Gli interventi di Luca Coscioni


La Sla e la comunicazione della diagnosi Alcuni medici: «Vada a Lourdes»

Da Il Messaggero
24/06/2010

MILANO (23 giugno) - «Si rivolga a Lourdes», o «non faccia programmi a lungo termine» sono le ultime parole che vorrebbe sentire dal proprio medico una persona che ha appena scoperto di avere la Sla. Eppure è proprio quello che succede in alcuni casi, secondo quanto riporta Maria Giulia Marini, responsabile sanità e salute della scuola di formazione e management Fondazione Istud. «Durante il percorso della diagnosi - spiega l'esperta, oggi a margine di un convegno a Milano per presentare uno studio sulla Sla condotto insieme alla Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) - il problema grave è proprio la comunicazione della diagnosi: stiamo dando una notizia molto brutta al paziente, e quindi dobbiamo renderci conto che ci troviamo su un campo minato».

Quattro anni fa Luca Coscioni...

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“Quattro anni fa, il 20 febbraio 2006, moriva Luca Coscioni.
 Quel giorno, secondo Marco Pannella, Luca nasce all´Italia: i messaggi di cordoglio del mondo politico lo battezzano eroe, testimone di speranza. In vita però è stato personaggio scomodo. Scomodissimo. E sul suo nome sono pesati troppi veti, da parte di quella stessa politica che lo saluta commossa. Quasi uno scandalo quel corpo malato che Luca ha messo in gioco per dare speranza a chi di speranza non ne ha più: a tutti quei malati che ancora oggi non sono riconosciuti come persone”. Con queste parole inizia l’editoriale di Simonetta Dezi che ha curato un numero speciale di Agenda Coscioni, quello di febbraio, dedicato a Luca, alla sua lotta radicale per la libertà di ricerca e non solo. Oggi quella storia ritorna, in modo diverso, ma sempre attuale a descrivere un Paese dove l’illegalità (per esempio sulla partecipazione democratica alle elezioni) è di fatto negata. Per il nome di Luca è stato detto no all’ingresso delle liste radicali durante le regionali di cinque anni fa (non si accettò la possibilità, da parte delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra, di ospitare una lista radicale che portasse il suo nome). Oggi l’espulsione dei radicali viene fatta in altro modo, come sempre negando la legalità, prima di tutto dell’informazione (leggi il documento diffuso questa notte da Marco Pannella e Emma Bonino).

Intervento che Luca Coscioni aveva preparato per la Conferenza del 21 febbraio 2006

Intervento che Luca Coscioni aveva preparato per la Conferenza del 21 febbraio 2006 a Roma organizzato dall'Associazione W la Vita Intervento di Luca Coscioni alla Prima Conferenza Organizzativa Regionale sulla SLA in collaborazione con Assessorato alla Sanità della Regione Lazio, Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale “A. Gemelli”,Servizio di Telemedicina dell’Ospedale “S. Pertini” Roma martedì 21 febbraio 2006 ore 9.00 Sala Tevere Regione Lazio Via Cristoforo Colombo, 212

Intervento di Luca Coscioni al Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica

Questo primo incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, si colloca in un momento particolarmente difficile della mia esistenza. Non che non ce ne siano stati altri, in passato di meno crudeli. Ma la coscienza del tempo della vita, della sua libertà, della dignità umana e del limite oltre il quale non andare, producono pensieri e sentimenti inaccettabili ed inaccessibili.

"Io lotto per tutti voi", il coraggio di Coscioni

Vanity Fair
23/02/2006

Il candidato radicale morto dopo una lunga battaglia ci aveva scritto questa lettera. Per spiegare che la sua battaglia riguardava "la libertà di ogni individuo". E' morto la mattina del 20 febbraio, a 39 anni, ucciso dalla sclerosi laterale amiotrofica che da tempo ormai gli impediva di muoversi e di parlare.

Io non sono libero

L'Unità
21/02/2006
di Luca Coscioni

Questo l'intervento che Luca Coscioni aveva preparato e che sarebbe stato letto oggi alla Prima Conferenza Organizzativa Regionale sulla SLA organizzata dall 'Associazione Viva la Vita in collaborazione con I 'Assessorato alla Sanità e quello alle Politiche Sociali della Regione Lazio, il Dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale Gemelli e il Servizio di Telemedicina dell'Ospedale Pertini. Sono affetto da 10 anni e mezzo da sclerosi laterale amiotrofica, malattia che lascia intatte le facoltà dell'intelletto e distrugge tutto il resto.

Ero al buio quando Luca è morto

L'Opinione
23/02/2006
di Luca Bagatin

Ero qui, al buio. Al buio dell'Inferno quando ho appreso che Luca Coscioni ci ha lasciato. Un ragazzo reso muto dalla malattia. Un leader, come ha detto ieri Marco Pannella. Le parole di Pannella. Le uniche: "Luca Coscioni, un leader in prima linea, ammazzato dalla qualità di questo Paese, dalla sua oligarchia, che lo corrompe e lo distrugge". Ecco il Pannella che amo. Il Pannella che fotografa e ha fotografato molte volte la situazione che stiamo vivendo. La condizione di Luca, simbolo della battaglia per la ricerca scientifica...

Intervento di Luca Coscioni

Intervento di Luca Coscioni in occasione della presentazione della Proposta di legge in materia di Fecondazione Assistita e Ricerca

Molto abbiamo detto, sui perché e sui per come, è potuto accadere che il Parlamento italiano abbia varato una legge sulla procreazione medicalmente assistita, così offensiva della laicità dello Stato e del pluralismo etico e religioso esistenti.

Luca Coscioni su Panorama: un carcere affollato e' incivile

05/01/2006
di Luca Coscioni

[inline:1]Dalla rubrica di Panorama "Houston, c'è un problema"

Penso che il grado di civiltà di un paese si giudichi anche dal modo in cui vengono trattati i detenuti.

Luca Coscioni: un anno lungo una vita.

31/12/2005

Intervento di Luca Coscioni durante la trasmissione di Radio Radicale "Il Maratoneta" di auguri per il 2006.

[inline:1]Un saluto e un buon fine anno a tutti. Un anno lungo una vita, oserei dire, un anno di più strappato alla sclerosi laterale amiotrofica. Un ringraziamento a quanti dell'associazione e con l'associazione lo hanno vissuto spendendosi a servizio della libertà. Il lavoro svolto e la vocazione ad essa mi hanno ancor di più insegnato che la storia radicale è più vasta della mia breve vita.

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