politica

Scuola estiva dal 15 al 19 settembre

La scuola di Walter Veltroni e quella di Luca Coscioni

di angiolo bandinelli

Un seminario transazionale, globale, per la modernità e la libertà. A confronto le scuole del Partito Democratico e la scuola radicale dell'Associazione Luca Coscioni

L'Associazione "Luca Coscioni" apre i battenti ad una scuola, un seminario estivo di studi per studenti universitari, sul tema "Liberalismo e libera ricerca". Si svolgerà dal 15 al 19 settembre presso lo Happy Village di Marina di Camerata, nel Cilento. Mi è stato chiesto di tenervi una relazione. Ringrazio, e sarò presente. Eppure, anni fa, mi opposi alla proposta che il Partito Radicale organizzasse una analoga scuola, o seminario, di studi politici.

Letture

Donne e potere dell'empatia

di Andrew Samuels

Dal nesso tra costruzione dello spazio nella psiche maschile e in quella femminile, di come esso differisca tra di esse, delle ineluttabili implicazioni che ciò ha per la vita politica

Non sono molti i libri che abbracciano, con autorità non disgiunta da profonda empatia per la condizione umana, un campo vasto, complesso e difficile come quello esplorato in quest'opera. Essa utilizza, integrandoli con padronanza e chiarezza, elementi estratti dalla Scienza Politica, dall'Antropologia, dalla Sociologia, dalla Biologia e dalla pratica terapeutica, in un'ottica ove nessuna disciplina viene presentata come fondante le altre.

Rotondi, Sacconi e Roccella

di Gianfranco Spadaccia

Un cattolico, un democristiano, ministro del Governo Berlusconi per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, parlando l'11 giugno scorso della eventuale modifica delle linee guida della legge 40, emanate da Livia Turco, ha opportunamente sollecitato un po' di prudenza: "Invidio la competenza a tutto campo dei politici laici e cattolici che si occupano massicciamente della legge 40, ma ogni tanto mi piacerebbe che ad occuparsene fossero sì laici e cattolici, ma ginecologi e non parlamentari.

Giovanardi dixit. Il bestiario

a cura di Alessandro Capriccioli

LAMBRUSCO E POPCORN

«Riteniamo mistificatorio e culturalmente sbagliato l'aver inserito per la prima volta nella "Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia" il tabacco e l'alcool che nel nostro ordinamento non sono considerate sostanze illecite: non e' possibile mettere assieme eroina e lambrusco».

NAZISMO TERMINALE

«La legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo, come ad esempio in Olanda attraverso l'eutanasia e il dibattito su come si possono uccidere i bambini affetti da patologie ».

La nuova maggioranza

E se questa maggioranza facesse qualcosa di liberale?

di Rocco Berardo

Il nuovo parlamento, senza una maggioranza precaria, potrebbe offrire risposte non così scontate come forse ci si potrebbe aspettare da una maggioranza conservatrice.

Terminata la campagna elettorale, c'è speranza che la riflessione prenda spazio alla propaganda, e la ragione prenda spazio alla religione: anzi, alla pseudoreligione?

Dobbiamo aspettarci un parlamento sempre più simile ad un ufficio copisteria o passacarte convocato per mettere il timbro alle richieste vaticane?

Giuliano Amato, personaggio non certo imputabile di sentimenti anticlericali, ha detto dei politici italiani di esser affetti da una sindrome particolare: di voler fare "a gara a trascrivere il volere dei prelati, neanche fossero impiegati postali che compilano un telegramma sotto dettatura". Figuriamoci se questa situazione non debba uscir rafforzata e aggravata, in un parlamento dove godono di una schiacciante maggioranza quelle forze che durante la campagna elettorale hanno agitato in maniera intimidatoria i temi etici più delicati, il cosiddetto diritto alla vita, la legge 40, la RU486 - mostro dei nostri tempi - e perfino minacciato di introdurre il ticket alla 194.
Cosa dobbiamo aspettarci? Di fronte a tanto inquinamento, si potrebbe forse arrivare ad assimilare l'intero parlamento, non i singoli parlamentari, a un ufficio copisteria o passacarte convocato per mettere il timbro alle richieste vaticane.
Ma dovevamo aspettarcelo, anzi ce lo aspettavamo: né il PD né il PDL hanno mai fatto una bandiera del tema della laicità. Anzi, se hanno fatto a gara è stato piuttosto per strapparsi il primato su quale tra le due forze potesse vantare più cattolici nelle proprie liste, badando bene a che i laici (quelli non "sani", secondo la definizione ratzingeriana) fossero tenuti a debita distanza.
Tuttavia, terminata la campagna elettorale, c'è speranza che la riflessione prenda spazio alla propaganda, e la ragione prenda spazio alla religione: anzi, alla pseudoreligione.
In questo senso, non sarebbe strano se le riforme più laiche provenissero proprio dallo schieramento più ortodossamente marcato. Si è detto in passato, per un governo e una maggioranza di altro segno (ma facile ad individuare), che proprio dalle componenti parlamentari più legate ai sindacati (quelle che affollano rumorosamente le piazze quando stanno all'opposizione) ci si poteva aspettare una seria riforma del lavoro, delle pensioni e del welfare.

Il nuovo Governo

Berlusconi, il governo, i cattolici

di Gianfranco Spadaccia

Riflessioni sul nuovo Governo Berlusconi, dove vive il timore, da parte cattolica e teocon, che la composizione ministeriale possa rivelarsi assai meno cedevole sulle grandi questioni sulle quali la Chiesa esercita pressione

Ha cominciato Giuliano Ferrara a denunciare l'assenza di politici dichiaratamente cattolici nel nuovo Governo Berlusconi e al Foglio si è subito affiancata Famiglia Cristiana, il settimanale che se non può vantare l'ufficialità dell'Avvenire è tuttavia di gran lunga l'organo di stampa cattolico di maggiore diffusione non solo nelle parrocchie ma anche nelle edicole. È singolare, in effetti, il contrasto tra il pullulare di ministri cattolici (nelle diverse versioni di cattolici adulti, cattolici moderati o cattolici integralisti) nel precedente Governo Prodi e nella maggioranza di centro-sinistra e l'assenza di ministri ufficialmente legati alle Gerarchie nel Governo attuale.

Se la scienza viene politicizzata, perde il suo ruolo guida nel mondo

Int. a Roger Pielke di Giulia Innocenzi

Gli scienziati agiscano come “onesti intermediari” per agevolare il consenso nella politica

In Italia è in corso un dibattito sull'aborto, in cui alcuni politici chiedono nuove restrizioni normative. Quale pensa dovrebbe essere il ruolo degli scienziati?

La scienza e gli scienziati hanno poco da offrire ai dibattiti come quelli sull'aborto, che sono basati su un conflitto fra valori contrastanti. Nel libro contrappongo la questione dell'aborto alla situazione in cui un tornado si avvicina a un gruppo di persone.

Prima delle presidenziali: Stati Uniti ma divisi sulle staminali

di Carmen Sorrentino

Dal punto di vista delle ricerca sulle staminali, la corsa alle presidenziali USA avviene sullo sfondo di un panorama molto eterogeneo tra Stato e Stato e a livello federale. In attesa di conoscere la posizione del futuro presidente e di scoprire o perfezionare nuove pratiche che permettano di aggirare l'ostacolo dell'utilizzo di embrioni umani, la ricerca sulle staminali embrionali prosegue, almeno negli Stati in cui essa è sostenuta finanziariamente oltre che ammessa dalla legge.

Dio, scienza e ricerca: la sfida delle primarie è aperta

di Andrea Boggio

Come influiranno i temi del finanziamento alla ricerca e della liceità dell’uso delle staminali embrionali sulla scelta dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

La campagna presidenziale negli USA è ormai entrata nel vivo. Fino ad ora la ricerca scientifica non ha "sfondato" come tema politico importante, con l'eccezione dell'ammissibilità della ricerca con cellule staminali embrionali. Questa scarsa attenzione è dovuta soprattutto a due motivi. Primo, la ricerca - intesa come strutture e risorse ad essa dedicate - non è propriamente un tema "caldo", di scontro.

Lettera aperta a Walter Veltroni

di Gianfranco Spadaccia

Caro Segretario, caro Sindaco, caro Walter,

Tu hai voluto offrirmi nel giugno 2006, poco dopo lo svolgimento delle elezioni comunali, l'incarico di Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Roma. Nel nominarmi hai fatto riferimento - espressamente richiamandolo anche nella delibera che mi conferiva l'incarico - al mio lungo impegno per l'affermazione dei diritti civili e dei diritti umani e quindi non ignorando ma in qualche modo valorizzando la mia storia di laico, di garantista, di radicale.

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