Intervista a Luca Gianaroli

Una cellula uovo fecondata non è un essere pensante

di Paolo Martini

Intervenendo ai microfoni di Radio Radicale, il Prof. Luca Gianaroli, tra i massimi esperti europei di diagnosi preimpianto e consigliere generale dell'Associazione Coscioni, ha detto: "Le linee guida che sono state stilate, e che tuttora sono in fase di aggiornamento, non sono cogenti come vorrebbe qualche parte della compagine politica italiana, perché un giudice ritiene che la diagnosi preimpianto si può fare". E così viene a cadere un pezzo di quella legge nella sua parte più ideologica. "Questa è soltanto la punta - continua Gianaroli - dell'iceberg di tutti quei contenziosi, che poi soltanto in parte arrivano ai mass media, ai giornali ecc. che si sono creati in Italia con l'applicazione della legge 40" Monsignor Betori ha commentato la sentenza dicendosi stupito, ha detto che la legge va fatta rispettare e i giudici non possono disapplicarla, è una cosa diversa da quella che dice lei. Evidentemente l'esperienza clinica e medica del Monsignore è superiore alla mia, se sostiene questo. La questione come potrà evolversi... Questo consentirà secondo lei ad altri centri di pratticare la diagnosi preimpianto in caso di malattie come la talassemia, come nel caso di Cagliari? Il problema è che se anche la diagnosi preimpianto viene eseguita, in realtà è sempre una diagnosi che in questo caso è a scartamento ridotto perché non potendo generare più di tre embrioni, il problema rimane quello che la diagnosi che viene fatta è una diagnosi con pochissime possibilità di successo, quindi in realtà quello che deve essere rivisto è il concetto comunque di disponibilità delle cellule uovo fecondate, cioè bisogna assolutamente rientrare nei parametri in cui lavorano in tutta Europa, altrimenti il danneggiato maggiore poi è il paziente. In questo caso in particolare è "la" paziente. I critici delle posizioni che lei ci ha appena detto parlano di eugenetica. Come risponde una persona che come lei lavora in questo campo che con l'eugenetica non c'entra niente... È molto difficile convincere le persone che non usano la stessa terminologia. Nel momento in cui una cellula uovo fecondata, secondo l'interpretazione più restrittiva di questa legge, è un individuo pensante, lei non ne verrà mai a capo. Una discussione di questo genere è distorta dal suo inizio. Tra eugenetica ed evitare che nasca un individuo che dopo alcuni mesi muore, o un individuo che ha una serie di patologie che non sono assolutamente curabili o controllabili, passa una differenza totale. C'è stata anche qualche dibattito sui numeri, quanti nati ci sono stati nell'ultimo anno con tecniche di fecondazione assistita, quante persone sono andate all'estero, la sua esperienza che ci dice? L'esperienza dice quello che raccontano i dati del registro italiano: sono nati, cioè, meno bambini e ci sono stati più aborti. Il problema delle coppie che vanno all'estero è un problema a mio avviso tremendo, al di là dell'enorme costo che ha non soltanto per l'individuo ma per l'intera società. Soltanto nel 2003, quando i programmi di donazioni di ovociti erano consentiti in Italia, il costo medio di un programma di donazione di ovociti variava tra i 1.000 e i 1.500/2.000 euro al massimo. Adesso una coppia che va in Spagna, al di là del costo del viaggio, al di là degli sconforti ecc... non spende meno di 10/15.000 euro. Mi dica Lei se questa è una cosa accettabile in un Paese come il nostro.

Mercoledì, 10 ottobre, 2007 - 17:40
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