Welby chiede formalmente al medico il distacco del respiratore

27/11/2006

Roma, 27 novembre 2006

Piergiorgio Welby, Co-Presidente dell’associazione Coscioni, rende noto di aver rivolto per iscritto la seguente richiesta a uno dei suoi medici:

“Il sottoscritto Piergiorgio Welby chiede al Dott (…) il distacco dal ventilatore polmonare sotto sedazione terminale se possibile orale”.

Lunedì, 27 novembre, 2006 - 14:28

commenti

vorrei aiutarla

Caro Sig. Welby, voglio che lei sappia che la sua ultima richiesta la sento anche mia, umanamente e sentimentalmente. Perciò spero che qualcuno le regali per l'ultima volta il rispetto del suo volere e della sua persona, proprio in questo momento in cui lei non può farlo da sè. Sappia che io (insieme a tante altre persone di mia conoscenza) sono pronto a prendermi la responsabilità, in forma collettiva, per l'atto di umanità che lei sta chiedendo.

Io invece sento di non poter condividere.

E ormai mesi che sono a conoscenza della sua storia Sig. Welby e sento di non poter condividere la sua scelta. Ho conosciuto molta gente (direttamente o indirettamente) che avrebbe voluto lasciarsi andare alla morte come lei, per la sua e per altre malattie, ma hanno trovato il modo di andare avanti, alcuni condividendo la pena con chi stava loro accanto, altri come il compianto attore Christopher Reeve, offrendo tutto se stesso, per poter trovare un modo per far superare ai posteri la propria malattia o infermità. L'associazione Luca Coscioni, che lei rappresenta, persegue proprio quest'ultimo ideale ed è per me in parte una sorpresa, sapere che proprio lei, pur avendo la possibilità di favorire la ricerca con la sua persona, perda questa occasione. Sinceramente la sua richiesta la trovo controversa: come può lei fare parte di un'assocazione che esiste per dare speranza alla gente malata e dimostrare lei stesso di non crederci fino in fondo? Ma d'altra parte io non sono nelle sue condizioni e non posso comprendere fino in fondo le sue ragioni.

Sig. Welby - Condivido la Sua scelta.

Gentile Sig. Welby, ho appreso solo recentemente della Sua condizione grazie al messaggio che ha inviato al Presidente della Repubblica e al riscontro mediatico ottenuto. Condivido pienamente la Sua scelta e Le auguro che presto possa realizzarsi quanto dovrebbe essere di Suo diritto trattandosi di una scelta personale. Purtroppo gran parte dei "nostri" dirigenti politici non riescono ad agire al di sopra delle parti, come in un Paese laico ci si aspetterebbe, per paura di perdere molti voti, specie quelli provenienti dal mondo cattolico. Il mio piccolo sogno è che presto si facciano leggi che diano la possibilità a tutti di poter decidere personalmente e privatamente quanto si ritenga più giusto per sé stessi (aborto, inseminazione artificiale, matrimoni misti, ecc..), senza che queste scelte danneggino altri ovviamente. Un vero Stato laico e moderno DEVE prevedere il prevedibile, anche i casi come il Suo e DEVE lasciare che il singolo individuo abbia la POSSIBILITA' DI SCELTA, e non come ora che si ci ritrova senza scelta se non quella di andare all'estero per ottenere ciò che si vuole ... Le invio i miei più sentiti auguri. Sandra P.
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