Verso il sesto Congresso di Salerno (nell'anno dei colpi di coda clericali)

di Rocco Berardo

Ricordano, ogni volta che possono, la presunta vittoria sul referendum di due anni fa sulla fecondazione assistita. Festeggiano ancora il grande raduno di piazza San Giovanni che ha fermato il disegno di legge sui Dico. Bloccano tenacemente l'iter della legge sul testamento biologico. Si preparano ad opporsi intransigentemente all'ingresso in Italia della pillola Ru486. Sono i clericali del terzo millennio.

Clericali magari con tante famiglie a carico, che hanno magari utilizzato senza pentimenti la 194, che se avessero bisogno di un qualche aiutino per la fertilità volerebbero subito all'estero, che la fecondazione assistita non sanno neanche cosa sia però le votano contro senza il minimo dubbio come se fossero scienziati ed esperti del trasferimento del nucleo. Clericali, insomma, che "in Italia niente ricerca"..., pronti a tutto pur di tener le cellule staminali fuori dai laboratori. Si sono inventati quel mostro antigiuridico dell'obiezione di coscienza dei farmacisti rispetto alla R486 e riescono a non fare neanche discutere in Parlamento della questione dell'ICI sugli immobili commerciali del Vaticano. Tutto questo in nome della fede che incontra e guida - come sollecita Benedetto XVI - la ragione? Lasciamo perdere, piuttosto, come giustamente scritto da Furio Colombo in un suo editoriale su l'Unità, "in nome del Papa Re". Roba simile accadeva, certo, quando le maggioranze erano solidamente di centro-destra; figurariamoci se non può accadere nell'odierna confusione e debolezza di una maggioranza di centro- sinistra in bilico, nella quale il valore marginale del ricatto si assesta con maggior forza sulle questioni dei diritti civili più che su qualsiasi altro provvedimento, per ingraziarsi l'unico "potere forte" vero di questo paese, il Vaticano e la Chiesa.

I clericali del terzo
millennio: quelli con
tante famiglie a
carico, che hanno
magari utilizzato
senza pentimenti la
194, che se avessero
bisogno di un
qualche aiutino per la
fertilità volerebbero
subito all’estero.

Nell’attuale grande confusione della politica italiana, l’Associazione Coscioni è stata - con i suoi pochi mezzi - strumento propositivo di partecipazione e di lotta per molti. Ma ora occorre non solo aderire, ma partecipare, iscriversi, venire a Congresso.

Eppure, in questo difficile ultimo anno l'Associazione Luca Coscioni è riuscita anche a rilanciare su tutti i suoi temi. Primo fra tutti il tema della libertà di scelta di fine vita: nell'immaginario collettivo degli italiani, e non solo, Piergiorgio Welby è colui che ha dato un senso umano e politico alle scelte di fine vita, mettendo all'angolo i clericali di ogni rango, perfino inserendo all'interno della Chiesa - intesa come comunità di fedeli - quello che Marco Pannella ha definito "un virus di religiosità". Non basta: l'Associazione ha anche aperto il fondamentale fronte della vita indipendente per il disabile, organizzando un congresso sul superamento della disabilità attraverso la tecnologia, rispondendo in tal modo a chi, senza pudore, nei giorni della lotta di Piergiorgio, ha sostenuto la tesi di un nostro disinteresse per le questioni relative all'assistenza ai malati. È tutto il contrario. E proprio noi, infatti, abbiamo piegato, con una forte pressione sull'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la resistenza delle compagnie telefoniche a offrire a persone con disabilità nell'udito prezzi agevolati. E ancora: il Ministro Livia Turco - anche e soprattutto a seguito della campagna sulla "libertà di parola" che Luca Coscioni volle come costitutiva del nostro movimento - ha preannunciato al nostro congresso di Milano, e successivamente ha deliberato, il finanziamento di 10 milioni di euro per l'acquisto di quei computer che restituiscono la "parola" a chi l'ha perduta. Sul tema della ricerca scientifica, abbiamo ospitato in Italia Stephen Minger, il creatore del cosiddetto "embrione chimera". Lo scienziato ci ha fatto comprendere come in altri paesi dell'Unione Europea l'avanzamento della ricerca non sia frenato dalle sabbie mobili dell'etica vaticana. Siamo poi stati pungolo per il Comitato Nazionale di Bioetica che in questi mesi, invece di applicarsi nella elaborazione di domande e risposte possibili sui temi di sua competenza, si è rivolto a consolidare la sua subalternità alle direttive vaticane sfornando mozioni di una maggioranza che è fittizia e truffaldina (stante la sua costituzione a-democratica); al governo, infine, abbiamo avanzato proposte di riforme dello stesso CNB, illustrando nelle sedi opportune quanto avviene in Gran Bretagna grazie alla sua "Autorità per l'embriologia e la fertilità" (HFEA) che opera non lasciando i cittadini a semplici ricettori passivi di quanto elaborato dall'etica o dalle competenze di pochi, ma coinvolgendoli nel dibattito pubblico e nelle decisioni finali. Nell'attuale, grande confusione della politica italiana, l'associazione è stata - con i suoi pochi mezzi - strumento positivo di partecipazione e di lotta per ricercatori e parlamentari, per medici e per malati, per amministratori e per disabili, per tutti coloro insomma che in essa hanno avuto fiducia e si sono riconosciuti: sicuramente ancora troppo pochi per garantire una forte, adeguata resistenza laica nel paese e nelle istituzioni, ma soprattutto per rilanciare una forte proposta radicale di riforma della politica sui grandi temi dell'autoderminazione dell'individuo e della libertà di ricerca. All'indomani del referendum sulla legge 40 ci siamo chiesti: "Da ora, che fare?" Oggi, a poche settimane dal VI Congresso (Salerno, 15/17 febbraio 2008), vi chiediamo: "Da ora, che fate?" E' più che un invito. Bene, ci sarete? Per costruire l'alternativa non basta l'adesione, è necessaria la partecipazione. Iscriversi subito per il 2008 e venire al Congresso di Salerno significherà dare una speranza in più alla riforma laica e radicale del nostro Paese.

Lunedì, 3 dicembre, 2007 - 13:43
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