005

"[...] la percezione dei limiti che derivano dall'ambiente locale è facilmente neutralizzata da segnali che promettono prosperità." (Virginia Abernethy) Il tormentone è tale perché unisce, in un gioco perverso, il tormentatore e il tormentato che sadomasochisticamente si scambiano i ruoli, subendo o infliggendo il molesto e ossessivo refrain. Chi non si è mai lasciato sedurre dalla diade rock/lento, scagli la prima pietra.

Mega-città Mega-problemi

di Nicolas P. Retsinas

Il mondo ha raggiunto una situazione di iper-urbanizzazione: il 2007 segna il primo anno in cui più della metà della popolazione mondiale è "urbana", non "rurale". In effetti siamo entrati nell'era delle "mega-città", metropoli con più di 10 milioni di abitanti. Nel 1950 solo Tokyo e New York avevano raggiunto quella soglia. Oggi ci sono 20 mega-città, tra cui Città del Messico, Karachi, Manila, Dacca, Lagos, Giacarta, e Chongqing.

L' esplosione demografica e il "Rientro Dolce"

di Luca Pardi

La popolazione umana è passata da un miliardo circa nel 1800 al valore attuale di 6,7 miliardi. E' importante notare, per apprezzare la velocità del processo di esplosione demografica, che per raggiungere il primo miliardo di umani c'è voluta l'intera storia biologica dell'uomo, poi 130 anni per raggiungere il secondo miliardo nel 1930, e successivamente 30 per il terzo (1960), 15 per il quarto (1975), 12 per il quinto (1987) e ancora 12 per il sesto (1999).

Demografia: limiti allo sviluppo o alla crescita

di Mario Marchitti

C'è un elemento per me fondamentale che oggi rende difficile comprendere la minaccia rappresentata dalla sovrappopolazione e riguarda il paradigma economico imperante, quello che ho chiamato la crescita indifferente, o, in modo più banale e comprensibile, la crescita economica materiale. (Non dimentichiamoci che il famoso manifesto del Club di Roma era intitolato The Limits to Growth, erroneamente tradotto con I Limiti allo Sviluppo invece che con I Limiti alla Crescita).

Quanto, cosa, come consumiamo e produciamo

di Marco Pannella, Lettera a Beppe Grillo - 13 febbraio 2006

Caro Grillo,

tu conosci quanto mi siano propri ispirazioni, obiettivi, urgenze che proponi e che tanta presa di coscienza, di dibattito e di consenso stanno suscitando; a cominciare dalle fonti rinnovabili per andare alla riduzione degli sprechi, al far tesoro della spazzatura che sommerge e inquina il mondo, alla promozione ed alla tutela dei produttori indipendenti.

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