Intervista a Vittoria Franco

Un atto importante, ma la legge resta ingiusta

di Monica Soldano

Sono state emanate le tant0 attese linee guida della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita.Quale è la sua impressione?

Saluto con grande soddisfazione questo atto del ministro Turco che io avevo anche sollecitato, mi sembra un atto di grande responsabilità, soprattutto tenendo conto di tre sentenze importantissime come quella dei tribunali di Cagliari e di Firenze e, sopratutto del Tar del Lazio, che avevano cancellato una parte delle precedenti linee guida per quanto riguarda la diagnosi pre-impianto che era stata molto ristretta dalle linee guida di Sirchia e poi per l'allargamento su due punti importanti, uno che riguarda le malattie virali, come l'hiv, come l'epatite b e c, che costituiscono di fatto una ragione di sterilità e di infertilità e poi per un terzo punto che riguarda la previsione di un sostegno psicologico nei centri che esercitano nell'ambito della procreazione medicalmente assistita. Quindi è un atto importante, ma io mi aspetto che la legge 40 sia cambiata perché comunque le linee guida non possono cambiare la legge che rimane ingiusta e, a tratti, anche crudele nei confronti delle donne e delle coppie che hanno il problema della sterilità.

Tra i commenti a caldo, la senatrice Binetti ha detto che spetta ora al Governo stabilire cosa è l'eugenetica,in quanto è vero che si cancella la frase diagnosi osservazionale e quindi si riconferma, quello che lei aveva sempre sostenuto,e cioè che la diagnosi pre-impianto non è espressamente vietata dalla legge 40, tuttavia resta nel testo delle linee guida l'eccezione relativa alla selezione di tipo eugenetico.Cosa vuol dire?

Che deve essere accertata la malattia. Certamente l'eugenetica rinvia ad una selezione che riguarda la razza e non la malattia o ragioni gravi che richiedono il ricorso alla diagnosi pre-impianto come la talassemia, come altre malattie genetiche molto gravi e in questo caso la diagnosi pre-impianto è consentita e deve essere consentita anche la selezione dell'embrione perché altrimenti non si capisce a cosa serva la diagnosi preimpianto, quindi mi sembra che c'è una apertura. Ma io voglio ribadire che la legge è scritta male, è contorta, è contraddittoria, fatta perché era necessario, ma con l'intento di imporre dei veti, degli ostacoli, spesso, insormontabili, ecco perché è necessario cambiare la legge, certamente queste linee guida aggiustano qualche punto, ma non possono sostituirsi alla legge.

Infatti nel comunicato del ministro Livia Turco c'è l'auspicio a dare continuità a questo lavoro soprattutto in sede parlamentare, però dai banchi della maggioranza vengono risposte un po' fuori luogo.Questo secondo lei dovrebbe tornare ad essere un tema di salute discusso con serenità nelle aule parlamentari?

Io ho sentito nelle dichiarazioni degli esponenti del centro destra delle aperture al dialogo e mi auguro che, soprattutto su temi come questo il dialogo sarà reale. Noi sappiamo che su temi etici ci sono dei contrasti quindi bisogna legiferare a maggioranza non di governo, ma a maggioranza parlamentare cercando consensi trasversali tenendo conto del pluralismo religioso ed etico.
Per quanto mi riguarda ho già depositato due disegni di legge, uno che mira a riformare l'intera legge 40, l'altro che riguarda almeno la possibilità per le coppie portatrici di malattie ereditarie di accedere alla procreazione medicalmente assistita. Mi auguro che, se pure a tappe, queste novità vengano introdotte perché abbiamo le leggi più restrittive ed ingiuste che esistano in Europa.

Giovedì, 5 giugno, 2008 - 10:34
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