droga


Antiproibizionismo e diritti civili

Droga: vietato vietare

di angiolo bandinelli

Etica della responsabilità, Stato minimo, ricerca della felicità: questi i principi alla base della lotta radicale al proibizionismo.

 

Quando si parla di antiproibizionismo ci si intende riferire, in generale, alla lotta contro leggi, norme e disposizioni che vietano l’uso di determinate, specifiche sostanze, ritenute dannose socialmente e/o sul piano della salute. Negli anni tra il 1919 e il 1933 negli Stati Uniti venne praticato, in virtù del XVIII Emendamento e del “Volstead Act”, un ferreo divieto nei confronti della fabbricazione, lo spaccio e l’uso di alcolici.

Riduzione del danno

Macchine scambiasiringhe? a Theran si, a Milano no

di Virginia Fiume, Nathalie Pisano

Iniziativa radicale di raccolta firme su una petizione popolare rivolta al Consiglio Comunale di Milano per chiedere serie politiche di riduzione del danno.

Maggio 2007: Letizia Moratti, sindaco di Milano nonché "portavoce" di San Patrignano, scende in campo contro la droga. Comunica ai giornalisti la sua teoria secondo la quale i tossicodipendenti devono essere totalmente recuperati, annuncia che il Comune non rinnoverà più le convenzioni con le associazioni che si occupano di riduzione del danno e conferma che farà chiudere tutte le macchine scambiasiringhe in giro per la città.

La sentenza di Agrigento

Coltivare marijuana sul proprio terrazzo per uso personale non è più previsto come reato". È stata questa la sentenza emessa il 28 gennaio 2008 dal giudice monocratico della sezione di Licata del Tribunale di Agrigento, Antonio Genna, che ha assolto il licatese F. B. di 40 anni. La Guardia di Finanza, nel corso di una perquisizione nell'agosto scorso, aveva rinvenuto coltivate sul terrazzo dell'abitazione di B.

Contro la malattia e il proibizionismo

di Andrea Trisciuoglio

Come si trasforma la malattia in un’occasione di rinascita e lotta politica.Il coraggio di persone come Coscioni e Welby, di trasformare il privato in Res Publica

Mi chiamo Andrea Trisciuoglio e ho 30 anni. Il 20 febbraio 2006 mi hanno diagnosticato la sclerosi multipla, variante secondariamente progressiva. Della mia malattia, di questa intrusa, la cosa più importante è di averla trasformata in un'occasione di rinascita e lotta politica. Di aver avuto il coraggio, come Luca, di trasformare il mio privato in Res Publica. Di voler ribadire che la persona malata è anzitutto persona e, come tale, ha diritto a vivere un'esistenza piena.

Cala il silenzio sulla vicenda Bianzino

di Gianfranco Spadaccia

L'arresto di Aldo Bianzino e la sua sospetta morte in carcere, di cui ci parla Tommaso Caccia, ci induce intanto a denunciare con forza la sproporzione fra l'operazione di polizia messa in atto per arrestare con grande clamore sulla montagna umbra un falegname e la sua compagna, colpevoli di coltivare delle piante di cannabis, quelle stese piante che una sentenza recente della Cassazione ha ritenuto legittimo coltivare per scopo ornamentale.

Cellula Coscioni di Foggia

Cannabis: alla ricerca del farmaco proibito

di Andrea Trisciuoglio

Ogni 4 ore un nuovo caso. Ne siamo circa 54 mila in Italia. Colpisce soprattutto giovani tra i 20 e i 30 anni. Si chiama sclerosi multipla la mia intrusa. Mi ritrovo spesso a parlare con altre persone che hanno questa mia stessa patologia e in quasi tutti c'è un unico desiderio: andare sempre avanti. Per la sclerosi multipla non c'è un trattamento specifico. Non esiste cura. Si usano farmaci anche per altre malattie per tentare di rallentarne il decorso.

Aldo: quando il proibizionismo uccide... “naturalmente”

di Tommaso Ciacca

Quando Domenica 14 ottobre leggo su un giornale locale "Brillante operazione della polizia. Maxi piantagione di cannabis, arrestata coppia... B.A. di 44 anni e R.R. di 54 anni..." , Aldo Bianzino è già morto nel carcere di Capanne a Perugia e la sua compagna, Roberta Radici, rilasciata da poco per poter stare vicino al figlio minorenne, è sconvolta. Nei giorni successivi apprendiamo dalla stampa che per "l'agricoltore di cannabis" si è trattato di "morte naturale".

Una storia radicale:il metadone nel carcere di Salerno

di Michele Capano

A seguito di alcune segnalazioni circa il trattamento "non ortodosso" cui venivano sottoposti i detenuti nel carcere di Salerno (località Fuorni) chiesi a Marco Cappato, allora come oggi Parlamentare Europeo, di venire a "visitare" il carcere. La sera di Venerdì 6 Giugno e la mattina di Sabato 7 Giugno 2003 con Marco Cappato e Sergio Rovasio (accompagnati da Maurizio Provenza la prima volta, da chi scrive la seconda) concentrammo l'attenzione sul braccio deputato all'accoglienza dei detenuti tossicodipendenti.

GOVERNO ANTIDOLORIFICO

Cade il veto ideologico contro oppiacei e cannabinoidi

Comunicato del Consiglio dei Ministri n. 134 del 19 ottobre 2006 Il Consiglio dei Ministri ha approvato due provvedimenti presentati dal Ministro della Salute Livia Turco. Più facile prescrivere i farmaci contro il dolore Il primo provvedimento, approvato oggi dal Governo, riguarda una serie di "misure di semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute e altri interventi in materia sanitaria".

ANALGESICI DALL'OPPIO AFGANO

DI Marco Perduca

Il sette marzo scorso, alla vigilia del dibattito alla Camera sul finanziamento delle missioni italiane all'estero il deputato radicale della Rosa nel Pugno Sergio D'Elia ha presentato sotto forma di ordine del giorno una richiesta al Governo già adottata come risoluzione dalla Camera dei deputati a luglio 2006 per convertire le colture illecite di oppio in produzione di analgesici per la cura del dolore.

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