ru486

Eugenia Roccella

RU486: le bugie fanno carriera

di Silvio Viale

Eugenia Roccella su questo tema ha costruito la sua candidatura. Ma il pericolo della RU486 è tendente a zero, e comunque minore dell’assunzione del Viagra.

Eugenia RoccellaEugenia RoccellaDeputata del PDL grazie a me e alla RU486. Certo, perché senza la RU486 e le polemiche sulla "sperimentazione" torinese, tra ispezioni ministeriali e inchieste della magistratura, ben difficilmente Eugenia Roccella avrebbe potuto aspirare al ruolo di portavoce del "family day". Invece, abusando delle miserie del giornalismo scientifico italiano, è diventata l'alfiere contro la RU486 dalle colonne dell'Avvenire, del Foglio e del Giornale, con l'entusiasmo del neofita che pensa di aver scoperto il gran complotto mondiale. Da ex radicale (molto ex) a icona del movimento anti-abortista italiano, da post-femminista a militante "pro-life", Eugenia Roccella ha gradualmente assimilato tutti i capisaldi cattolici su famiglia, sessualità e contraccezione, senza se e senza ma.

LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Non è abortiva. Scientificamente.

di Silvio Viale

Ne avevo già parlato a Napoli a dicembre, chissà se la stampa ne parlerà ora dopo le polemiche de Il Foglio? Che la pillola dell'ora dopo, la cui efficacia si dimezza ogni 12 ore, non agisse sull'impianto dell'ovulo fecondato era già noto e contenuto persino in un documento dell'OMS del 2005, ma ora grazie ad un lavoro del Karolinska Institute ne abbiamo la prova anche per l'uomo. Dopo che alcuni studi lo avevano già provato in vivo nel ratto (2003) e nella scimmia (2004), la difficoltà era proprio quella di provarlo nell'uomo.

(Mala)informazione al servizio della (mala)fede

di angiolo bandinelli

Cattiva informazione, ignoranza, ma anche malafede, nel modo in cui si è data e commentata la notizia della pressante esortazione rivolta da papa Benedetto XVI ai farmacisti cattolici, riuniti nel loro Congresso internazionale, perché oppongano la più intransigente obiezione di coscienza alla vendita di farmaci il cui uso possa avere "implicazioni etiche" negative. "Il farmacista - ha detto il papa - deve invitare ciascuno a un sussulto di umanità, perché ogni essere sia protetto dal concepimento fino alla morte naturale...".

CYTOTEC: legittima difesa

di Silvio Viale

Le italiane cominciano a conoscerlo e a utilizzarlo, come all’estero, nonostante i rischi che comporta. Un motivo in più per non vietare la pillola abortiva Ru486.

Meglio conosciuto come Cytotec, il misoprostol è spesso usato per provocare un aborto. Fu introdotto nel 1985 come gastroprotettore ed è registrato in 80 paesi. In Brasile e in Egitto è registrato per l'induzione del travaglio di parto. Il suo uso è ampiamente diffuso nei paesi ove l'aborto è vietato. L'aborto indotto con le prostaglandine è una pratica abbastanza sicura, senz'altro preferibile ai rischi di un aborto chirurgico quando non è eseguito in condizioni di sicurezza o, peggio ancora, quando si tratta di pratiche chirurgiche clandestine.

PER LA CONTRACCEZIONE d'emergenza aboliamo la ricetta

DI Silvio Viale

Lettera aperta al Ministro Livia Turco, perché l’autodeterminazione della donna non finisca irrimediabilmente in soffitta

Egregia Ministra, Le scrivo per ricordarle che nel maggio scorso, appena insediatasi nel suo dicastero, in occasione dell'inaugurazione di un nuovo reparto al Policlinico Umberto I di Roma, dichiarò che avrebbe esaminato con calma la questione della vendita senza ricetta della contraccezione di emergenza (CE), la cosiddetta "pillola del giorno dopo". Lo stesso proposito fu ripetuto in altre occasioni.

AL "PERTINI" CI VORREBBE PERTINI

DI Silvio Viale

La decisione di introdurre un ticket per le prestazioni di pronto soccorso rischia di penalizzare ulteriormente l'accesso alla contraccezione di emergenza (CE), rendendo improcrastinabile un intervento del ministro per eliminare l'obbligo della ricetta per la "pillola del giorno dopo". L'attribuzione di un ticket di 25 Û, affidato all'arbitrio del medico di turno, espone la donna ad un ingiustificato atteggiamento punitivo da parte di medici ignoranti o ideologicamente prevenuti.

Intervista di Mirella Parachini

Ok dalla sperimentazione

Intervista a Silvio Viale

Quali sono le novità rispetto all'utilizzo della ru486?

L'unica novità è il numero di aborti eseguiti con l'Ru486. Nelle cinque regioni che lo hanno utilizzato parzialmente nel 2006, in Piemonte è stato utilizzato solo per 7 mesi, in altre regioni non tutti i mesi e non tutti gli ospedali. Nelle altre regioni...? In Toscana pochi ospedali la usano con una certa regolarità, in Emilia è utilizzata sostanzialmente nell'ospedale di Bologna e ad Ancona solo in un ospedale.

Lettera Ru486

di Mirella Parachini

Gentile associazione Luca Coscioni, vi scrivo per sapere più sulla pillola abortiva chiamata RU-486.Poichè in Italia la sperimentazione (per quanto mi risulta) è stata bloccata dall'ex ministro Storace, la si può avere recandosi,ad esempio,in Francia (dove mi pare sia legale)? In caso si possa, bisogna presentare al farmacista qualche analisi o documentazioni di sorta? Grazie.

INTERVISTA A REBECCA GOMPERTS

Consigli dalla nave degli aborti: l'Italia guardi alle politiche OMS

Di Giulia Innocenzi

La fondatrice di Women on Waves, associazione per la legalizzazione dell'aborto e la commercializzazione della RU486, parla ad Agenda Coscioni

L'ultima campagna di Women on Waves si è tenuta in Portogallo, dove un referendum ha aperto la strada alla legalizzazione dell'aborto.Qual'è la situazione nel resto d'Europa? In Europa ci sono ancora tre paesi dove l'aborto è molto limitato: Irlanda, Malta, Polonia. La situazione in questi paesi sembra peggiorare, anziché migliorare. In Polonia i politici chiedono un'implementazione più restrittiva della legge vigente e sempre più persone sono processate per aver praticato aborti clandestini.

Parole al vento sull'aborto selettivo

di Francesco Bei

INTERVISTA A RITA BERNARDINI

La segretaria di Radicali Italiani: il Ministro Livia Turco non ponga limiti alle diagnosi prenatale Ce l'ha con il ministro Livia Turco, che "vuole introdurre limiti alla diagnostica prenatale". Ce l'ha con l'Avvenire e la "campagna per la revisione della legge 194". Ce l'ha con Eugenia Roccella, ex femminista ed ex radicale, che ora - proprio dalle colonne del quotidiano dei vescovi - tuona contro la "pulizia etnica" degli embrioni e chiede "un tagliando" per la 194.

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