religione

La nonviolenza come apertura religiosa

di Francesco Pullia*

Ecco allora la nonviolenza, intesa come filosofia di una radicale differenza che, senza più alcuna mediazione, accoglie e vivifica l'istanza religiosa, rinnovandola perpetuamente e portandone i contenuti all'interno della società. Non si tratta di adottare alcunché di velleitario ma di seguire fino in fondo, fino alle estreme conseguenze, un percorso che, per dirla alla Michelstaedter, è quello del persuaso, cioè di colui che ha in sé la vita, che sa rendersi senza posa fiamma, squarciando l'oscuro abisso dell'insufficienza senza approdare a lidi facilmente consolatori.

Aldo Capitini

Religiosità laica in Italia

di Mario Martini

Nella cultura politica italiana del Novecento, l'umbro Aldo Capitini occupa un posto particolare, in quanto è stato tra i primi in Europa a parlare di nonviolenza ed a praticarla, nonché a mettere in relazione la questione della violenza con quella del potere e della religione. Per Capitini etica, politica e religione sono tre istanze diverse, con un loro ambito di autonomia, ma che devono rapportarsi a vicenda pena la loro degenerazione; si può dare infatti anche una degenerazione spirituale e religiosa, matrice della violenza ideologica e politica.

Perchè la morale non ha bisogno della religione

Se Dio è morto tutto è permesso?

di Armando Massarenti*

Io mi occupo soprattutto di filosofia della scienza e di filosofia morale e politica. La bioetica è forse la disciplina dove questo duplice interesse trova una congiunzione piuttosto chiara. Così nel 1996, fiutando insieme ad altri intellettuali - Carlo Flamigni, Maurizio Mori e Angelo M. Petroni - i tempi bui che si stavano avvicinando, ho pubblicato un "Manifesto di bioetica laica" che, devo dire, ha va avuto una certa eco, ma soprattutto in negativo.

Libera Chiesa in libero Stato

L’autolimitazione del fatto religioso

di Jeanne-Pierre Wils*

Nel periodo degli illuministi, è stato detto che il cuore delle religioni era un sistema di morale universale. E questa visione rischiarata riflette la visione lineare e dolce della religione. Si confondono gli atteggiamenti morali con atteggiamenti religiosi tradizionali o più tipici. Pertanto, una delle conseguenze del periodo dell'Illuminismo è stata la scoperta della sovranità dello Stato.

Il pericolo della globalizzazione dei neofondamentalismi

Il diritto alla libertà dalle religioni

di Luigi Lombardi Vallauri*

Attiro l'attenzione sul fatto che voglio parlare non di libertà delle religioni ma "dalle" religioni. Questo titolo ha avuto una piccola avventura, è stato tradotto bene in inglese, "from Religions", non in francese e spagnolo dove si dice "liberté de religion" e "libertad religiosa" che potrebbe significare la solita libertà delle religioni. Io sono molto più interessato alla libertà dalle religioni perché mi sembra molto superiore e oggi molto più minacciata.

Diritti sessuali e riproduttivi in una società laica

Questo è il mio corpo

di Margarita Pintos De Cea-Naharro*

Molte donne ogni giorno vengono uccise per via della discriminazione sessuale. La violazione più flagrante dei diritti delle donne è costituita dalla violenza in tutte le sue manifestazioni esercitata dal patriarcato sociale, politico e religioso. È una realtà costruita politicamente, mantenuta da interessi, da ideologie e da istituzioni, non è né naturale né inevitabile. In quanto realtà costruita, possiamo immaginare la de-costruzione di questo sistema e la costruzione di interazioni più eque tra i sessi.

Bioscienze e Vaticano

Magistero e purificazione

di Giancarlo Zizola*

Per scampare alla sirena dell'antiquariato ottocentesco nel dibattito,fin troppo ripetitivo, sul senso della laicità,vorrei atterrare subito su una pista delimitata da alcuni fari direzionali: sarebbe depistante ,o meramente apologetico, fingere di non riconoscere che senza lo sviluppo delle bioscienze moderne difficilmente il magistero morale della Chiesa romana si sarebbe staccato dal dualismo di impronta manichea nella visione antropologica, fino a sviluppare una autentica teologia personalista della corporeità sessuata.

Orgoglio laico

Laicità e individualità

di Maurizio Mori*

Il mio intervento è teso a chiarire i rapporti tra religioni e il mondo secolarizzato. Da questo punto di vista io mi permetto di criticare ad esempio, l'opinione spesso riportata ed espressa da Giuliano Amato il quale dice: chi ha la fede è come se avesse una marcia in più. Io non capisco bene in che senso si possa dire che chi ha la fede e crede in qualche cosa di trascendente che si fa fatica a credere e a capire che cosa sia, abbia una marcia in più.

Cellule staminali

La libera ricerca è un obbligo morale

di Giulio Cossu

Inoltre vorrei fare una specificazione, da embriologo, che è importante, non è un sofisma ma è un fatto reale: la forma di vita che si forma per trasferimento nucleare non è un embrione, perché un embrione è una struttura che si forma per la fusione di uno spermatozoo e di un uovo. Nessun'altra struttura che cresce ha la definizione di embrione. Per esempio, in molte specie animali l'uovo, se sottoposto a uno stimolo, inizia a svilupparsi anche senza spermatozoo e - non nei mammiferi ma in altre specie - questi organismi sono vitali.

Un punto di vista cattolico

L'umanesimo Cristiano

di Paul Lowenthal*

Se, a volte, l'Europa si scontra con religioni e convinzioni filosofiche, è anche e collettivamente l'erede di queste correnti. Tutti noi siamo eredi di una passato culturale costruito su esperienze greche, giudeo-cristiane e umaniste. Per lungo tempo si è creduto che fosse necessario separare le pratiche religiose, in virtù del fatto che facevano intervenire un agente esterno: un Dio che, in qualità di creatore e attore della nostra storia, ne avrebbe sconvolto il decorso.

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