università

La Rete si organizza contro la mala-università

Concorsopoli

concorsopoli.fiberia.com

"Visto che si insiste nei concorsi truffa, ho deciso di istituire un Osservatorio Permanente che serva a segnalare IN ANTICIPO concorsi e appalti che non quadrano. Se non lo fa la Politica, lo facciamo noi semplici cittadini. Adesso, da ora in poi, raccoglierò nell'Osservatorio qualunque sospetto anche di minima irregolarità su Concorsi o appalti.Inviatemeli via e-mail e li pubblicherò.Tale materiale diventa poi prezioso nel momento in cui qualcuno denuncia gli abusi.

L'appello degli studenti Coscioni

Chiediamo legalità anche per i fondi agli studenti

di Annalisa Chirico (uni@associazionecoscioni.org)

Le regole si rispettano. Ce lo insegnano sin da bambini. Eppure non sempre il patto sociale "tiene", né la morale privata obbedisce. Del resto, chi non ha mai violato una norma? Il desiderio di trasgredire esercita pur sempre il suo potere di fascinazione anche verso le anime più pie e insospettate.

Capita così che ogni anno vengano assegnati dei fondi destinati alle attività culturali e sociali che gli studenti, in tutte le università, propongono e realizzano.

Appunti per il Neoministro Gelmini

Lauree finte ed atenei in declino

di Mario Pirani (da La Repubblica, 2 giugno 2008)

[...] Non starò, comunque, ad esporre il quaderno delle doglianze che affliggono il nostro sistema educativo limitandomi questa volta a riepilogare qualche punto che traggo dalla recentissima "Indagine sul declino dell'Università" curata dal prof. Alessandro Monti (Cangemi editore), già autore nel 2002 del "Rapporto sull'istruzione universitaria in Italia" (Franco Angeli ed.).

Università e Srl passano all'incasso dagli enti locali

Basilicata: Consulenze S.p.a.

di Maurizio Bolognetti

Scorrendo l'elenco delle consulenze messo online dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, alcune curiosità saltano agli occhi. La torta delle consulenze lucane appare molto inferiore a quella reale, vuoi perché mancano i dati di alcune amministrazioni pubbliche, vuoi perché molte consulenze vengono attribuite tramite consorzi o società partecipate dalla Regione Basilicata, che nell'elenco non appaiono.

Da Bari a Firenze, parola d'ordine: predicare bene

"Codici etici" per rifarsi la verginità

di Lucia Lazzerini*

Una nuova parola d'ordine sta circolando nelle università italiane: «ci vuole un Codice etico». [...] Esaurite le snervanti discussioni sulle classi, sulla ‘messa in qualità', sugli incardinamenti e simili scempiaggini, si sentiva il bisogno di altre chiacchiere per far perdere tempo prezioso a quei pochi che ancora credono nello studio e nella ricerca anziché nei maneggi di corridoio. Così la compagnia di giro dell'avanspettacolo accademico si è subito inventata un nuovo copione: il Codice etico, per l'appunto.

Parentopoli universitarie

“Non riesce, ma si impegna”. Così ti nomino il ricercatore

di Aldo Bianchini

Il caso di Nicola Pasquino, figlio del rettore dell’Università di Salerno, unico a presentarsi al concorso per un posto di ricercatore. La vicenda raccontata in esclusiva dal giornalista che ha portato il caso alla ribalta.

"Laureato non ti voglio - Nell'industria solo cinque dipendenti su cento hanno fatto l'università. Un record negativo in Europa che penalizza lo sviluppo. E una ricerca rivela che spesso a evitare i "dottori" sono proprio gli imprenditori". Inizia con questo titolo un approfondimento di Luca Piana su "L'Espresso" n.26/2008 che descrive alla perfezione il degrado in cui stanno sprofondando le Università italiane che sfornano "cervelli ignoranti".

Casta Universitaria

Accendiamo la miccia

Quel che non fa la mala-ricerca,lo fanno illegalità, nepotismo e mancanza di meritocrazia imperanti nei nostri atenei

Sprechi, favoritismi, illegalità. Nelle pagine precedenti avete letto come vengono gestiti i fondi statali per la ricerca. E di come, alla luce di esperienze consolidate innanzitutto all'estero, la nostra Associazione proponga di riformare in toto il sistema di assegnazione dei finanziamenti. Ma il 2008 è stato annus horribilis anche per i nostri atenei. Spesso alla ribalta sui giornali, e di tanto in tanto anche in trasmissioni televisive di approfondimento, le università italiane hanno raggiunto gli onori della cronaca quasi mai per i loro risultati in campo scientifico o per il loro contributo alla vitalità della società, ma piuttosto per gli scandali di nepotismo e malaffare nei quali si sono trovate invischiate.

Dalla mancata trasparenza dei fondi allo scandalo del S.Rita

Mala-ricerca genera mala-sanità

di gilberto corbellini

Denaro e logiche economicistiche c’entrano poco con i crimini sanitari. L’origine è nel declino della cultura medica che in Italia inizia negli atenei.

Se coloro i quali hanno commentato l'inchiesta giudiziaria sui presunti crimini medico-sanitari compiuti all'Istituto di Cura S. Rita avessero letto il capitolo intitolato "Marketing, denaro e decisioni mediche" nell'ultimo libro di Groopman (Come pensano i dottori, Mondadori, Milano, 2008), avrebbero forse evitato i soliti luoghi comuni. In primis di dire che la medicina è inquinata dal denaro e da logiche economicistiche.

Relazioni pericolose con Feyerabend

di gilberto corbellini

Popper, Khun, Lakatos e Feyerabend... orate pro nooobiis... Dalla cattedra (peri) patetica di "Porta a Porta", il filosofo e senatore Buttiglione informava la settimana scorsa che l'epistemologia moderna ha ridefinito, ridimensionandolo, lo statuto conoscitivo della scienza. E il campione mondiale di agitprop, Giuliano Ferrara, annunciava all'audience che il discorso scritto appositamente per gli "asini" della Sapienza dal capo della religione cattolica (e dello Stato del Vaticano) comodamente assiso sul dogma dell'infallibilità, è una vera lezione 'galileiana'.

IL DISCORSO DI RATZINGER

La “ragionevole” intolleranza della Chiesa contemporanea

di Adalgiso Amendola

Il Papa avrebbe ancora una volta presentato il cattolicesimo come il nucleo duro della ragione moderna, l’unica via contro il relativismo contemporaneo.

Il discorso che Benedetto XVI ha inviato all'Università "La Sapienza", dopo aver declinato l'invito a partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico, è stato accolto, da un sistema massmediale oramai incapace di qualsiasi criticità - anche minima - nei confronti delle strategie comunicative del Vaticano, come una difesa dell'autonomia delle Università e come una straordinaria esaltazione della tolleranza e della laicità dei saperi.

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