legge 40

Effetti collaterali della Legge 40 sulla procreazione assistita

Embrioni fantasma coperti d’oro

di Donatella Poretti

L' incredibile storia dei cosiddetti "embrioni orfani". Sottratti alla ricerca scientifica, sono destinati ad essere congelati per sempre. Per questo il Ministero della Salute destina 450.000 euro che, ad oggi, nessuno sa che fine abbiano fatto.

E’ urgente che la
legge 40 sulla
PMA venga
modificata, ma
non è
disattendendo
una legge
sbagliata che lo
si fa

Mentre nel mondo la ricerca con le staminali (embrionali o meno) fa passi avanti, nel nostro Paese siamo costretti a fare ancora i conti con l'inutile e dannosa legge 40/2004.

Cristina Zuppa, Il mio ginecologo è nato il 17 marzo

di Maria Pamini maria pamini

Mammeonline, 2008, pp.74, euro 8,00

La casa editrice Mammeonline, costola del portale/ associazione che porta lo stesso nome e che in varie occasioni si è trovata al fianco dell'associazione Luca Coscioni nella lotta contro la legge 40, continua la sua campagna di informazione rispetto alla procreazione medicalmente assistita. Ha, infatti, dato da poco alle stampe il libro testimonianza di Cristina Zuppa, una giovane donna che desiderando avere un figlio scopre di essere sterile.

RELAZIONE/2

Potrà mai un giudice liberare i nostri corpi?

di Adalgiso Amendola*

Vorrei sottoporvi il mio punto di vista in maniera problematica: a me questa giurisprudenza post-legge 40 non fa esultare più di tanto. Mi spiego: è riuscita a risolvere casi concreti e tutto questo ovviamente mi va benissimo. Però nel percorso seguito da Cagliari e da Firenze ci vedo dei pericoli per il prosieguo o almeno vedo il rischio di uno stile argomentativo giurisprudenziale che mi nasconde certi problemi, piuttosto che farmeli vedere.

RELAZIONE/5

Un'informazione al passo della ricerca scientifica

di Marina Mengarelli*

Il mio ambito non è né la medicina né il diritto, ma le scienze sociali. Mi interessa in particolare, in questa sede, parlare di una questione che mi interessa e che riguarda la comunicazione della scienza. Vorrei rivolgermi anche a quanti di queste questioni non sanno nulla, a quanti sanno a mala pena cosa sia la "procreazione medicalmente assistita". Parliamo in fondo di una procedura non così complessa, un prodotto della conoscenza scientifica, la quale procede con una velocità tutta sua, molto velocemente, e produce per l'appunto prodotti, servizi, tecnologie, terapie che cadono addosso alle società senza che questo produca - di necessità - un processo culturale adeguato.

Il divieto di fecondazione eterologa

di Monica Soldano*

l’Italia è l’unico
paese nel contesto
europeo che vieta il
ricorso al seme di
un donatore ed è
uno dei pochi che
vieta la donazione
di ovociti. Le fanno
compagnia l’Egitto,
l’Arabia Saudita e la Turchia.

Nel mio intervento intendo soffermarmi sul divieto di fecondazione eterologa, contenuto nella legge 40/2004.

RELAZIONE/3

Legge 40 e linee guida: ecco perchè c'è un giudice di mezzo.

di Giovanni Baldini*

Sulla legge 40 i
giudici
intervengono ed
interpretano il ruolo
che dovrebbe
essere proprio del
politico. Le ultime
tre pronunce
hanno aperto
spiragli
sostanzialmente e
formalmente
decisivi per un
necessario
adeguamento del
testo normativo.

Le linee guida
hanno stabilito una
limitazione di un
diritto soggettivo,
che è quello di
conoscere le
caratteristiche del
trattamento
sanitario che si va a
porre in essere,
che la legge non
prevedeva
espressamente,
ma che si poteva
desumere dalla
legge solo in via
interpretativa.

Il mio vuole essere un breve ragionamento che parte dai ricorsi legali dalle recenti ordinanze e sentenze del tribunale di Firenze e del Tar del Lazio, per poi approdare alla valutazione di una prospettiva futura rispetto a questi ricorsi legali, perché mi pare più che evidente che ormai quello che sarebbe uno dei ruoli della politica, cioè quello di dirimere un conflitto di questo tipo e di regolamentare in maniera ragionevole una situazione come quella della fecondazione assistita, sia di fatto - come spesso avviene in Italia - diventata materia sulla quale i giudici si trovano ad intervenire.

RELAZIONE/1

Tutti i paradossi della legge 40

di Domenico Danza

Nessuno potrà
negare che
l’infertilità sia una
condizione
patologica da
ricondurre anche a
fattori tossici
ambientali in cui è
evidente una
responsabilità
politica e sociale. E
non è paradossale
curare “in libertà
vigilata” una
patologia
importante sulla
quale agiscono
pure responsabilità
sociali che non è
possibile ignorare?

Siamo di fronte ad
un paradosso
medico: nell’era
della
farmacogenomica,
in cui si progettano
i farmaci in base al
profilo del DNA del
paziente, noi
troviamo nel testo
legislativo il numero
di ovociti da
inseminare e quelli
da trasferire.

La Legge 40, in quanto a
regolamentazione delle tecniche di PMA,
ha totalizzato il maggior numero di divieti di
tutti i Paesi europei.

INTRODUZIONE

Legge che perde si cambia*

Filomena Gallo

In esclusiva alcuni degli interventi più significativi della tavola rotonda “Legge 40 sulla fecondazione assisitita nella prassi giurisprudenziale”, tenutasi a Salerno in occasione del VI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni.

La legge disattende
l’articolo 33 della
Costituzione e
dimentica anche
l’esistenza di
embrioni che non
sono utilizzati per
gravidanze, e di
embrioni
abbandonati che
periranno nell’azoto
liquido senza
alcuna utilità

Nella legge 40/04
l’intervento
normativo del
legislatore ha il
significato di
un’autoritaria
intrusione, dagli
odiosi risvolti
moraleggianti, nella
vita e nelle scelte
individuali dei privati

Nel resto del
mondo una legge
che risulti, a seguito
di una verifica,
sbagliata, viene
abrogata.

Ricordando Claudio Pierelli

di Pierangela Bertolo Pierelli

Riassumere una vita in poche righe è difficile, ma ci provo. Ho conosciuto mio marito Claudio nel 1982 (io 24 anni, lui 32). Eravamo già simpatizzanti del Partito Radicale e io, per corteggiarlo, l'ho invitato ad una cena di autofinanziamento del PR (pagata da me!) in un ristorante del quartiere cinese di Milano: da allora siamo diventati inseparabili. Eravamo, e siamo ancora, "poveri", perciò abbiamo potuto sposarci (civilmente) solo nel 1988.

Cosa ha deciso il Tar

Dopo alterne vicende di ricorsi e controricorsi anche al Consiglio di Stato, a seguito del ricorso presentato al TAR del Lazio nel lontano 2004 dalla Associazione ‘WARM', in cui erano intervenute le associazioni di Pazienti sterili Amica Cicogna, l'Altra Cicogna e Madre Provetta, Amica Cicogna, la sentenza depositata il 31 ottobre e resa nota il 21 gennaio 2008, ha confermato la recente giurisprudenza sulla diagnosi preimpianto.

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