Volare basso


Sommario: 
Ricostruire un dialogo con i cittadini è ora più che mai urgente. L’evoluzione della scienza, delle tecnologie e le nuove frontiere del fine vita con la loro complessità crescente impongono un nuovo approccio. I messaggi delle campagne dell’Associazione devono essere semplici, chiari, univoci. La ricerca della Semplicità sarà la nuova sfida per rendere le campagne dell’Associazione comprensibili e fruibili a tutti.
Testo Intervento: 

Cari Congressisti, Amici,

Nella sua breve vita l ‘Associazione Luca Coscioni (ALC) ha colto con notevole intuizione e nella loro complessità gran parte dei temi di frontiera della libertà di ricerca, della bioetica, dei diritti dei malati, dell’educazione sessuale, della riproduzione e del fine vita (solo per citarne alcuni dei più importanti). Spesso lo ha fatto prima di tutti e forse meglio di molti altri in Italia.

L’agenda politica italiana anche se impermeabile a questi temi si è trovata costretta ad aprirsi per la forza delle campagne dell’ALC. L’opinione pubblica, quasi sempre tenuta all’oscuro, ha cominciato a riflettere su questi temi. 

Le ragioni di questo successo sono da ricercarsi nel “ponte” che l’ALC ha dato la possibilità di creare dai malati alla società. Ascoltando i “corpi” dei malati (perché per la prima volta l’Associazione ha dato loro la possibilità di parlare) abbiamo capito le loro ragioni e l’ALC non ha fatto altro che portarle al “cuore” dell’attività politica. La via ci è stata indicata da Luca Coscioni. Ora si tratta di percorrerla fino in fondo.

 Se da una parte il successo dell’Associazione è indiscutibile, dall’altra la difficoltà maggiore che mi sembra di riscontrare nasce dall’ambiente in cui si muove la sua attività. L’ALC ha un gruppo molto eterogeneo di interlocutori (malati, scienziati, legislatori, politici, cittadini “comuni”) ai quali deve rivolgersi e comunicare con diversi linguaggi e strumenti. Tale situazione “oggettiva” rende l’attività particolarmente dispendiosa in termini di risorse umane ed economiche con il risultato che spesso la comunicazione è “disturbata”, non efficace e oltremodo faticosa. Penso soprattutto alla comunicazione verso cittadini c.d. “comuni”. Ci sono almeno due enormi paradossi nelle difficoltà in questa comunicazione dell’Associazione:

1) Proprio l’ALC con la sua formazione “radicale”, e quindi esperta di politica da “marciapiede”, sta perdendo la capacità di parlare al passante, a uomini donne anziani e ragazzi, malati, disabili o sani che sono il fine ultimo dell’attività dell’Associazione. Se non ci facciamo capire da Loro come pretendiamo di aiutarli? In nome di chi difendiamo i Loro diritti?

2) La politica “radicale” è stata la prima a utilizzare le nuove tecnologie. Questo stesso congresso è “on-line”. Possiamo arrivare con stupefacente facilità nelle case di tutti e tutti possono entrare nella sede dell’Associazione da qualsiasi parte del mondo. Tutto questo è reso inutile dal fatto che non riusciamo a mettere in piedi un reale dialogo con i nostri interlocutori.    

Si è citato l’esempio di Emergency. Bene. Credo che la risposta sia “Semplificare”. Se volete in un certo senso “volare basso”. L’Associazione deve porsi come obiettivo la capacità di tradurre, sintetizzare e comunicare temi estremamente complessi in modo che possano essere capiti da tutti. L’Associazione, anche per la presenza di politici, professori, malati, medici ed esperti deve candidarsi a svolgere il ruolo di “collettore” tra queste categorie e dare messaggi semplici, chiari e univoci ai cittadini.

Penso ad eliminare i tecnicismi sia scientifici che legali, ad evitare di cadere nella trappola dell’ ”esperto” che nessuno capisce, ma che non rinuncia ad una comunicazione difficile per il rischio di sembrare poco credibile o incompetente. Non “banalizzare” ma riportare i temi dell’Associazione alle esperienze di vita comuni per evitare che le campagne portate avanti siano percepite come troppo astratte o lontane.

Ricreare un metodo di comunicazione è urgente. La scienza e le tecnologie evolvono a ritmi frenetici, i governi degli altri Stati compiono passi avanti su questi temi ogni giorno (letteralmente). Il nostro Governo è immobile e quando si muove sulle questioni più complesse è più propenso a fare passi indietro che in avanti cercando in tutti modi di non portare a conoscenza della società i temi più spinosi per paura di dover cambiare lo status quo.

La mancanza di una comunicazione semplice crea disinteresse negli individui e questo a sua volta non permette alla società di crearsi una propria sensibilità riguardo ai temi per i quali l’ALC si batte. Questo porterà ad incomprensioni sempre maggiori tra gli “addetti ai lavori” (legislatore, scienziati, l’Associazione stessa) e i cittadini “comuni” facendo mancare per sempre la spinta dal basso che è necessaria a questi temi per imporsi nell’agenda politica (pensiamo all’aborto o al divorzio!).

L’ “educazione” intorno a questi temi, fornire strumenti a tutti per capirne gli impatti sulla propria vita devono essere una priorità. Iniziamo con i giovani (avanti con gli Studenti Coscioni!) e miglioriamo il dialogo con tutti i cittadini. Nei prossimi anni ci troveremo di fronte ad una crescente complessità di temi, nuovi diritti da tutelare, frontiere sempre più lontane da esplorare. Non lasciamo nessuno indietro, non possiamo permetterci di restare soli.

1 commento

Un'ALC più PoP!

Giacomo, condivido il punto centrale che poni: Semplificazione.
E' indubbio che, vista la complessità dei temi che affrontiamo, il linguaggio e la comunicazione rischiano di apparire oscuri al cittadino comune.

Dobbiamo, secondo me, fare uno sforzo in più, e lo dico a me per prima. Lo sforzo di capire che per la stragrande maggioranza delle persone la Politica occupa solo un piccolo, piccolissimo spazio della sua vita. E' una sorta di ritiro "ellenistico" nel privato? non lo so, forse sì. negli anni '60 -'70 il politico occupava fin troppo spazio nella vita quotidiana delle persone. è un fenomeno sociale comune a tanti altri Paesi, che però stanno meglio d noi ;(

il problema è che, ai radical-populismi dei vari Grillo e Di Pietro, oggi manca una voce comprensibile, che non tuoni, ma spieghi. E forse, anche noi coi nostri ricorsi giudiziari e le varie elucubrazioni filosofico-scientifiche non risplendiamo per chiarezza.

Un'ALC (!) più pop! 

Io propongo di potenziare e imparare da quello che come Studenti Coscioni cerchiamo di fare ormai da due anni. nelle università lo studente o la signora con la spesa in piazza fugge se cominci a parlare della dignità dell'embrione o dell'ultimo ricorso al TAR.
Sul piano della comunicazione dobbiamo crescere. Continuo a pensare che serva una campagna di marketing semplice, diretta. Sul web funzionano molto i videospot di 2-3 minuti simpatici, irriverenti e chiari. In cui anche su un preservativo o sulla disavventura del ricercatore non cooptato puoi inventare una storia e comunicare il messaggio.
Dobbiamo semplificare. La sfida non è facile, ma dobbiamo coglierla.

Grazie, Giacomo ;)

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