Un "soccorso civile" nel paese dei diritti negati

di Alessandro Capriccioli

Una grande enciclopedia libera da resistenza laica

«Chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di Dio: il vaiolo è un castigo voluto da Dio, la vaccinazione è una sfida contro il Cielo». Sono trascorsi quasi duecento anni da quando Annibale Francesco Clemente Melchiorre Girolamo Nicola Sermattei della Genga, meglio conosciuto come Papa Leone XII, scagliò il suo anatema contro una pratica oggi universalmente riconosciuta come fondamentale conquista del progresso medico e scientifico. Altri tempi, verrebbe da dire: eppure, guardandosi un po' intorno e mutando quello che c'è da mutare, sembra essere cambiato davvero poco, specie per quanto riguarda il nostro paese. C'è poco da stare allegri, tanto per fare un esempio, se si pensa che i progressi della scienza permettono di procreare a persone che fino a pochi anni fa non ne avrebbero avuto alcuna possibilità; ma che in Italia gli anatemi integralisti, assecondati senza colpo ferire da una classe politica oggi più che mai prona alle ingerenze vaticane, hanno vanificato l'utilità di quelle pratiche mediche con una legge che impedisce alle persone di avvalersene, in nome della necessità di adeguarsi ad un non meglio precisato diritto naturale. C'è poco da sorridere, se è vero che la contraccezione d'emergenza, contro ogni evidenza medica e scientifica, viene quotidianamente e strumentalmente spacciata per subdola pratica abortiva, con la conseguente invocazione dell'obiezione di coscienza non solo per chi avrebbe l'obbligo di prescrivere quei farmaci, ma perfino per coloro che li vendono. C'è poco da mormorare "altri tempi", se il fronte clericale, in un paese nel quale l'interruzione della gravidanza è a tutti gli effetti un diritto garantito dalla legge, si oppone all'aborto farmacologico con una tenacia degna del più ottuso regime teocratico, in nome dell'assunto secondo il quale abortire senza sofferenza costituirebbe un inaccettabile cedimento all'impalpabile fantasma di una presunta deriva relativista. C'è poco da sentirsi sollevati, se i tentacoli clericali si spingono fin dentro ai letti dei malati, impedendo loro di esercitare la libertà di scelta che dovrebbe spettare ad ogni essere umano, e li condannano a vivere, contro la loro volontà, prigionieri del proprio corpo, ponendo in essere senza alcuno scrupolo una tortura medievale alla quale danno il nome di "diritto indisponibile alla vita". Altri tempi, verrebbe da dire rileggendo l'anatema di Leone XII: e tuttavia basta guardarsi un po' intorno per rendersi conto che sarebbe una valutazione clamorosamente sbagliata. La realtà, quella vera, è fatta da una ragnatela di leggi proibizioniste e illiberali, che calpestano la libertà individuale, impediscono alle persone di curarsi, ignorano i diritti civili e li etichettano come "questioni eticamente sensibili"; relegando la libertà di scelta, nel migliore dei casi, al ruolo di argomento sul quale è necessario trovare un punto di mediazione: nel peggiore, al rango di "valore non negoziabile", del quale ci si rifiuta perfino di discutere. Poche, come sempre, le voci che si levano contro l'offensiva integralista e proibizionista: tra quelle voci, quella dell'Associazione Luca Coscioni, che negli ultimi anni, con i pochi mezzi di cui dispone, ha costituito e continua a costituire il più tenace baluardo di libertà e laicità del nostro paese. Si dà il caso, però, che la battaglia politica sia lunga e difficile, e che nel frattempo migliaia di persone continuino a vedere mortificati i propri diritti; quelle persone, come Luca Coscioni non si stancò mai di ripetere, non possono aspettare: «Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo. E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi». Soccorso Civile nasce per fare in modo che quelle persone possano evitare di subire le conseguenze negative delle leggi che limitano la loro libertà di scelta e negano i loro diritti, fornendo loro suggerimenti, indicazioni e supporto concreto per ottenere ciò che viene loro ingiustamente negato; noi l'abbiamo immaginata come una grande enciclopedia libera, alla quale ciascuno potrà aggiungere le proprie idee, i propri spunti, le proprie conoscenze, le proprie esperienze concrete: un vero e proprio database della resistenza civile e laica, in continuo aggiornamento, che possa costituire uno strumento utile, da subito, per tutti coloro che ne abbiano la necessità. Elio Vittorini scrisse: «La nostra paura del peggio è più forte del nostro desiderio del meglio». Ancora una volta, crediamo che l'affermazione possa essere invertita: per questo, oggi più che mai, è necessaria la partecipazione di tutti.

 

 

Come ottenere l'eutanasia L'eutanasia in Italia è ad oggi illegale. Come Associazione ci battiamo affinché il fenomeno dell'eutanasia clandestina venga alla luce, e il dibattito sulla legalizzazione dell'eutanasia venga calendarizzato in parlamento. In attesa di una necessaria modifica della legislazione nazionale, segnaliamo la regolamentazione del suicidio assistito in vigore. L'associazione Dignitas (www.dignitas.ch) propone infatti ai suoi soci un "metodo non rischioso e indolore per un suicidio assistito in Svizzera". Per contattarli scrivi a dignitas@dignitas.ch oppure chiama lo 0041.44.980.44.59.

Come interrompere le cure Da mesi offriamo il nostro sostegno legale, materiale e medico, a tutti quei malati che, volendo legittimamente interrompere un trattamento sanitario al quale siano sottoposti contro la loro volontà, vengano ignorati dalle istituzioni e dalle strutture sanitarie che li assistono. Per ottenere aiuto ad interrompere una terapia a cui sei sottoposto contro la tua volontà, scrivici a soccorsocivile@associazionecoscioni.org.

Come aggirare i divieti sulla fecondazione In Italia le pratiche di procreazione assistita sono disciplinate dalla legge 40/04 che vieta la fecondazione eterologa (donazione di gameti), vieta la fecondazione assistita ai portatori di malattie genetiche e virali, vieta la fecondazione assistita ai single e agli omosessuali, limita le tecniche di fecondazione consentite e vieta il congelamento degli embrioni. Per aggirare tali limitazioni, che riducono fortemente l'efficacia della tecnica e costringono il medico e la donna-paziente a subire violazioni della buona pratica medica, l'Associazione Luca Coscioni fornisce l'indicazione dei centri europei in cui è possibile recarsi per sottoporsi alle pratiche di fecondazione assistita vietate nel nostro Paese, con i relativi costi. Per tutti i recapiti, clicca su:

 

www.lucacoscioni.it/centri_di_fecondazione_ assistita_per_paese

 

No al proibizionismo sulla salute! Sul portale "Soccorso Civile" puoi trovare - ma anche fornire! - altre informazioni utili per impedire a leggi e pratiche violente di distruggere la tua libertà di scelta: come redigere il tuo testamento biologico, come abortire con la pillola RU486, come conservare il sangue del cordone ombelicale, come ottenere la cannabis a scopi terapeutici, come procurarsi la pillola del giorno dopo e denunciare i farmacisti che si rifiutano di venderla.

 

Venerdì, 4 gennaio, 2008 - 16:06
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