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Pino Cucci, malato di sclerosi multipla al Congresso: le vicissitudini di un malato per ottenere la cannabis


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Sono malato di sclerosi multipla da 11 anni e già dal terzo anno avevo problemi di spasticità. Ho provato con vari farmaci ma questi, anziché risolvere la situazione, l’hanno peggiorata. A questo punto, dopo aver seguito una puntata di Report sulla cannabis terapeutica per malati di sclerosi multipla e di epilessia ho iniziato a informarmi ed ho scoperto, tramite internet, che la cannabis non è quella droga che ci vogliono far credere ma anzi, un farmaco che fino agli anni ’30 veniva liberamente venduto in farmacia. Ho poi iniziato a informarmi sui possibili effetti collaterali della sostanza ma ne ho riscontrati pochissimi. Ho iniziato ad assumerla, ovviamente comprandola al mercato nero, e sin da subito ho potuto trarne dei benefici; dopo che per due mesi ho assunto un solo spinello al giorno i miei problemi di spasticità si sono risolti. A questo punto ,nel corso degli anni, ho scoperto che la cannabis era utile anche per l’incontinenza e per il prurito irrefrenabile, al quale tuttora non c’è nessuna soluzione. Quando mi viene il prurito alla mano destra, fenomeno che fa parte della malattia, questo si espande progressivamente su tutto il braccio e per quasi un’ora mi trovo a combatterci; se invece appena mi viene il prurito assumo la cannabis, il fastidio passa nel giro di cinque minuti. Ci sono stati svariati studi sulla cannabis terapeutica per la sclerosi multipla, tutti pubblicati sui siti tipo medline (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed/), sito dal qual attingo la maggior parte delle informazioni; di certo non riesco a reperire notizie dai medici, i quali non sono molto informati su questa nuova medicina, peraltro relativamente nuova perché ,come dicevo prima, è stata utilizzata da sempre sia nell’antica Cina sia nell’antica Roma e in Italia fino al secolo scorso. Quando ho iniziato a voler assumere la cannabis terapeutica in maniera legale sono sorti dei problemi:innanzitutto in Italia non esiste luogo dove venga prodotta e venduta , ed è quindi reperibile, dal 2003, soltanto in Olanda. Infatti il Ministero della salute olandese coltiva cannabis terapeutica per i propri pazienti che ne hanno bisogno; in Italia, invece, c’è una legge che lo vieta, quindi quando i primi medicinali a base di cannabis vera e propria sono stati messi in vendita all’estero ho cercato di importarli dall’Olanda. L’importazione è però una cosa molto delicata: il primo step è convincere il proprio medico; seconda fase: convincere la Asl che è possibile importare la cannabis; terza cosa: pagare il farmaco: ogni importazione costa 330 euro, più il costo del medicinale, che varia dai 30 ai 40 euro per ogni confezione da 5 grammi;perciò per noi pazienti il costo per una cura mensile viene a raggiungere i 450 euro e non molti se lo possono permettere. Alcune Asl romane , ma anche di Bolzano e Crotone, elargiscono questa cannabis importata a spese loro;questo però non avviene in tutta Italia, infatti quasi dappertutto per l’importazione occorre pagare. Quindi il problema attuale è il seguente: se si potesse coltivare in Italia la cannabis terapeutica si risparmierebbero i 330 euro di importazione, e rimarrebbe solo il costo della sostanza, che però se coltivata qui costerebbe meno che in Olanda. Nel 2001 abbiamo fondato un’ associazione, PIC, “pazienti impazienti cannabis”, che cerca di smuovere il governo per far approvare leggi che siano a favore della cannabis; fin’ora abbiamo ottenuto che sia possibile almeno l’importazione, poiché la legge Fini - Giovanardi fino al 2006 vietava l’uso della cannabis terapeutica, poiché non ne riconosceva l’efficacia; abbiamo protestato presso il presidente Ciampi, il quale ci ha appoggiati, e il ministro Storace è stato, a quel punto, quasi costretto a dichiarare che la cannabis a uso compassionevole è possibile importarla e distribuirla ai malati, anche se a loro spese. È questo il sunto di tutte le battaglie fatte, la prossima lotta oltre alla gratuità è la possibilità di potercela coltivare, anche visto che l’Italia era un paese produttore di cannabis e sarebbe un buon posto, anche per il clima ottimale, per produrla a costo zero. Il problema è ora modificare i pregiudizi dei nostri politici, i quali oggi, 17 settembre, hanno votato alla Camera una mozione di legge per la cannabis terapeutica, la quale ovviamente è stata affondata con 32 voti su 370. Spero che questa battaglia possa concludersi finalmente con buon responso dei politici verso noi pazienti.

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pinoc sei lo stesso della

pinoc sei lo stesso della fondazione smuovi la vita?perché se sei tu,sei stato rovinato dal prof.del S.Andrea che cura mia nipote e sono preoccupata moltissimo.Il tysabri che usa era stato ritirato dal commercio.Ora ,lo usano di nuovo,con"cavie da esperimento?C'erano tante clausole per usarlo,tra cui molte recidive che almeno a quanto so,non mi pare abbia avuto mia nipote.STA ALLA 6^ FLEBO.per ora bene.Alla 12^ il neurologo incita molto mia nipote ad avere un altro figlio.Io so che la gravidanza è una panacea(perché non si approfondisce ciò?),ma dopo altre ricadute,come già accaduto.per riprovare poi il tysabri?io sono perplessa ma mia nipote ha ammirazione e fiducia,come tutti quegli scriventi,tranne lei e io con lei.

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