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Concorrenza senza vincoli per migliorare la ricerca

Sole 24 Ore
08/02/2012
Guido Martinelli

Quali attività scientifiche devono essere finanziate nel nostro Paese e quali sono gli strumenti più adatti per realizzare un'efficace politica della ricerca? Si potrebbe cominciare con le usuali geremiadi sull'insufficienza dei fondi, ma vorrei qui discutere come anche le poche risorse sono spesso mal utilizzate a causa di norme macchinose, che non hanno riscontro all'estero. Partiamo dai Prin, i Progetti di ricerca d'interesse nazionale. Il ministro Profumo ha affermato che si prefigge di migliorare la capacità dell'Italia di acquisire risorse per la ricerca. Questo risultato, dice, non si ottiene sostenendo le singole eccellenze, ma alzando l'asticella media con la creazione di gruppi di progetto in grado di dare il meglio e, aggiungo io, essere competitivi al livello europeo.

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Cercansi cervelli disperatamente

La Stampa - Tuttoscienze
08/02/2012
Riccardo Lattanzi

 Gli economisti calcolano che quasi il 50% della crescita del prodotto interno lordo americano deriva dall'innovazione. Quest'ultima richiede lavoratori sempre più qualificati, che però scarseggiano, a causa di un mediocre sistema scolastico di base. Basti pensare che, nonostante la crisi, lo scorso settembre in America c'erano oltre 3 milioni di posti di lavoro vacanti, inclusi 607 mila nell' istruzione e nei servizi sanitari. La colpa della mancanza di capitale umano con le competenze necessarie non è solo delle scuole, ma dipende dal fatto che sono pochi gli americani che frequentano master o dottorati in materie scientifiche e tecnologiche, dove la maggioranza è costituita da studenti e ricercatori stranieri.

Sulla ricerca gravano ancora vincoli eccessivi

Il Sole 24 ore
02/02/2012
Guido Barbujani e Maurizio Gatti

Il due recenti bandi del Miur per il finanziamento della ricerca scientifica (il Prin e il Firb-giovani) presentano sostanziali novità rispetto a quelli precedenti. Tuttavia, malgrado le modifiche al Prin (che il 12 gennaio scorso è stato variato rispetto al testo del 27 dicembre), tali novità rischiano di soffocare la ricerca biologica di base, e in particolare quella più originale e innovativa.

Nel bando Prin 2010-2011 è stato introdotto un vincolo che definisce un numero minimo di unità per ogni progetto; inizialmente era di 5 unità per tutte le aree disciplinari, poi è stato ridotto a 2 per molte aree, ma non per altre tra cui quelle biologica e medica. Non capiamo il perché. Sarebbe come dire che d'ora in poi in Italia tutti i musicisti devono suonare solo in orchestre...

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SALUTE Ricerca scientifica Interviene il Garante

L'Eco di Bergamo
05/01/2012

Il Garante privacy interviene a tutela dei pazienti nel delicato settore della ricerca medico-scientifica. L'Autorità ha elaborato uno schema di autorizzazione generale per disciplinare il trattamento dei dati nell'ambito dei cosiddetti «studi osservazionali retrospettivi». Tali ricerche sugli effetti di terapie, farmaci o interventi sanitari comportano l'uso di dati sulla salute di persone assistite in passato presso i centri di cura che partecipano ai progetti di ricerca.

I bandi per la ricerca. La concorrenza tra le università non deve sparire

Il Sole 24 Ore
05/01/2012
Guido Tabellini

In questi giorni il Governo Monti si sta mobilitando per liberalizzare i servizi e introdurre più concorrenza nell'economia italiana. Saranno provvedimenti cruciali, perché una migliore allocazione delle risorse è fondamentale per stimolare la crescita della produttività e rilanciare lo sviluppo economico. Sorprendentemente tuttavia, in questi stessi giorni la politica della ricerca sta andando nella direzione opposta: la nuova procedura per l'assegnazione dei finanziamenti alla ricerca universitaria sembra fatta apposta per peggiorare l'allocazione delle risorse, distribuendole a pioggia e annacquando la competizione tra istituti di ricerca. Le nuove procedure per l'assegnazione dei fondi perla ricerca di base (i cosiddetti Prin) e per l'inserimento dei giovani nelle università prevedono stringenti limiti numerici alle proposte che possono essere presentate da ogni ateneo, in proporzione al suo organico.

Profumo: la ricerca sarà meno individualista "Vogliamo che le università Vsiano corresponsabilizzate nella selezione dei progetti. Meno individualismi e gioco di sistema per competere sul programma Horizon 2020».

Il Sole 24 Ore
04/01/2012

 

Il ministro Francesco Profumo risponde alle critiche avanzate nella lettera aperta sul Sole 24 Ore di ieri da Fabio Beltram e Chiara Carrozza.

Profumo: ricerca motore di sviluppo

«Meno individualismi e gioco di sistema per competere sul programma Horizon 2020»

Parla il ministro dell'Istruzione e dell'Università «Maggior corresponsabilità tra atenei e mondo produttivo: le numerose eccellenze si mettano a disposizione del Paese»

Università. Le indicazioni di Profumo alla Crui Più fondi per la ricerca nazionale e under 40

Il sole 24 ore
16/12/2011
Gianni Trovati

Un"provvedimento urgente" per avviare davvero il reclutamento straordinario dei professori associati, previsto dalla riforma Gelmini e finanziato dal decreto sul fondo di finanziamento ordinario.

Sempre in tema di risorse, sblocco dell'assegno 2011, definito (si veda Il Sole 24Ore del 4 novembre) ma ancora non arrivato nelle università, e l'assicurazione che saranno confermati i 300 milioni in più per il fondo 2012: in questo modo, la dote degli atenei statali rimarrà vicina ai livelli di quest'anno, poco sotto i 7 miliardi di euro.

Quel cocktail di geni anti rigetto

Corriere della Sera
02/11/2011
Edoardo Boncinelli

Viviamo indubbiamente nell'epoca delle cellule staminali, naturali o artificiali. Se ne parla da tempo e quasi ogni mese c'è una novità, più o meno ghiotta. Ora sembra che si possano fare buone cellule staminali artificiali anche partendo da cellule prelevate da una persona in là con gli anni, addirittura da un centenario! Da cinque o sei anni si sa che si possono produrre in laboratorio cellule staminali di ottima qualità partendo da cellule della pelle, tecnicamente fibroblasti, di un adulto.

Una nuova giovinezza per le cellule dei centenari

Corriere della Sera
02/11/2011
Stefano Montefiori

PARIGI - La cura di giovinezza per centenari comincia all'Istituto di genomica funzionale dell'Università di Montpellier, dove il dottor Jean-Marc Lemaître e la sua équipe hanno appena dimostrato che l'invecchiamento - cellulare, per adesso non è un fenomeno irreversibile: gli scienziati francesi sono riusciti a riprogrammare in vitro alcune cellule di età avanzata trasformandole in "staminali pluripotenti indotte", cioè restituendo la capacità di suddividersi e moltiplicarsi a vecchie cellule - donate da uomini di 74, 92, 94, 96 e persino 101 anni - solitamente degradate e vicine al la fine.

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