riforme


In Parlamento

L'iniziativa necessaria, la riforma possibile

L'iniziativa "Amore civile" sta lavorando alla composizione di un "Tavolo di Lavoro permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia". Al Tavolo già oggi partecipano numerosi studiosi, di molteplici discipline, i quali hanno tutti dichiarato la propria disponibilità per fornire un contributo di riflessione e studio, con l'obiettivo di unificare le proposte progressiste che attualmente pendono in tema di Diritto di Famiglia e dar vita ad un progetto globale di riforma, paragonabile a quello che fu trasformato in legge nel 1975.

Aggregazioni speciali

Per un riconoscimento giuridico delle Comunità Intenzionali

di Elfo Frassino (Antonio Bernini)*

Le comunità rappresentano una tra le forme più antiche di aggregazione tra esseri umani: oggi possono costituire avanzati laboratori di sperimentazione sociale, eppure non esistono strumenti giuridici per regolare le svariate attività che queste realtà comprendono.
L'Italia ha una lunga e ricca storia di esperienze comunitarie, che i sociologi indicano con il termine "intenzionali" per distinguerle dalle "comunità di fatto", cioè quelle che si formano spontaneamente: ma dispetto di una storia così ricca e vivace, le esperienze comunitarie non hanno trovato finora collocazione nell'ordinamento giuridico italiano.

Una nuova agenda per la politica italiana

Intimità democratica

di Luigi Manconi

Amore omosessuale, aborto ed eutanasia non sono questioni pre-politiche.Nelle democrazie mature costituiscono il cuore dei conflitti etico-giuridici.

Fino ad oggi si è consentito che il dibattito su questi temi fosse rappresentabile in maniera caricaturale. Ovvero, da una parte la morale tradizionale che ha nella famiglia eterosessuale, monogamica e procreatrice, il suo modello; dall'altra parte, una sorta di diritto al libertinaggio

Vorrei cogliere anzitutto un passaggio di questo dibattito, il riferimento alla necessità di abbandonare stereotipi e pregiudizi, anche pregiudizi positivi, perché non si deve avere ritrosia ad affrontare le questioni complesse e aggrovigliatissime che la globalizzazione ci consegna e dunque ad affrontare i conflitti culturali ed etici che le migrazioni portano nel nostro paese e che vivono, in maniera spesso dirompente, all'interno delle stesse comunità straniere che vivono nel nostro Paese. E dunque il riferimento a culture altre, presenti in Italia, che riproducono elementi di disparità nel rapporto uomo-donna è un passaggio obbligato che abbiamo tardato a considerare.
Quando per la prima volta, una quindicina d'anni fa, mi capitò d'interessarmi alla grande questione - così dolente e dolorosa - delle mutilazioni sessuali, appresi un dato che da allora mai ho dimenticato e che in ogni occasione mi preoccupo di ricordare, ovvero il fatto che la mobilitazione contro infibulazione e mutilazioni sessuali ha avuto, nei paesi dove esse vengono praticate, come ruolo fondamentale di lotta contro quelle pratiche efferate, i movimenti femminili. Ma contemporaneamente noi dobbiamo considerare anche i più classici meccanismi del pregiudizio e dell'intolleranza.

Lo psichiatra "eretico"

L'insostenibile identità "omosessuale"

di Massimo Fagioli*

Appena arrivato ho sentito una frase che mi è sembrata interessante: "la sessualità non è soltanto una questione del corpo, non è soltanto una questione legale, non è soltanto una questione sociale". E' vero. Io però vorrei criticare questa affermazione, nel senso che la sessualità è anche una questione che riguarda la mente. Forse mi potrete accusare di deformazione professionale però io son convinto che sia anche e soprattutto una questione della mente.

Una ragionevole decostruzione degli affetti

"Famiglia": una, nessuna, centomila

di Piergiogio Donatelli*

Nelle sfere dei legami affettivi, dell’intimità e della sessualità l’uomo, storicamente, ha “sperimentato”. Una “buona società” gli deve consentire di poterlo fare ancora.

Pensare ai legami privati come forme di amicizi, con le idee di uguaglianza ma anche con il carattere esplorativo e aperto che esse portano con sè, mi sembra che contenga una potenzialità positiva nei confronti della trasformazione della società nel suo complesso

Nel nostro paese, istituzioni e significati che un tempo avevano una vita, i gusci di forme di vita da cui lo spirito è volato via- comediceca Weber - continuano a governare le vite delle persone

Possiamo affrontare la sfera degli affetti, dei legami personali e della sessualità da varie prospettive. Un'idea che vorrei suggerire è che, mai come in questa sfera, ciò che ci appare di volta in volta naturale, essenziale, costituivo della natura umana è invece l'esito complicato di processi di sviluppo storico, di consolidamento di pratiche, percezioni, sentimenti.
Credo che sia utile tenere presente la varietà ampia di cose che gli esseri umani hanno fatto della loro capacità di legame, di affetto, di esperienza sessuale, per allargare la nostra visione, per superare una certa ottusità e una mancanza di immaginazione che può stringere i nostri pensieri e i nostri sentimenti. In questo senso è utile fare una ragionevole decostruzione dei nostri affetti. Dobbiamo nutrire il nostro senso della giustizia e della simpatia umana con l'immaginazione e riuscire a inventare modi nuovi e inediti di vivere, di sperimentare la vita.
In questo senso Mill diceva che una buona società consente di fare una molteplicità di esperimenti di vita, da cui imparare per migliorare e trasformarsi, personalmente e come collettività. Ora mi sembra che le sfere dell'intimità, quelle dei legami e della sessualità, siano invece aree di esperienza in cui spesso gli esseri umani hanno cercato di imbrigliare le possibilità di sperimentazione. Proverei a vedere con voi i modi diversi in cui queste sfere sono state messe al centro della considerazione delle società umane e degli individui.
Voglio proporre questa idea: nei modi specifici in cui gli affetti umani sono stati imbrigliati, plasmati sotto l'effetto di interessi diversi da quelli della formazione libera della propria soggettività, gli esseri umani hanno trovato e direi possono ancora trovare i modi di rispondere criticamente per affermare se stessi. Ora credo che sia interessante vedere la varietà di modi in cui gli affetti e l'intimità umana sono stati plasmati.

Lega per il divorzio breve

Divorziare stanca. Una riforma per abbreviare l'iter

di Diego Sabatinelli*

Obiettivo della lega italiana per il divorzio breve è quello di valorizzare la volontà e la responsabilità dei singoli attraverso l'eliminazione della procedura della separazione

Il 12 maggio del 1974 gli italiani approvavano con un referendum la legge sul divorzio; nel 1987 viene introdotto il divorzio su richiesta congiunta e si abbrevia il tempo intercorrente dalla separazione dei coniugi all'ottenimento del divorzio, portandolo a 3 anni. Sono passati oltre 20 anni da questo provvedimento e la situazione in Italia è decisamente cambiata. Non è più in discussione solo la durata della separazione, ma la necessità stessa del giudizio di separazione, inutile duplicazione che comporta, per ognuno dei giudizi, tre possibili gradi.
Un iter che non lascia al cittadino la libertà di scegliere di accedere immediatamente al giudizio di divorzio, che riteniamo contenga già in sé i tempi di riflessione e di pausa necessari ad una valutazione da parte della coppia. Ma cosa ci dicono i dati? Che una modifica della legge coinvolgerà migliaia di cittadini italiani è di tutta evidenza, i divorzi sono in crescita in questi ultimi 10 anni, così come le separazioni. I primi sono aumentati del 74%, le seconde del 57,3%; addirittura negli ultimi anni l'aumento in percentuale è sensibile: solo tra il 2005 e il 2006 i divorzi sono aumentati del 25%, e solo una piccola parte dei divorzi ha rispettato i tempi, i tre anni necessari di separazione, nel 37% dei casi si superano i 4 anni.

Per la riforma del diritto di famiglia

Riforma radicale per un diritto influenzato ancora da Ippocrate

di Bruno De Filippis*

La riforma del 1975 ha detto che la famiglia è una società tra ugual, come già affermava la Costituzione, mentre il codice civile, fino ad allora, diceva che il marito è il capo della famiglia ed affermava la vigenza della potestà familiare

Il guaio è che nel nostro diritto la trasmissione pedissequa delle regole del passato conduce a violazioni di diritti fondamentali. Anche per questo l'Europa ci invita ad elaborare un diritto di famiglia più moderno

C'è un romanzo, "La cattedrale del mare" di Ildefonso Falcones, un avvocato spagnolo che si è molto documentato sulla storia dei secoli passati. Egli utilizza una bella immagine: nel XIV secolo, quando Barcellona era minacciata, le campane suonavano e la gente accorreva. Questa immagine la prendo in prestito. Campane che suonano per chiamare a raccolta i cittadini, quando vi è qualcosa di inaccettabile.
Trasferiamoci nel 1968, allorché vigeva una legge che puniva l'adulterio della donna con il carcere. L'uomo, invece, era punito solo il concubinato. Intervenne la Corte Costituzionale e abrogò questa norma. Ci aspetteremmo che tutti, all'epoca, fossero d'accordo e anzi fossero lieti dell'eliminazione di una tale ingiustizia. Ho invece di recente seguito una trasmissione Rai intitolata: "Le voci del 1968", nella quale si riportava il commento di un politico, un giornalista ed uno studioso a questa abrogazione e il commento era negativo.
Essi s'indignavano per tale decisione, richiamando una vignetta apparsa su di un giornale, che rappresentava un carabiniere nell'atto di scoprire due amanti e dire loro: "In nome della legge... continuate". Costoro volevano che il diritto penale continuasse a perseguire l'adultera e il suo compagno. Essi dimenticavano che l'adulterio era comunque sanzionato civilmente oppure ciò, per loro, non bastava: volevano il carcere per gli "adulteri".
Tale reazione sembra incredibile, ma c'è dell'altro. Nel ‘75 è stata realizzata la riforma del diritto di famiglia, la quale, pur non eliminando tutte le ingiustizie, ha posto termine ad alcune di esse. Dopo la riforma, il marito non era più "il capo", ma tutti erano uguali, i figli erano tutti uguali sia se nati fuori che dentro il matrimonio.
Nulla di più giusto e inoppugnabile. C'è tuttavia chi non è d'accordo e addirittura vi è una sentenza (tribunale di Modena, 19 aprile 1991), in cui si dice che in un giudizio di separazione necessariamente soccombenti sono i figli, i quali non possono difendersi contro "il sopruso della legge e dello Stato". Leggo testualmente: "sembra infatti che questo nuovo tipo di uomo moderno sia tanto sazio e tanto disperato da assumere, come il comportamento dei protagonisti della presente causa e di tante altre, e come associato comportamenti come quelli che derivano dalla riforma del diritto di famiglia , comportamenti di tale egolatria da non rispettare nemmeno le regole naturali proprie degli stessi altri animali che sono in terra".

L'iniziativa politica

"Amore civile" in movimento

di Marco Cappato

Riforma del diritto di famiglia, Festival dell'amore civile, democrazia diretta: le nuove libertà NON sono soltanto questioni di "minoranze"

Le discriminazioni vanno superate facendo "causa comune" tra i diversi interessi delle diverse "minoranze, per una battaglia antropologica che riguarda il 100% dei cittadini

Dovremmo provare a chiedere aiuto al mondo dell'arte per raccontare cosa significa "l'amore civile"

Amore civile è il tentativo di "tenere tutto insieme", di non occuparsi solo di una questione particolare, come è stato fatto in questi anni, quando è stata ridotta tutta la questione delle "famiglie" a una sorta di "rappresentanza di interessi particolari".
Fagioli ha parlato dell'identità sessuale, quasi dicendoci: "non esiste un'identità sessuale".
E' un'idea importante, che dobbiamo tenere presente come risultato possibile in una società dove lo Stato è completamente neutrale nei confronti delle scelte di vita e di sessualità, rendendo superfluo cercare la propria identità nel comportamento sessuale.
Oggi però delle discriminazioni ci sono, e vanno superate non certo riducendo il problema a quello di minoranze che più fanno sentire la propria voce e meglio riusciranno a eliminare la propria specifica discriminazione. Questo schema ha fallito.
Non è più nemmeno vero per il mondo del lavoro, dove il lavoratore non definisce più la propria identità nell'essere tale, né il "padrone" nell'essere "padrone", ma sono tutti al tempo stesso produttori, lavoratori, consumatori. Ancora meno vero è perciò quando è in gioco un insieme molto più complesso di interessi, quell'"amore civile" dove la libertà sessuale, la libertà nel mettere su una famiglia, la non discriminazione nell'accesso al lavoro riguardano sia la "questione femminile" che la "questione omosessuale".
Occuparsene significa occuparsi di realtà sociali assolutamente maggioritarie, andando oltre la della difesa di una minoranza. Esiste, certo, un problema di discriminazione, che va affrontato. Lo ricordava Bruno de Filippis: discriminazione dei figli nati fuori dal matrimonio, di un'unione rispetto all'altra, di un sesso rispetto all'altro.
E' difficile "chiamare a raccolta" sui singoli temi, perché è difficile "chiamare" in termini di comunicazione, ed è anche difficile "raccogliere", cioè dare uno strumento, uno sbocco politico ai diversi interessi in gioco.

La democrazia fa breccia nelle relazioni private

Dall'amore fatale all'amore civile

di Enrichetta Buchli*

Conquistare, assoggettare, schiavi d'amore: tutta la terminologia che percorre la storia dell'umanità e dell'amore assoluto è un vocabolario di guerra

Sono molto contenta che questo breve capitolo sia stato così importante per tutti noi e ci abbia aiutato a riflettere su un processo generale di civilizzazione di un'umanità che è ancora evidentemente lontana e, sopratutto, quello che poi riguarda il mio lavoro, per una possibilità di salute mentale.
L'idea naturalmente è stata ispirata anche dal libro di Giddens che insiste sul tentare una democrazia all'interno dell'intimità. Sembrerebbero cose molto scontate ma io sono rimasta sempre molto impressionata dalle storie dei pazienti, sia delle storie di coppie che delle storie familiari, in quanto invece mi sono resa conto di come la democrazia non entri nelle mura domestiche e lì viga un clima di tirannia.

Riforme laiche/ Il coraggio di un nuovo diritto di famiglia

C'è bisogno di amore civile

di diego galli2

In una società democratica è necessario tutelare ogni forma di convivenza indipendentemente da quella che è la tradizionale concezione di sessualità

La conferenza "Amore civile", svoltasi a Roma dal 10 al 12 maggio scorso, è il secondo appuntamento di una riflessione e di un'azione partita un anno fa in contrapposizione al Family day, la manifestazione convocata a piazza San Giovanni dalle maggiori organizzazioni del cattolicesimo militante in opposizione al disegno di legge sui Dico.

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