Pubblichiamo in anteprima alcuni stralci del romanzo postumo di Piergiorgio Welby, pubblicato in questi giorni da Castelvecchi. Piergiorgio, che fu co-presidente dell’Associazione Coscioni, nel settembre 2006 scrisse al Presidente della Repubblica chiedendo il diritto a una morte opportuna, riportando i temi del fine vita – eutanasia e testamento biologico – nell’agenda politica italiana.
Giorgio, il capo reclinato sul poggiatesta della carrozzella ortopedica, fissava, attraverso le palpebre socchiuse, l’azzurro slavato e monotono che filtrava tra i rami rugosi e contorti dei pini. Cercava, come sua abitudine, di catalogare i cieli. Quello di oggi gli richiamava alla memoria certi dipinti di Cézanne, quelli con i pini in primo piano e le pennellate di un cilestrino, ora tenue ora acceso, che si aprono stentatamente la strada tra i mille aghi e i rami.