Una grande inchiesta partecipativa

di Marco Valerio Lo Prete

In dieci pagine vi raccontiamo come la ricerca italiana, in questi anni, l'abbiamo vista noi dell'Associazione. E' allo sfinimento, vi avvertiamo subito. "Parentopoli" e "mafia dei baroni", portati occasionalmente alla ribalta anche dai grandi media di regime, sono solo la punta dell'iceberg. Quella più evidente, nonostante i molti tentativi di insabbiamento delle prove. Ma alla radice c'è dell'altro: ci sono strutture ministeriali ed enti pubblici che assegnano milioni di euro con meccanismi torbidi e criteri esclusivamente politici; enti statali e locali compiacenti che non chiedono conto dei soldi erogati per i progetti di ricerca; atenei in cui vige il principio della "selezione inversa" e criteri di reclutamento di docenti e ricercatori che fanno acqua da tutte le parti. Per mutare tali meccanismi basterebbero alcune riforme a "costo zero". Anche di questo, ovviamente, vi parliamo in questo speciale. Ma prima ancora, è necessario che le idee e l'informazione tornino a circolare. Per questo ti chiediamo di attivarti, di darci una mano portando alla luce casi di "malaricerca" che accadono nella tua università, nel tuo centro di ricerca o dei quali sei venuto a conoscenza. Conoscenza diffusa sul territorio e rete internet sono un binomio esplosivo. Tocca a noi cittadini accendere la miccia.

****

Parlare di "scandalo" sarebbe sbagliato. Perché riduttivo. Quella che illustriamo in queste due pagine è solo uno dei casi - non ancora del tutto chiarito da parte delle autorità competenti - che come Associazione Coscioni abbiamo contribuito a portare alla luce: la vicenda della Commissione Cellule cellule staminali istituita nel 2001 presso l'Istituto Superiore di Sanità dall'allora Ministro della Salute Sirchia; un consesso presieduto da Enrico Garaci, con il compito di distribuire milioni di euro. Non è dato ancora sapere quanti, né come. Un piccolo ingranaggio, insomma, di un sistema più ampio e ben oliato che è quello dell'assegnazione dei fondi alla ricerca in Italia. Tasto dolente per il nostro paese. Da un punto di vista quantitativo innanzitutto: l'Italia oggi dedica solo l'1,2% del PIL alla ricerca, quasi la metà della media europea che è invece pari all'1,9% del PIL. Ma il problema - non ci stanchiamo di sottolinearlo - è soprattutto di metodo. Non lo diciamo (solo) noi, lo dimostrano le interrogazioni parlamentari della pattuglia di deputati e senatori "coscioniani", lo affermano dalle colonne dei giornali alcuni tra i più illustri scienziati italiani. I meccanismi attuali di assegnazione dei fondi alla ricerca sono la metafora, o forse la causa, dello stato della ricerca italiana: i soldi sono attribuiti in maniera totalmente discrezionale, con criteri politici più che scientifici.

Giovedì, 3 luglio, 2008 - 16:57
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it