Piergiorgio Welby


Commemorazione di Piergiorgio Welby in occasione del quinto anniversario della sua morte

Radio Radicale

La morte di Piergiorgio Welby è avvenuta il 20 dicembre 2006. Nel corso della conferenza stampa viene presentato il progetto artistico "Ora sulla mia vita decido io! Per il diritto al testamento biologico" con il contributo degli artisti che hanno voluto onorare la memoria della battaglia di Piero per l'eutanasia legale e il diritto a una morte "opportuna"

Welby cinque anni dopo Sul fine vita meglio non legiferare

L'Unità
21/12/2011
Massimo Adinolfi

 Non è giusto. O è giusto così. Dinanzi alla morte di una persona cara, nessuno è in grado di rimanere così impassibile da non chiedersi se sia giusto che debba morire. Morire così.
Morire ora. Anche quando ci rassegniamo, per esempio per l’età avanzata, non sentiamo meno il bisogno di elevare il processo naturale del morire nella sfera dello spirito, che è, in un senso minimale, ciò per cui nel morire ne va del senso del vivere e dell’aver vissuto.

Un lustro senza Welby - Vivere la morte come una battaglia per testamento biologico, bioetica, eutanasia legale ...

StudioCataldi.it
20/12/2011
Paolo M. Storani

Caro Zibaldone, si può vivere la morte? Oggi 20 dicembre di cinque anni fa se ne andava, tra mille non volute polemiche, Piergiorgio Welby, più semplicemente Piero. Ma la ricorrenza è meno mesta di un normale anniversario di morte. Vorrei rivolgere un pensiero di affettuosa vicinanza alla moglie-compagna di una vita Mina Welby.

In ricordo di Welby

www.cinziasciuto.blogspot.com
20/12/2011
Cinzia Sciuto

 Il 20 dicembre del 2006 Piergiorgio Welby vedeva finalmente esaudito il suo desiderio di una morte dignitosa: è stato sedato e staccato dal respiratore che lo teneva in vita, morendo come aveva tenacemente chiesto. A cinque anni di distanza da quella storica battaglia per la libertà di scelta, l’Italia rischia ancora di diventare il paese del sondino di Stato.

Cinque anni fa moriva Welby E con lui la politica

Il Riformista
20/12/2011
Alessandro Calvi

 Cinque anni fa moriva Piergiorgio Welby. E con lui moriva la politica: rinchiusa in un Palazzo che rassomiglia sempre più a una cripta invece che a una agorà, è rimasta nuda di fronte alla propria incapacità di dare risposte alla società. Era la notte tra il 20 e il 21 dicembre del 2006 quando a Welby fu staccato il respiratore. Fu, quella, la prima di una lunga serie di sconfitte per il Parlamento.

Quel grido di dignità lanciato da Piergiorgio

L'Unità
20/12/2011
M. Schett Welby, M.A. Farina Coscioni

 Ci sono momenti, gesti, che raccontano più e meglio di qualsiasi discorso. Per esempio, l’ultimo quadro di Piergiorgio Welby: una donna.

Fine vita, la scelta e la legge - lettera

la Repubblica
20/12/2011
Corrado Augias

Caro Augias, oggi ricorre il quinto anniversario della morte di Piergiorgio Welby. Malgrado il suo auspicio, fatto proprio dal presidente Napolitano, un dibattito serio tra le forze politiche e nelle sedi istituzionali sul tema della eutanasia non è mai neanche iniziato.

Ass. Coscioni 20 dicembre, 5 anni dalla morte di Piero Welby: conferenza stampa e tavola raccolta fondi

19/12/2011
Associazione Luca Coscioni

 Domani, martedì 20 dicembre, giorno in cui ricorre il quinto anniversario della morte di Piergiorgio Welby, l’Associazione Luca Coscioni promuove due iniziative:

5 anni fa moriva Weby. Ma sul biotestamento è tutto fermo

www.tg24.sky.it
19/12/2011

 Sono passati cinque anni dalla notte tra il 20 e il 21 dicembre del 2006, quando il medico Mario Riccio aiutò Piergiorgio Welby a morire. Ma il 'capitano', come amavano apostrofarlo gli amici sul suo blog 'il Calibano', continua ancora oggi a far discutere e resta il simbolo della lotta per la "morte dignitosa" ed il diritto al testamento biologico.
A cinque anni dalla sua morte, la legge sul biotestamento appare infatti ancora lontana.

Mina Welby, cinque anni dopo "Piergiorgio, vola come Ariel"

http://www.repubblica.it
19/12/2011
Paolo Gallori

 ROMA - Cinque anni fa, il 20 dicembre 2006, moriva Piergiorgio Welby. Avrebbe voluto "farlo" prima. La distrofia muscolare lo aveva consumato fino a imprigionarlo in un letto. La natura che tanto amava scorreva fuori della sua stanza, dove macchine senza anima costringevano la sua in un corpo ormai indifendibile, spinto a respirare, ad alimentarsi. E ad assistere impotente all'esposizione di quanto restava di sé all'andirivieni di camici bianchi. Finché quel giorno di cinque anni fa un anestesista acconsentì a sedarlo e spense la ventilazione meccanica.

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