Articoli su Luca Coscioni


Quattro anni fa Luca Coscioni...

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“Quattro anni fa, il 20 febbraio 2006, moriva Luca Coscioni.
 Quel giorno, secondo Marco Pannella, Luca nasce all´Italia: i messaggi di cordoglio del mondo politico lo battezzano eroe, testimone di speranza. In vita però è stato personaggio scomodo. Scomodissimo. E sul suo nome sono pesati troppi veti, da parte di quella stessa politica che lo saluta commossa. Quasi uno scandalo quel corpo malato che Luca ha messo in gioco per dare speranza a chi di speranza non ne ha più: a tutti quei malati che ancora oggi non sono riconosciuti come persone”. Con queste parole inizia l’editoriale di Simonetta Dezi che ha curato un numero speciale di Agenda Coscioni, quello di febbraio, dedicato a Luca, alla sua lotta radicale per la libertà di ricerca e non solo. Oggi quella storia ritorna, in modo diverso, ma sempre attuale a descrivere un Paese dove l’illegalità (per esempio sulla partecipazione democratica alle elezioni) è di fatto negata. Per il nome di Luca è stato detto no all’ingresso delle liste radicali durante le regionali di cinque anni fa (non si accettò la possibilità, da parte delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra, di ospitare una lista radicale che portasse il suo nome). Oggi l’espulsione dei radicali viene fatta in altro modo, come sempre negando la legalità, prima di tutto dell’informazione (leggi il documento diffuso questa notte da Marco Pannella e Emma Bonino).

A tre anni dalla morte di Luca, lo ricordiamo nei tavoli di 40 città e ai congressi

Luca Coscioni: la prima pagina di Agenda Coscioni, di febbraio 2007Luca Coscioni: la prima pagina di Agenda Coscioni, di febbraio 2007Leggi "Il silenzio uccide la ricerca" articolo in ricordo di Luca, di Maria Antonietta Farina Coscioni

Dichiarazione di Marco Cappato, Deputato europeo radicale, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni

Il 20 febbraio 2006 moriva a Orvieto Luca Coscioni.
In un Paese dove celebrazioni e ricorrenze contribuiscono di solito a cancellare e falsificare le storie individuali e collettive, per noi Radicali la memoria di Luca vive nel concreto della lotta politica, di quella lotta per la libertà di ricerca che Luca Coscioni aveva avviato ottenendo il sostegno di 50 premi Nobel per la sua candidatura come capolista delle elezioni politiche della Lista Bonino. Oggi, di fronte al fondamentalismo clericale che si è impadronito del potere dello Stato Vaticano e di quello italiano, il nostro posto per ricordare Luca -comprensibilmente dimenticato dai cerimonieri del regime, nelle sue articolazioni partitiche e mediatiche- sono le piazze e i congressi del suo partito. [i tavoli in tutta Italia]

La Repubblica

Mio marito Luca Coscioni e l'ideologismo familista

di Maria Antonietta Farina Coscioni

Caro Direttore,

Francesco Merlo si dice contrario a che il Parlamento "discuta se e come aiutare la gente a morire"; pensa "con orrore alla ferocia italiana di un duello legislativo sull'eutanasia". Si tranquillizzi pure Merlo: il passato Parlamento non ha voluto correre rischi, ha perfino rifiutato di avviare una semplice indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina.Rispetto l'opinione di Merlo, ma sono convinta che sia preferibile una legge, rigorosa, con limiti certi, piuttosto che l'attuale anarchia: il "si fa, ma non si dice", che si affida alla coscienza di medici ed infermieri per decidere se e quando una sofferenza diventa intollerabile.

Martedì 20 giugno 2006, disperse le ceneri in mare

20/06/2006

[inline:1]Martedì 20 giugno, alle ore 20.00, a quattro mesi dalla scomparsa di Luca Coscioni sono state disperse le sue ceneri in mare, a largo di Porto Santo Stefano, così come da sua volontà.

"Io lotto per tutti voi", il coraggio di Coscioni

Vanity Fair
23/02/2006

Il candidato radicale morto dopo una lunga battaglia ci aveva scritto questa lettera. Per spiegare che la sua battaglia riguardava "la libertà di ogni individuo". E' morto la mattina del 20 febbraio, a 39 anni, ucciso dalla sclerosi laterale amiotrofica che da tempo ormai gli impediva di muoversi e di parlare.

«Luca fu censurato, ci ha lasciato la forza di combattere»

L'Unità
21/02/2006
di Massimo Filipponi

L'INTERVISTA. Marco Pannella. "Fu molto colpito dall'esclusione dal Comitato di bioetica voluta dal governo Berlusconi”. Marco Pannella dà in diretta la notizia della morte di Luca Coscioni agli ascoltatori di "Radio Radicale" e va oltre alla mera cronaca. Dopo la frase «mezz'ora fa si è spento Luca. Gli è mancata la possibilità di respirare è accaduto quel che si poteva prevedere», Pannella aggiunge: «Luca era un leader perché era in prima linea. Era in prima linea ed è caduto.

«Morire proprio ora è una beffa Luca voleva andare in Parlamento»

Corriere della Sera
21/02/2006
di Lorenzo Salvia

La moglie. Parlavate della morte? «Certo, ma non come di un fantasma. Luca sapeva che stava per arrivare». E di eutanasia? «La dignità della morte era uno dei temi a lui più cari. Luca aveva voglia di vivere, però. L'ha avuta fino all'ultimo, credo l'abbia ancora adesso». Maria Antonietta Farina è l'angelo terreno che ha vegliato su Luca Coscioni per più di dieci anni. La tenera traduttrice dei suoi sussurri quando la malattia gli permetteva di sussurrare ancora, l'interprete del suo sguardo quando la sclerosi si era fatta più feroce e gli consentiva di muovere solo gli occhi.

In memoria di Luca Coscioni e delle sue idee

L'Opinione
21/02/2006
di Gualtiero Vecellio

Un piccolo ricordo di Luca Coscioni che ci ha lasciato, tra i tanti che in questi minuti s’affollano alla mente. Una riunione, un seminario o che poteva essere; si era, mi pare, a Cianciano. C’era un tavolone a ferro di cavallo. Marco Pannella a un lato di quel tavolo; e Luca – forse la prima volta che lo vedevo – dalla parte opposta, in carrozzella.

Luca, vittima dei no alla ricerca

Il Messaggero
21/02/2006
di Federica Re David

“Mezz’ora fa si è spento Luca. Gli è mancata la possibilità di respirare, è accaduto quel che si poteva prevedere”. Sono circa le 11,30 di ieri mattina quando Marco Pannella, in diretta su “Radio Radicale”, annuncia morte, nella sua casa di Orvieto, di Luca Concioni, 39 anni, presidente dell’associazione che porta il suo nome e dei Radicali italiani, da dieci anni malato di sclerosi laterale amiotrofica. E aggiunge, ricordando le sue molte battaglie nel nome della libertà di ricerca scientifica: “Luca era un leader perché era in prima linea. In qualche misura è naturale quello che è accaduto.

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