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VIVA la resistenza Radicale


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Con l’Associazione Coscioni, anche con l’Associazione Coscioni, siamo stati, si può dire, in prima linea in questi mesi e ci siamo occupati di veleni industriali. Ma lo abbiamo fatto dicendo che quei veleni sono il frutto di un sistema incapace di garantire rispetto delle regole, legalità, stato di diritto; sono figli i veleni industriali e politici della Basilicata di un sistema corrotto e corruttore. Insomma abbiamo parlato, occupandoci di questo, della prierina e del piombo che inquinano le falde acquifere di Tito, del mercurio che inquina la falda acquifera del fiume Ofanto in quel di Melfi, abbiamo parlato della peste italiana. Allora questo breve intervento per il congresso on-line dell’Associazione Coscioni, lo apro ricollegandomi a quelle che sono state le parole del segretario dell’Associazione, Marco Cappato, quando in chiusura del suo intervento in apertura del congresso on-line ha affermato che occorre in questo paese liberarsi e liberare questo paese dal sessantennio partitocratico che ha prodotto di tutta evidenza assenza di stato di diritto e democrazia, insomma di tutto quello che abbiamo descritto nel documento ‘La peste italiana’. E queste vicende che sono locali ma che sono vicende emblematiche, che sono vicende di interi territori devastati dalla presenza di sostanze cancerogene e tossico-nocive , sono la cartina di tornasole di una politica, che forse è la vera anti-politica, che non riesce a governare il territorio, i problemi, anziché crea devastazione, in questo caso devastazione ambientale. Ma io credo che ci siamo occupati in questi mesi, in questi anni, anche del dissesto idrogeologo, figlio del dissesto ideologico, anch’esso capitolo di quel documento che dicevamo prima. L’associazione per me è stato uno strumento e un contenitore importante per portare avanti quelle che sono storiche battaglie radicali contro tutti i proibizionismi. Ricordo anche a me stesso quando in piazza nel 2001 raccoglievamo le firme per chiedere la presenza di Luca Coscioni nel Comitato Nazionale di Bioetica; per me essere parte di questa storia radicale, rappresentata dall’Associazione Coscioni, è significato anche la possibilità di battermi nella mia regione per garantire che alcuni cittadini potessero tornare a parlare attraverso gli strumenti che oggi la tecnologia mette a disposizione di chi ha perso la parola. Anche questo abbiamo fatto con l’Associazione Coscioni ponendo la questione del nomenclatore tariffario delle protesi. Grazie all’Agenda Coscioni, grazie a Marco Cappato, grazie a Rocco Berardo, per il lavoro che avete svolto in questi anni, un lavoro importante di questo gruppo resistente e partigiano; io vi auguro buon lavoro e dico viva questa storia radicale che spero possa continuare magari davvero garantendo un momento in questo paese di cambiamento, di rinnovamento, di riforma,e di abbattimento, come diceva Marco, del sessantennio partitocratico che tanti veleni industriali e politici ha prodotto e continua a produrre.

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