RELAZIONE/5

Un'informazione al passo della ricerca scientifica

di Marina Mengarelli*

Il mio ambito non è né la medicina né il diritto, ma le scienze sociali. Mi interessa in particolare, in questa sede, parlare di una questione che mi interessa e che riguarda la comunicazione della scienza. Vorrei rivolgermi anche a quanti di queste questioni non sanno nulla, a quanti sanno a mala pena cosa sia la "procreazione medicalmente assistita". Parliamo in fondo di una procedura non così complessa, un prodotto della conoscenza scientifica, la quale procede con una velocità tutta sua, molto velocemente, e produce per l'appunto prodotti, servizi, tecnologie, terapie che cadono addosso alle società senza che questo produca - di necessità - un processo culturale adeguato.

Anzi, di solito le società sulle quali "cade" la scienza non sono preparate ad accoglierla; i problemi maggiori nascono tra queste due diverse velocità. E' un processo normalmente indicato come "l'impatto sociale della scienza", delle tecnologie, della conoscenza scientifica e dei prodotti che ne derivano. In questo processo ci sono alcuni mondi che si confrontano e hanno un grande peso. Quali sono? Il primo è quello del produttore di conoscenza scientifica, degli operatori della scienza.

Il secondo è quello di chi diffonde la comunicazione che ne deriva, ovvero i media, il sistema delle comunicazioni di massa. Un terzo mondo è quello dei decisori politici, della politica, e collegato - a volte in opposizione, a volte in sinergia - quello della legge, cioè i giuristi. Poi c'è un ultimo mondo che lavora su una dimensione che è quella culturale che è il mondo dei cittadini, cioè quello delle persone direttamente coinvolte e interessate a questo. Oggi qui parliamo da quest'ultimo punto di vista, partendo da un grande tavolo di discussione che l'Associazione Luca Coscioni in questi anni, con grande capacità e fermezza e in tutte le difficoltà del caso, insieme a molte altre associazioni, ha contribuito a portare avanti in questo paese. Se tutti questi mondi avessero lo stesso obiettivo in testa, penso che le cose andrebbero avanti in altro modo.

Qual è l'obiettivo, che cosa deve interessare e a chi deve interessare quando un nuovo prodotto si mette a disposizione dei cittadini, una nuova terapia in questo caso? Sicuramente interessa i cittadini; ma ai cittadini che cosa interessa? Prima di tutto conoscere, capire, comprendere per fare che cosa? Per decidere, per prendere decisioni. questo obiettivo è quello di tutti gli altri? Non credo. Credo che tutti gli altri mondi prima citati abbiano altri obiettivi e in qualche modo scontino anche una serie di fattori, perché non è sufficiente dire che ci sono obiettivi diversi, ma questi mondi diversi scontano anche dei fattori di rallentamento rispetto al processo che interesserebbe a noi cittadini che è quello di conoscere, comprendere, per decidere ciò che ci interesserebbe fare. Fattori di rallentamento. Ognuno di questi mondi ha i suoi fattori specifici di rallentamento. Per citare ad esempio il mondo della scienza, un fattore di rallentamento è la frammentazione degli interessi delle persone coinvolte, dei soggetti coinvolti; una frammentazione di tipo corporativo, come è molto spesso in diversi ambienti.

Interessi di parte, la difficoltà di mettersi d'accordo, di trovare un punto di riferimento comune, di fare squadra. All'interno del mondo della politica sicuramente ci sono fattori di rallentamento che derivano dai sistemi elettorali, dalla cultura di riferimento - perché naturalmente la politica poi non vive nel vuoto - e sicuramente un altro fattore fondamentale è la difficoltà che la politica ha di dotarsi di un certo coefficiente di alfabetizzazione scientifica. Un problema, quest'ultimo, che riguarda tutti, certamente anche i cittadini, ma in massima parte, se non altro per le responsabilità che portano, i decisori politici. Un altro di questi fattori di rallentamento, sul quale mi vorrei soffermare maggiormente, riguarda il sistema della comunicazione, dei media.

L'altro giorno ho letto sul giornale questa bella notizia: "L'università di Newcastle in Inghilterra annuncia un esperimento che riguarda il trapianto di mitocondri in un embrione, alla ricerca di un metodo per fare nascere un bambino sano anche quando la madre è portatrice di un difetto genetico". Gran bella notizia! Peccato che sui giornali italiani sia uscita così: "Ecco l'embrione con tre genitori". Pensate che sia neutro titolare una notizia in questo modo? Le questioni di linguaggio sono questioni non formali, ma sostanziali; le scelte che si fanno quando si contribuisce alla diffusione di un dato scientifico in questo modo, sono "scelte", anche quando sono scelte non-scelte - come direbbe qualunque operatore della comunicazione - visto che se ci fosse qui un operatore dei media direbbe: "Ma non ho scritto io il titolo, lo scrivono i titolasti". Ecco, ragioniamo su questo. E perché l'Associazione Coscioni non si mette alla testa di un ragionamento su tali questioni?

Allarghiamolo non soltanto sulla questione dei titoli o dei titolisti, ma sul come si fa divulgazione della scienza per lo meno in un settore, quello del sistema pubblico della comunicazione. Ragioniamo su come potrebbe essere portato avanti dalla Associazione Coscioni un progetto di legge, qualche altra iniziativa, una campagna per mettere al centro dell'attenzione anche questo argomento. Perché dal modo in cui si comunica la scienza, dal modo in cui si scelgono le parole, si sceglie il linguaggio, si può influenzare quel che succederà di una certa notizia.

* Sociologa, si occupa di impatto sociale dell'innovazione, in particolare nel campo della procreazione, di bioetica e di divulgazione scientifica. Attualmente è professoressa presso la Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Urbino.

Martedì, 6 maggio, 2008 - 16:16
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it