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	<title>Luca Coscioni - lucacoscioni.it</title>
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		<title>Sperimentazione animale e black out informativo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Dec 2013 11:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="150" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/12/sperimentazione_animale_e_blackout_informativo.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="icona generica di rassegna stampa" /></p>
<p><iframe id="doc_21313" src="//www.scribd.com/embeds/192391207/content?start_page=1&amp;view_mode=scroll&amp;access_key=key-1v6whrj98zoe4ryw5eu&amp;show_recommendations=true" height="600" width="100%" frameborder="0" scrolling="no" data-auto-height="false" data-aspect-ratio="0.706896551724138"></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><a title="View Sperimentazione Animale e Black Out Informativo on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/192391207/Sperimentazione-Animale-e-Black-Out-Informativo">Sperimentazione Animale e Black Out Informativo</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="150" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/12/sperimentazione_animale_e_blackout_informativo.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="icona generica di rassegna stampa" /><br /><br /><iframe id="doc_21313" src="//www.scribd.com/embeds/192391207/content?start_page=1&amp;view_mode=scroll&amp;access_key=key-1v6whrj98zoe4ryw5eu&amp;show_recommendations=true" height="600" width="100%" frameborder="0" scrolling="no" data-auto-height="false" data-aspect-ratio="0.706896551724138"></iframe>
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		<title>Gianfranco Dell&#8217;Alba</title>
		<link>http://www.lucacoscioni.it/gianfranco-dellalba/</link>
		<comments>http://www.lucacoscioni.it/gianfranco-dellalba/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2013 14:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Dell'Alba]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/07/gianfranco_dell_alba-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gianfranco Dell&#039;Alba" /></p>
<p>La decisione della Commissione è molto importante perché si è stabilito di ascoltare oltre agli specialisti anche i malati, coloro cioè - come nel caso di Luca - che potrebbero essere salvati dalla ricerca sulle cellule staminali. In America sono già in fase avanzate le applicazioni della clonazione terapeutica per la sclerosi laterale amiotrofica, in Europa siamo a zero. Mi auguro che la testimonianza di Luca possa convincere i parlamentari europei della necessità di autorizzare in tutta Europa le ricerche più avanzate in questo campo, sul modello britannico. (<strong>Gianfranco Dell'Alba</strong>)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="199" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/07/gianfranco_dell_alba-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Gianfranco Dell&#039;Alba" /><br /><br />La decisione della Commissione è molto importante perché si è stabilito di ascoltare oltre agli specialisti anche i malati, coloro cioè - come nel caso di Luca - che potrebbero essere salvati dalla ricerca sulle cellule staminali. In America sono già in fase avanzate le applicazioni della clonazione terapeutica per la sclerosi laterale amiotrofica, in Europa siamo a zero. Mi auguro che la testimonianza di Luca possa convincere i parlamentari europei della necessità di autorizzare in tutta Europa le ricerche più avanzate in questo campo, sul modello britannico. (<strong>Gianfranco Dell'Alba</strong>)<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/gianfranco-dellalba/">Gianfranco Dell&#8217;Alba</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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		<title>Il mio intervento al consiglio superiore della Sanità</title>
		<link>http://www.lucacoscioni.it/tracce/mio_intervento_sanita/</link>
		<comments>http://www.lucacoscioni.it/tracce/mio_intervento_sanita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/05/comunicato_consiglio_superiore_sanità-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona macchina da scrivere" /></p>
<p>Qui ribadisco la posizione mia e dell’Associazione Luca Coscioni di cui sono co-presidente insieme al Professor Gilberto Corbellini e al Professor Piergiorgio Strata</p>
<p>Il Consiglio Superiore di Sanità ha bocciato una terapia per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), dopo che diversi tribunali, sulla base del principio della libertà di cura, hanno condannato le ASL a dare gratuitamente un farmaco senza prove di efficacia. Secondo gli esperti del Consiglio Superiore di Sanità, i risultati, attualmente non disponibili, non giustificano il trattamento per la SLA con IGF e IGF-2/IGF BP3. Posso comprendere le ragioni del ministero, almeno per come sono state diffuse attraverso giornali e mass media: si vuole scongiurare un nuovo “caso Di Bella”, quando un metodo anticancro rivelatosi poi di nessuna o scarsissima efficacia, sotto la pressione di una ben orchestrata campagna politico-mediatica, venne somministrato a moltissimi malati su ordine dei pretori. Prendo atto che secondo il ministero e i suoi esperti si sarebbe di fronte a un fenomeno simile, anche se numericamente più ristretto; con, in questo caso, un’aggravante: da una parte oltre a creare una pericolosa e inutile illusione tra i malati e le loro famiglie, creerebbe seri problemi di cassa, dal momento che un ciclo di terapia viene a costare circa 130mila euro.</p>
<p>Non ho elementi per dubitare di quanto dichiarato, per esempio dal neurologo, professor Cesare Iani, direttore dell’unità di neurologia al Sant’Eugenio di Roma, che in una lettera sostiene: “Oltre che inutile il farmaco è pericoloso perché alti livelli di IGE possono determinare forti aritmie”; credo che si debba accertare con il massimo rigore e senza margini di dubbio se l’episodio di morte improvvisa di cui parla il professor Iani sia effettivamente da mettere in relazione alla sperimentazione di questo farmaco.</p>
<p>Si tratta di opinioni da considerare con massima attenzione; e tuttavia ritengo incontestabile il fatto che la lotta a una malattia che per ora non concede speranza, vada combattuta su più piani: quello fisico, certamente, ma – contestualmente – anche quello psicologico e della qualità della vita. Sono convinta che si debbano dare delle risposte al disagio dei pazienti che vogliono poter sperimentare i farmaci come accade per esempio negli Stati Uniti, e delle loro famiglie. Sono persone che non possono aspettare. Quello che è urgente assicurare è adeguata informazione, ed è per questo che il Ministero della Salute deve affrontare questa realtà con chiarezza. Non è possibile continuare a ignorare che di fronte alla mancanza di risposte vi siano malati che intendono tentare.</p>
<p>Nel lavoro del professor Gilberto Corbellini in corso di pubblicazione, lui pone con chiarezza i termini della questione che dobbiamo risolvere, il “triangolo” scienza-comunità scientifica-comunicazione scientifica. Opportunamente il professor Corbellini si è richiamato al caso Di Bella, come “evento spettacolare” che si risolse in “un banale caso di ciarlataneria, che attraverso un corto circuito tra media e politica, è diventato un’emergenza nazionale”.</p>
<p>Per evitare di cadere negli stessi errori, conviene ricordare quanto accadde allora.<br />
Sinteticamente, si descrive la situazione di quei mesi: “La scarsa deontologia professionale dei giornalisti e loro direttori di testate è stato un ingrediente essenziale del tragico successo d pubblico della terapia Di Bella. Da Maurizio Costanzo a Enrico Mentana, da Michele Santoro a Bruno Vespa, senza dimenticare Michele Serra e Francesco Merlo, né i due artisti del malaugurio, Dario Fo e Beppe Grillo, hanno spremuto fino all’estremo il succo nazional-popolare della vicenda Di Bella. Quando già era chiaro come sarebbe andata a finire, Bruno Vespa arrivò a controfirmare un libro con Di Bella”.</p>
<p>Il giudizio del professor Corbellini è impietoso: “Si trattava di una singolare miscela di ignoranza e impunita arroganza utile solo a rappresentare il Di Bella come un genio incompreso, e dove si può trovare scritto che la causa del cancro del seno sono le stimolazioni erotiche”. Credo che questa affermazione, volgare e stupida, si commenti da sola, e da sola qualifichi la scientificità dell’opera.</p>
<p>Un circo Barnum, non si avesse rispetto per il circo. Accadde, in quell’occasione un fenomeno che abbiamo avuto modo di constatare spesso, ma questa volta più penoso e irritante, perché la questione si giocava sulla pelle di malati e sulle loro speranze e delle loro famiglie. “I direttori dei quotidiani”, scrive il professor Corbellini, “quando si accorsero che l’argomento appassionava l’opinione pubblica, lo sottrassero ai giornalisti scientifici per sfruttarlo come tema di cronaca, alimentando così ulteriormente il meccanismo perverso che produceva disinformazione e quindi anche pericolose illusioni”. A nulla servì l’iniziativa di coscienziosi giornalisti scientifici che sul “Sole 24 Ore” pubblicò un documento significativamente intitolato. “Il caso Di Bella: a proposito di etica e di informazione”.</p>
<p>(Qui conviene citare il risultato di uno studio, pubblicato dalla rivista “Lancet”: emerge che la campagna di stampa aveva indotto ottimismo sull’efficacia della terapia nel 42 per cento degli interpellati; e incertezza nel 57 per cento. Il 24 per cento non aveva discusso la nuova terapia con il proprio oncologo; il 20 per cento avrebbe voluto farlo, ma non c’era riuscito. Il 63 per cento desiderava provare la terapia, anche se l’efficacia era tutt’altro che provata, e questo per non escludere alcuna possibilità di cura. Uno studio che mette in evidenza il ruolo negativo che possono esercitare televisione e stampa nel generare ondate di emotività nei malati e le loro famiglie.)</p>
<p>In sintesi proponiamo<br />
- massima serietà su sperimentazione clinica e dell’informazione scientifica;<br />
- massima e corretta informazione (medici – operatori sanitari quindi ai malati) per trovare le condizioni ottimali di cura e di assistenza;<br />
- attenzione prioritaria all’assistenza del malato affrontando le questioni burocratiche della sanità che penalizzano i malati;<br />
- non da ultimo la questione della libertà di ricerca scientifica nel nostro Paese ( legge 40)<br />
- liberalizzazione delle sperimentazioni cliniche con possibilità da parte dei malati di entrare nei protocolli di studio riducendo i limiti del reclutamento fissati dai Comitati etici.</p>
<p>Il diritto all’informazione è imprescindibile, e va garantito e tutelato. Il ministero della Salute ha già tutti gli strumenti – o comunque li può reperire facilmente e rapidamente – per assolvere questa funzione, utilizzando le nuove tecnologie – penso a internet – e coniugarle a quelle tradizionali, come, per esempio, il mezzo radio-televisivo: che può, e dovrebbe facilmente assicurare quello che a giusto titolo può esser definito un “servizio pubblico”. Naturalmente si possono studiare la possibilità di redigere appositi “bollettini”, così da informare e aggiornare i pazienti, le famiglie e i loro medici curanti. Insomma, ribadisco: la questione non è tanto il diritto al farmaco, quanto il diritto del malato e delle loro famiglie di essere messi in condizione di essere informati sulle sperimentazioni in corso, in Italia e in altri paesi, e – naturalmente – i risultati scientifici che di volta in volta vengono conseguiti. La stessa chiarezza che l’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica chiede al ministro Livia Turco sulle questioni del registro nazionale dei malati di sclerosi laterale amiotrofica, sull’aggiornamento del nomenclatore degli ausili e delle protesi, e sull’assistenza personale con la presa in carico del malato.</p>
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p>
<p style="text-align: left;"><em><span style="color: #888888;">Eventuali errori presenti nel documento sono dovuti ad un adattamento del testo per il sintetizzatore vocale utilizzato da Luca</span></em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/mio_intervento_sanita/">Il mio intervento al consiglio superiore della Sanità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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Il Consiglio Superiore di Sanità ha bocciato una terapia per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), dopo che diversi tribunali, sulla base del principio della libertà di cura, hanno condannato le ASL a dare gratuitamente un farmaco senza prove di efficacia. Secondo gli esperti del Consiglio Superiore di Sanità, i risultati, attualmente non disponibili, non giustificano il trattamento per la SLA con IGF e IGF-2/IGF BP3. Posso comprendere le ragioni del ministero, almeno per come sono state diffuse attraverso giornali e mass media: si vuole scongiurare un nuovo “caso Di Bella”, quando un metodo anticancro rivelatosi poi di nessuna o scarsissima efficacia, sotto la pressione di una ben orchestrata campagna politico-mediatica, venne somministrato a moltissimi malati su ordine dei pretori. Prendo atto che secondo il ministero e i suoi esperti si sarebbe di fronte a un fenomeno simile, anche se numericamente più ristretto; con, in questo caso, un’aggravante: da una parte oltre a creare una pericolosa e inutile illusione tra i malati e le loro famiglie, creerebbe seri problemi di cassa, dal momento che un ciclo di terapia viene a costare circa 130mila euro.

Non ho elementi per dubitare di quanto dichiarato, per esempio dal neurologo, professor Cesare Iani, direttore dell’unità di neurologia al Sant’Eugenio di Roma, che in una lettera sostiene: “Oltre che inutile il farmaco è pericoloso perché alti livelli di IGE possono determinare forti aritmie”; credo che si debba accertare con il massimo rigore e senza margini di dubbio se l’episodio di morte improvvisa di cui parla il professor Iani sia effettivamente da mettere in relazione alla sperimentazione di questo farmaco.

Si tratta di opinioni da considerare con massima attenzione; e tuttavia ritengo incontestabile il fatto che la lotta a una malattia che per ora non concede speranza, vada combattuta su più piani: quello fisico, certamente, ma – contestualmente – anche quello psicologico e della qualità della vita. Sono convinta che si debbano dare delle risposte al disagio dei pazienti che vogliono poter sperimentare i farmaci come accade per esempio negli Stati Uniti, e delle loro famiglie. Sono persone che non possono aspettare. Quello che è urgente assicurare è adeguata informazione, ed è per questo che il Ministero della Salute deve affrontare questa realtà con chiarezza. Non è possibile continuare a ignorare che di fronte alla mancanza di risposte vi siano malati che intendono tentare.

Nel lavoro del professor Gilberto Corbellini in corso di pubblicazione, lui pone con chiarezza i termini della questione che dobbiamo risolvere, il “triangolo” scienza-comunità scientifica-comunicazione scientifica. Opportunamente il professor Corbellini si è richiamato al caso Di Bella, come “evento spettacolare” che si risolse in “un banale caso di ciarlataneria, che attraverso un corto circuito tra media e politica, è diventato un’emergenza nazionale”.

Per evitare di cadere negli stessi errori, conviene ricordare quanto accadde allora.
Sinteticamente, si descrive la situazione di quei mesi: “La scarsa deontologia professionale dei giornalisti e loro direttori di testate è stato un ingrediente essenziale del tragico successo d pubblico della terapia Di Bella. Da Maurizio Costanzo a Enrico Mentana, da Michele Santoro a Bruno Vespa, senza dimenticare Michele Serra e Francesco Merlo, né i due artisti del malaugurio, Dario Fo e Beppe Grillo, hanno spremuto fino all’estremo il succo nazional-popolare della vicenda Di Bella. Quando già era chiaro come sarebbe andata a finire, Bruno Vespa arrivò a controfirmare un libro con Di Bella”.

Il giudizio del professor Corbellini è impietoso: “Si trattava di una singolare miscela di ignoranza e impunita arroganza utile solo a rappresentare il Di Bella come un genio incompreso, e dove si può trovare scritto che la causa del cancro del seno sono le stimolazioni erotiche”. Credo che questa affermazione, volgare e stupida, si commenti da sola, e da sola qualifichi la scientificità dell’opera.

Un circo Barnum, non si avesse rispetto per il circo. Accadde, in quell’occasione un fenomeno che abbiamo avuto modo di constatare spesso, ma questa volta più penoso e irritante, perché la questione si giocava sulla pelle di malati e sulle loro speranze e delle loro famiglie. “I direttori dei quotidiani”, scrive il professor Corbellini, “quando si accorsero che l’argomento appassionava l’opinione pubblica, lo sottrassero ai giornalisti scientifici per sfruttarlo come tema di cronaca, alimentando così ulteriormente il meccanismo perverso che produceva disinformazione e quindi anche pericolose illusioni”. A nulla servì l’iniziativa di coscienziosi giornalisti scientifici che sul “Sole 24 Ore” pubblicò un documento significativamente intitolato. “Il caso Di Bella: a proposito di etica e di informazione”.

(Qui conviene citare il risultato di uno studio, pubblicato dalla rivista “Lancet”: emerge che la campagna di stampa aveva indotto ottimismo sull’efficacia della terapia nel 42 per cento degli interpellati; e incertezza nel 57 per cento. Il 24 per cento non aveva discusso la nuova terapia con il proprio oncologo; il 20 per cento avrebbe voluto farlo, ma non c’era riuscito. Il 63 per cento desiderava provare la terapia, anche se l’efficacia era tutt’altro che provata, e questo per non escludere alcuna possibilità di cura. Uno studio che mette in evidenza il ruolo negativo che possono esercitare televisione e stampa nel generare ondate di emotività nei malati e le loro famiglie.)

In sintesi proponiamo
- massima serietà su sperimentazione clinica e dell’informazione scientifica;
- massima e corretta informazione (medici – operatori sanitari quindi ai malati) per trovare le condizioni ottimali di cura e di assistenza;
- attenzione prioritaria all’assistenza del malato affrontando le questioni burocratiche della sanità che penalizzano i malati;
- non da ultimo la questione della libertà di ricerca scientifica nel nostro Paese ( legge 40)
- liberalizzazione delle sperimentazioni cliniche con possibilità da parte dei malati di entrare nei protocolli di studio riducendo i limiti del reclutamento fissati dai Comitati etici.

Il diritto all’informazione è imprescindibile, e va garantito e tutelato. Il ministero della Salute ha già tutti gli strumenti – o comunque li può reperire facilmente e rapidamente – per assolvere questa funzione, utilizzando le nuove tecnologie – penso a internet – e coniugarle a quelle tradizionali, come, per esempio, il mezzo radio-televisivo: che può, e dovrebbe facilmente assicurare quello che a giusto titolo può esser definito un “servizio pubblico”. Naturalmente si possono studiare la possibilità di redigere appositi “bollettini”, così da informare e aggiornare i pazienti, le famiglie e i loro medici curanti. Insomma, ribadisco: la questione non è tanto il diritto al farmaco, quanto il diritto del malato e delle loro famiglie di essere messi in condizione di essere informati sulle sperimentazioni in corso, in Italia e in altri paesi, e – naturalmente – i risultati scientifici che di volta in volta vengono conseguiti. La stessa chiarezza che l’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica chiede al ministro Livia Turco sulle questioni del registro nazionale dei malati di sclerosi laterale amiotrofica, sull’aggiornamento del nomenclatore degli ausili e delle protesi, e sull’assistenza personale con la presa in carico del malato.
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		<title>Il mio appello all&#8217;audizione</title>
		<link>http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca_coscioni_appello_audizione/</link>
		<comments>http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca_coscioni_appello_audizione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/05/intervento_luca_audizione-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona macchina d scrivere" /></p>
<p>Egregio Signor Presidente, signori senatori,</p>
<p>vi ringrazio per avermi ammesso a questa audizione.. Non sono un esperto di bioetica nè di genetica umana. Non sono nemmeno un ricercatore nel campo delle cellule staminali o della procreazione medicalmente assistita. Sono dottore di ricerca in economia ambientale ed ho insegnato politica economica all'Università di Viterbo - La Tuscia. Alcuni di voi forse mi conoscono come militante politico, Presidente di Radicali Italiani.. Intervengo oggi anche come persona con sclerosi laterale amiotrofica, come un esperto di bioetica sulla propria pelle.. La Sclerosi Laterale Amiotrofica Ë una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale che interessa, per ragioni purtroppo ancora sconosciute, selettivamente i motoneuroni. La morte progressiva dei motoneuroni si traduce sul piano clinico in una progressiva plegia di tutta la muscolatura spinale e bulbare fino alla morte, generalmente per insufficienza respiratoria, dopo circa 3, 5 anni dall'esordio.. Questa malattia colpisce oltre 350.000 persone in tutto il mondo - 37.500 cittadini dell'Unione europea, di cui 5000 italiani. Ogni anno 100.000 donne ed uomini muoiono per la sla - sclerosi laterale amiotrofica. Questa malattia Ë forse curabile mediante le cellule staminali embrionali e quelle ottenute attraverso la clonazione terapeutica.. Tuttavia, come Ë ormai noto e consolidato, la portata delle cosiddette biotecnologie rosse Ë decisamente di pi˘ ampio respiro. 10 milioni di italiani infatti, secondo il rapporto Dulbecco, colpiti da patologie come il diabete, il morbo di parchinson, l'alzaimer, le lesioni traumatiche del midollo spinale, ad esempio, potrebbero trarre beneficio da queste nuove terapie.. Vorrei, entrando nel vivo di questa mia audizione, fare alcune considerazioni sul primo comma dell'articolo 13 del disegno di legge 1514, che recita: » vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano; e sul punto c del terzo comma sempre dell'articolo 13, che vieta interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo, o di scissione precoce dell'embrione, o di ectogenesi, sia a fini procreativi sia di ricerca.. Per quanto riguarda il divieto di sperimentazione su ciascun embrione umano, Signor Presidente, Signori senatori, mi chiedo, e vi chiedo, se abbia un senso accettare la distruzione dei circa 30.000 embrioni soprannumerari crioconservati; oppure, se sia pi˘ logico, etico, politicamente adeguato e, permettetemi, anche pi˘ cristiano, consentire che questi embrioni, già creati, possano essere studiati, anziché finire nella spazzatura. Fermo restando che 30.000 embrioni sono pi˘ che sufficienti per condurre ricerche approfondite, e che non sarebbe quindi necessario ed utile crearne degli altri, penso molto umilmente, ma anche molto fermamente, che il primo comma dell'articolo 13, cosÏ formulato, metta pericolosamente in discussione la libertà di ricerca scientifica, e quindi anche quella di cura.. Per ciÚ che concerne il punto c del terzo comma dell'articolo 13, credo sia di una qualche utilit‡ richiamare alla memoria le conclusioni del rapporto Dulbecco: La novità del Rapporto Dulbecco, che supera brillantemente le questioni etiche sollevate dal Rapporto Donaldson, adottato dalla Gran Bretagna, consiste nell'utilizzo della tecnica di trasferimento nucleare al fine di ottenere, escludendo la formazione dell'embrione, cellule staminali da differenziare, fin dall'inizio, verso le linee cellulari e tissutali desiderate. Per l'immediato futuro si prevede di essere in grado di utilizzare, al posto degli ovociti di donna, citoplasmi artificiali e, o animali. E' questa la proposta davvero innovativa che esce dalla Commissione e quella che si può definire fin d'ora Progetto Dulbecco per le cellule staminali... Queste, le conclusioni della commissione di studio. La cosiddetta via italiana alla clonazione terapeutica era stata accolta con grande favore da tutti i 25 saggi nominati dall'allora Ministro della Sanità, il professor Umberto Veronesi, saggi che l'avevano entusiasticamente votata addirittura all'unanimità. Della commissione, anche questo Ë utile ricordare, facevano parte, tra gli altri, il professor Girolamo Sirchia, e Sua Eminenza Monsignor Ersilio Tonini.. Signor Presidente, signori senatori, il vostro voto Ë decisivo per il futuro della ricerca scientifica italiana, che non puÚ puntare, cosÏ come sta accadendo, sulle sole cellule staminali adulte.. Il vostro voto Ë decisivo per la vita o la morte di milioni di nostri concittadini, e, in un mondo globalizzato, di centinaia di milioni di persone. SÏ, perché impedire la ricerca sugli embrioni soprannumerari e sulla clonazione terapeutica in un paese, significa ritardare il progresso scientifico mondiale; favorire la fuga di cervelli all'estero, in particolare in Gran Bretagna, paese che ha coraggiosamente autorizzato, clonazione terapeutica e studi sugli embrioni; promuovere, in prospettiva un odioso turismo terapeutico, tanto pi˘ odioso perché consentito solamente a chi avrà ingenti disponibilità monetarie.. Signor Presidente, signori senatori, non condivido, e proprio per questo rispetto, le convinzioni religiose, non dimostrabili scientificamente, di chi ritiene che gli embrioni, anche fino al quattordiciesimo giorno successivo alla fecondazione, siano persone a tutti gli effetti. Tuttavia, credo che una convinzione religiosa non dovrebbe essere imposta per legge, tenuto anche conto del fatto, tutt'altro che trascurabile, che, in pi˘ di un sondaggio, gli italiani si sono dichiarati favorevoli, a larga maggioranza, alla utilizzazione degli embrioni soprannumerari per finalità terapeutiche.. Signor Presidente, signori senatori, se, una delle preoccupazioni del Parlamento, Ë quella di non far impiegare per studi e ricerche gli embrioni soprannumerari, e di non crearne di nuovi, Ë francamente scientificamente e moralmente incomprensibile, il divieto anche alla cosiddetta via italiana alla clonazione, che aveva ricevuto voti e plausi del professor Sirchia e del monsignor Tonini, proprio perché permette di ottenere cellule staminali a prova di rigetto, senza determinare chiaramente la formazione dell'embrione.. Signor Presidente, signori senatori, lo scorso 20 maggio 2002, sono state inoculate nel mio midollo spinale 150 milioni di cellule staminali mesenchimali, cioè cellule adulte precedentemente prelevate dal mio midollo osseo. Insomma, ho fatto da cavia, e non ipocritamente per la scienza, per gli altri, ma, molto pi˘ umanamente per me, per la mia sopravvivenza.. Non ho quindi un pregiudizio dogmatico nei confronti delle ricerche e delle sperimentazioni sulle cellule adulte. Tutt'altro. Sono però convinto che tutte le strade debbano essere percorse.. Signor Presidente, signori senatori, i tempi della scienza non coincidono con quelli delle nostre esistenze, delle nostre malattie, delle nostre umane debolezze.. Signor Presidente, signori senatori, posso solo rivolgervi un appello: di non aggravare la situazione subordinando i tempi della scienza a quelli dei principi religiosi; di non mortificare, di non crocifiggere corpi ed anime di milioni di persone, in nome di una vita generica, lasciando calpestare le vite concrete.. Proibire la clonazione terapeutica e gli studi sugli embrioni soprannumerari equivarrebbe ad avere accettato il divieto di studiare i cadaveri, di iniettare i vaccini, o di far utilizzare gli antibiotici..<br />
Grazie per avermi ascoltato.. Buon lavoro.</p>
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca_coscioni_appello_audizione/">Il mio appello all&#8217;audizione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/05/intervento_luca_audizione-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona macchina d scrivere" /><br /><br />Egregio Signor Presidente, signori senatori,

vi ringrazio per avermi ammesso a questa audizione.. Non sono un esperto di bioetica nè di genetica umana. Non sono nemmeno un ricercatore nel campo delle cellule staminali o della procreazione medicalmente assistita. Sono dottore di ricerca in economia ambientale ed ho insegnato politica economica all'Università di Viterbo - La Tuscia. Alcuni di voi forse mi conoscono come militante politico, Presidente di Radicali Italiani.. Intervengo oggi anche come persona con sclerosi laterale amiotrofica, come un esperto di bioetica sulla propria pelle.. La Sclerosi Laterale Amiotrofica Ë una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale che interessa, per ragioni purtroppo ancora sconosciute, selettivamente i motoneuroni. La morte progressiva dei motoneuroni si traduce sul piano clinico in una progressiva plegia di tutta la muscolatura spinale e bulbare fino alla morte, generalmente per insufficienza respiratoria, dopo circa 3, 5 anni dall'esordio.. Questa malattia colpisce oltre 350.000 persone in tutto il mondo - 37.500 cittadini dell'Unione europea, di cui 5000 italiani. Ogni anno 100.000 donne ed uomini muoiono per la sla - sclerosi laterale amiotrofica. Questa malattia Ë forse curabile mediante le cellule staminali embrionali e quelle ottenute attraverso la clonazione terapeutica.. Tuttavia, come Ë ormai noto e consolidato, la portata delle cosiddette biotecnologie rosse Ë decisamente di pi˘ ampio respiro. 10 milioni di italiani infatti, secondo il rapporto Dulbecco, colpiti da patologie come il diabete, il morbo di parchinson, l'alzaimer, le lesioni traumatiche del midollo spinale, ad esempio, potrebbero trarre beneficio da queste nuove terapie.. Vorrei, entrando nel vivo di questa mia audizione, fare alcune considerazioni sul primo comma dell'articolo 13 del disegno di legge 1514, che recita: » vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano; e sul punto c del terzo comma sempre dell'articolo 13, che vieta interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo, o di scissione precoce dell'embrione, o di ectogenesi, sia a fini procreativi sia di ricerca.. Per quanto riguarda il divieto di sperimentazione su ciascun embrione umano, Signor Presidente, Signori senatori, mi chiedo, e vi chiedo, se abbia un senso accettare la distruzione dei circa 30.000 embrioni soprannumerari crioconservati; oppure, se sia pi˘ logico, etico, politicamente adeguato e, permettetemi, anche pi˘ cristiano, consentire che questi embrioni, già creati, possano essere studiati, anziché finire nella spazzatura. Fermo restando che 30.000 embrioni sono pi˘ che sufficienti per condurre ricerche approfondite, e che non sarebbe quindi necessario ed utile crearne degli altri, penso molto umilmente, ma anche molto fermamente, che il primo comma dell'articolo 13, cosÏ formulato, metta pericolosamente in discussione la libertà di ricerca scientifica, e quindi anche quella di cura.. Per ciÚ che concerne il punto c del terzo comma dell'articolo 13, credo sia di una qualche utilit‡ richiamare alla memoria le conclusioni del rapporto Dulbecco: La novità del Rapporto Dulbecco, che supera brillantemente le questioni etiche sollevate dal Rapporto Donaldson, adottato dalla Gran Bretagna, consiste nell'utilizzo della tecnica di trasferimento nucleare al fine di ottenere, escludendo la formazione dell'embrione, cellule staminali da differenziare, fin dall'inizio, verso le linee cellulari e tissutali desiderate. Per l'immediato futuro si prevede di essere in grado di utilizzare, al posto degli ovociti di donna, citoplasmi artificiali e, o animali. E' questa la proposta davvero innovativa che esce dalla Commissione e quella che si può definire fin d'ora Progetto Dulbecco per le cellule staminali... Queste, le conclusioni della commissione di studio. La cosiddetta via italiana alla clonazione terapeutica era stata accolta con grande favore da tutti i 25 saggi nominati dall'allora Ministro della Sanità, il professor Umberto Veronesi, saggi che l'avevano entusiasticamente votata addirittura all'unanimità. Della commissione, anche questo Ë utile ricordare, facevano parte, tra gli altri, il professor Girolamo Sirchia, e Sua Eminenza Monsignor Ersilio Tonini.. Signor Presidente, signori senatori, il vostro voto Ë decisivo per il futuro della ricerca scientifica italiana, che non puÚ puntare, cosÏ come sta accadendo, sulle sole cellule staminali adulte.. Il vostro voto Ë decisivo per la vita o la morte di milioni di nostri concittadini, e, in un mondo globalizzato, di centinaia di milioni di persone. SÏ, perché impedire la ricerca sugli embrioni soprannumerari e sulla clonazione terapeutica in un paese, significa ritardare il progresso scientifico mondiale; favorire la fuga di cervelli all'estero, in particolare in Gran Bretagna, paese che ha coraggiosamente autorizzato, clonazione terapeutica e studi sugli embrioni; promuovere, in prospettiva un odioso turismo terapeutico, tanto pi˘ odioso perché consentito solamente a chi avrà ingenti disponibilità monetarie.. Signor Presidente, signori senatori, non condivido, e proprio per questo rispetto, le convinzioni religiose, non dimostrabili scientificamente, di chi ritiene che gli embrioni, anche fino al quattordiciesimo giorno successivo alla fecondazione, siano persone a tutti gli effetti. Tuttavia, credo che una convinzione religiosa non dovrebbe essere imposta per legge, tenuto anche conto del fatto, tutt'altro che trascurabile, che, in pi˘ di un sondaggio, gli italiani si sono dichiarati favorevoli, a larga maggioranza, alla utilizzazione degli embrioni soprannumerari per finalità terapeutiche.. Signor Presidente, signori senatori, se, una delle preoccupazioni del Parlamento, Ë quella di non far impiegare per studi e ricerche gli embrioni soprannumerari, e di non crearne di nuovi, Ë francamente scientificamente e moralmente incomprensibile, il divieto anche alla cosiddetta via italiana alla clonazione, che aveva ricevuto voti e plausi del professor Sirchia e del monsignor Tonini, proprio perché permette di ottenere cellule staminali a prova di rigetto, senza determinare chiaramente la formazione dell'embrione.. Signor Presidente, signori senatori, lo scorso 20 maggio 2002, sono state inoculate nel mio midollo spinale 150 milioni di cellule staminali mesenchimali, cioè cellule adulte precedentemente prelevate dal mio midollo osseo. Insomma, ho fatto da cavia, e non ipocritamente per la scienza, per gli altri, ma, molto pi˘ umanamente per me, per la mia sopravvivenza.. Non ho quindi un pregiudizio dogmatico nei confronti delle ricerche e delle sperimentazioni sulle cellule adulte. Tutt'altro. Sono però convinto che tutte le strade debbano essere percorse.. Signor Presidente, signori senatori, i tempi della scienza non coincidono con quelli delle nostre esistenze, delle nostre malattie, delle nostre umane debolezze.. Signor Presidente, signori senatori, posso solo rivolgervi un appello: di non aggravare la situazione subordinando i tempi della scienza a quelli dei principi religiosi; di non mortificare, di non crocifiggere corpi ed anime di milioni di persone, in nome di una vita generica, lasciando calpestare le vite concrete.. Proibire la clonazione terapeutica e gli studi sugli embrioni soprannumerari equivarrebbe ad avere accettato il divieto di studiare i cadaveri, di iniettare i vaccini, o di far utilizzare gli antibiotici..
Grazie per avermi ascoltato.. Buon lavoro.
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		<title>Per Nancy Reagan</title>
		<link>http://www.lucacoscioni.it/tracce/per-nancy-reagan/</link>
		<comments>http://www.lucacoscioni.it/tracce/per-nancy-reagan/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/05/nancy_reagan-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona maccina da scrivere" /></p>
<p>Gentilissima Signora Reagan,</p>
<p>un sentito grazie per aver condotto in questi lunghi e dolorosi anni una battaglia quotidiana contro uno dei mali oscuri, ignoti e spaventosi quale il morbo di Alzheimer. In questo percorso di vita ha protetto e difeso la dignità della persona di suo marito, una sorta di ancella armata di amore e di forza contro gli ostacoli della politica dell’attuale Presidente George W. Bush, a favore della ricerca scientifica, anche con l’uso delle cellule staminali embrionali. So perfettamente cosa vuol dire vedere la progressiva trasformazione del proprio corpo a cura di una malattia grave e degenerativa di cui sono affetto da quasi nove anni: la sclerosi laterale amiotrofica o Morbo di Lou Gehrig. La mia voce oggi è quella di un sintetizzatore vocale trasmessa dal mio computer portatile.  Il mio nome è Luca Coscioni e sono Presidente dell’Associazione che porta il mio nome per la libertà di ricerca scientifica e Presidente del movimento politico Radicali italiani. In Italia, è stata  approvata una legge   in materia di procreazione medicalmente assistita,  la n. 40 del 2004 che  vieta, tra l’altro, la clonazione ai fini terapeutici e la sperimentazione scientifica sulle cellule staminali embrionali punendo chi conduce tali studi con pene severissime che arrivano fino a 20 anni di carcere. Nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini italiani è favorevole alla clonazione terapeutica, la classe politica che governa l’Italia, sembra non accorgersi dell’errore umano commesso nell’aver approvato una legge oscurantista e medievale. E delle gravi conseguenze a danno di numerose coppie sterili e milioni di malati che ne derivano dall’applicazione della legge 40 del 2004. L’Associazione Luca Coscioni e il Movimento politico di Radicali Italiani hanno avvertito l’urgenza di intraprendere una campagna referendaria di raccolta di 500.000 firme per abrogare tale legge. SE RIUSCIREMO A RACCOGLIERE LE FIRME, GLI ITALIANI POTRANNO VOTARE NELLA PRIMAVERA DEL 2005 PER AUTORIZZARE LA RICERCA SULLE CELLULE STAMINAL IEMBNRIONALI</p>
<p>A livello internazionale, The Transnational Radical Party and the Luca Coscioni Association for Freedom of Scientific Research and Treatment hold a briefing on the issue of “Freedom of Scientific Research and Therapy as a Human Right” at the United Nation Human Rights Commission in Geneva on 14 April 2004 with  the Prof. José Cibelli and Bernat Soria contro la messa al bando della ricerca sulle cellule staminali embrionali da parte dell’ONU.</p>
<p>HO DUNQUE DECISO DI INVIARLE QUESTO MESSAGGIO PER CHIEDERLE UN AIUTO URGENTE. IL SUO CORAGGIO E’ OGGI UNA DELLE PIU’ GRANDI RISORSE POLITICHE PER I NOSTRI COMUNI OBIETTIVI. LE VOGLIO DUNQUE CHIEDERE LA SUA DISPONIBILITA’ A INTERVENIRE IN PRIMA PERSONA SIA SUL REFERENDUM ITALIANO, SIA SULLA RISOLUZIONE DELLE NAZIONI UNITE.</p>
<p>I RESPONSABILI DELLA MIA ASSOCIAZIONE-  IL SEGRETARIO MARCO CAPPATO E IL TESORIERE MAURIZIO TURCO, Già MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO – SAREBBERO FELICI DI POTERLA INCONTRARE NEGLI STATI UNITI AL PIU’ PRESTO, AL FINE DI CONCORDARE DELLE FORME DI COLLABORAZIONE, AD ESEMPIO PER LA DEFINIZIONE DI EVENTI AI QUALI LEI POSSA PARTECIPARE O CHE LEI POSSA IN ALTRO MODO SOSTENERE, SIA NEGLI STATI UNITI SIA IN ITALIA.</p>
<p>SPERANDO IN UNA SUA RISPOSTA POSITIVA, LE RINNOVO LA MIA STIMA E AMMIRAZIONE.</p>
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/per-nancy-reagan/">Per Nancy Reagan</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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un sentito grazie per aver condotto in questi lunghi e dolorosi anni una battaglia quotidiana contro uno dei mali oscuri, ignoti e spaventosi quale il morbo di Alzheimer. In questo percorso di vita ha protetto e difeso la dignità della persona di suo marito, una sorta di ancella armata di amore e di forza contro gli ostacoli della politica dell’attuale Presidente George W. Bush, a favore della ricerca scientifica, anche con l’uso delle cellule staminali embrionali. So perfettamente cosa vuol dire vedere la progressiva trasformazione del proprio corpo a cura di una malattia grave e degenerativa di cui sono affetto da quasi nove anni: la sclerosi laterale amiotrofica o Morbo di Lou Gehrig. La mia voce oggi è quella di un sintetizzatore vocale trasmessa dal mio computer portatile.  Il mio nome è Luca Coscioni e sono Presidente dell’Associazione che porta il mio nome per la libertà di ricerca scientifica e Presidente del movimento politico Radicali italiani. In Italia, è stata  approvata una legge   in materia di procreazione medicalmente assistita,  la n. 40 del 2004 che  vieta, tra l’altro, la clonazione ai fini terapeutici e la sperimentazione scientifica sulle cellule staminali embrionali punendo chi conduce tali studi con pene severissime che arrivano fino a 20 anni di carcere. Nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini italiani è favorevole alla clonazione terapeutica, la classe politica che governa l’Italia, sembra non accorgersi dell’errore umano commesso nell’aver approvato una legge oscurantista e medievale. E delle gravi conseguenze a danno di numerose coppie sterili e milioni di malati che ne derivano dall’applicazione della legge 40 del 2004. L’Associazione Luca Coscioni e il Movimento politico di Radicali Italiani hanno avvertito l’urgenza di intraprendere una campagna referendaria di raccolta di 500.000 firme per abrogare tale legge. SE RIUSCIREMO A RACCOGLIERE LE FIRME, GLI ITALIANI POTRANNO VOTARE NELLA PRIMAVERA DEL 2005 PER AUTORIZZARE LA RICERCA SULLE CELLULE STAMINAL IEMBNRIONALI

A livello internazionale, The Transnational Radical Party and the Luca Coscioni Association for Freedom of Scientific Research and Treatment hold a briefing on the issue of “Freedom of Scientific Research and Therapy as a Human Right” at the United Nation Human Rights Commission in Geneva on 14 April 2004 with  the Prof. José Cibelli and Bernat Soria contro la messa al bando della ricerca sulle cellule staminali embrionali da parte dell’ONU.

HO DUNQUE DECISO DI INVIARLE QUESTO MESSAGGIO PER CHIEDERLE UN AIUTO URGENTE. IL SUO CORAGGIO E’ OGGI UNA DELLE PIU’ GRANDI RISORSE POLITICHE PER I NOSTRI COMUNI OBIETTIVI. LE VOGLIO DUNQUE CHIEDERE LA SUA DISPONIBILITA’ A INTERVENIRE IN PRIMA PERSONA SIA SUL REFERENDUM ITALIANO, SIA SULLA RISOLUZIONE DELLE NAZIONI UNITE.

I RESPONSABILI DELLA MIA ASSOCIAZIONE-  IL SEGRETARIO MARCO CAPPATO E IL TESORIERE MAURIZIO TURCO, Già MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO – SAREBBERO FELICI DI POTERLA INCONTRARE NEGLI STATI UNITI AL PIU’ PRESTO, AL FINE DI CONCORDARE DELLE FORME DI COLLABORAZIONE, AD ESEMPIO PER LA DEFINIZIONE DI EVENTI AI QUALI LEI POSSA PARTECIPARE O CHE LEI POSSA IN ALTRO MODO SOSTENERE, SIA NEGLI STATI UNITI SIA IN ITALIA.

SPERANDO IN UNA SUA RISPOSTA POSITIVA, LE RINNOVO LA MIA STIMA E AMMIRAZIONE.
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		<title>Lettera a Maurizio Costanzo</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/05/maurizio_costanzo-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona macchina da scrivere" /></p>
<p>Caro Costanzo,</p>
<p>Le invio una copia del mio libro che da pochi giorni è in libreria. Si intitola “IL MARATONETA” - “da caso pietoso a caso pericoloso - storia di una battaglia di libertà” ed è la storia degli ultimi anni della mia vita, dal momento in cui sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica ed ho cominciato la mia battaglia politica radicale per la libertà di ricerca scientifica. In questo libro, non si racconta la tragedia di una malattia, ma, per l’appunto, la storia di una battaglia di libertà, con tutto il suo carico di speranze, disperazioni e sofferenze. La copertina del libro è illustrata con un disegno di Superman che sfonda un muro. Superman non sono io. Non è Cristopher Reeve, Michael J. Fox o Nancy Reagan. Superman siamo noi, i ricercatori, le persone malate, i “sani, i politici, donne ed uomini concreti, che con le nostre individualità, sfonderemo, prima o poi, il muro eretto da chi vorrebbe continuare ad oscurare le nostre coscienze, le nostre libertà ed il progresso scientifico e lo sviluppo umano. Forse si ricorderà di me quando sono stato letteralmente “espulso” dalla campagna elettorale del 2001… un secolo fa! Dai due schieramenti maggiori e dai suoi leader, da Rutelli a Berlusconi, mi si diceva che i temi della libertà di ricerca scientifica e di cura riguardavano la coscienza degli elettori e non attenevano al confronto elettorale. Si arrivò persino a dire che ero strumentalizzato dai radicali, proprio io che ero e sono radicale, che sbattevano in televisione “un caso pietoso”. Io, semplicemente, vivevo e vivo la mia vita, non esistevo come soggetto pensante, come essere umano che intende lottare per i suoi diritti e quelli di milioni di persone “sane”, malate ed emarginate.<br />
Caro Costanzo, ora che siamo lontani dalle scadenze elettorali, posso parlare? Posso cercare di tirare fuori questa forza della ragionevolezza che sento dentro di me e che, seppure si esprime attraverso un computer portatile ed un sintetizzatore vocale, intende difendere la libertà della scienza che, non solo a mio avviso, non può essere messa sotto scacco da veti clericali e talebani come quelli che impediscono la ricerca sulla clonazione terapeutica e sulle cellule staminali embrionali, ricerca che potrebbe un giorno curare patologie come il Parkinson, l’Alzheimer, il diabete, la sclerosi laterale amiotrofica?<br />
Questa ricerca è libera in Gran Bretagna e, se avrà successo, vedrà ancora una volta gli italiani (quelli che se lo potranno permettere…) emigrare in quel paese per avere una possibilità di cura e di vita. In Italia, infatti, il Parlamento sta per varare una legge, quella sulla fecondazione medicalmente assistita, che impedirà qualsiasi ricerca sulla clonazione terapeutica e sulle cellule staminali embrionali, anche quelle che possano provenire dai 30.000 embrioni soprannumerari che attualmente hanno come unico destino la spazzatura.<br />
Di questo, purtroppo, nessuno parla ed io vorrei farlo: per me, per i “sani”, per noi che siamo malati, il “fattore tempo” è tutto. Può essere tempo di vita, se non è dilapidato. Noi abbiamo la profonda consapevolezza del valore di ogni istante che passa, come il tempo che io ho impiegato - ed è stato molto glielo garantisco - a scriverLe queste poche righe. Sono fiducioso e certo di una Sua risposta.</p>
<p>Con i migliori saluti</p>
<p>Luca Coscioni</p>
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/lettera-a-maurizio-costanzo/">Lettera a Maurizio Costanzo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/05/maurizio_costanzo-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona macchina da scrivere" /><br /><br />Caro Costanzo,

Le invio una copia del mio libro che da pochi giorni è in libreria. Si intitola “IL MARATONETA” - “da caso pietoso a caso pericoloso - storia di una battaglia di libertà” ed è la storia degli ultimi anni della mia vita, dal momento in cui sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica ed ho cominciato la mia battaglia politica radicale per la libertà di ricerca scientifica. In questo libro, non si racconta la tragedia di una malattia, ma, per l’appunto, la storia di una battaglia di libertà, con tutto il suo carico di speranze, disperazioni e sofferenze. La copertina del libro è illustrata con un disegno di Superman che sfonda un muro. Superman non sono io. Non è Cristopher Reeve, Michael J. Fox o Nancy Reagan. Superman siamo noi, i ricercatori, le persone malate, i “sani, i politici, donne ed uomini concreti, che con le nostre individualità, sfonderemo, prima o poi, il muro eretto da chi vorrebbe continuare ad oscurare le nostre coscienze, le nostre libertà ed il progresso scientifico e lo sviluppo umano. Forse si ricorderà di me quando sono stato letteralmente “espulso” dalla campagna elettorale del 2001… un secolo fa! Dai due schieramenti maggiori e dai suoi leader, da Rutelli a Berlusconi, mi si diceva che i temi della libertà di ricerca scientifica e di cura riguardavano la coscienza degli elettori e non attenevano al confronto elettorale. Si arrivò persino a dire che ero strumentalizzato dai radicali, proprio io che ero e sono radicale, che sbattevano in televisione “un caso pietoso”. Io, semplicemente, vivevo e vivo la mia vita, non esistevo come soggetto pensante, come essere umano che intende lottare per i suoi diritti e quelli di milioni di persone “sane”, malate ed emarginate.
Caro Costanzo, ora che siamo lontani dalle scadenze elettorali, posso parlare? Posso cercare di tirare fuori questa forza della ragionevolezza che sento dentro di me e che, seppure si esprime attraverso un computer portatile ed un sintetizzatore vocale, intende difendere la libertà della scienza che, non solo a mio avviso, non può essere messa sotto scacco da veti clericali e talebani come quelli che impediscono la ricerca sulla clonazione terapeutica e sulle cellule staminali embrionali, ricerca che potrebbe un giorno curare patologie come il Parkinson, l’Alzheimer, il diabete, la sclerosi laterale amiotrofica?
Questa ricerca è libera in Gran Bretagna e, se avrà successo, vedrà ancora una volta gli italiani (quelli che se lo potranno permettere…) emigrare in quel paese per avere una possibilità di cura e di vita. In Italia, infatti, il Parlamento sta per varare una legge, quella sulla fecondazione medicalmente assistita, che impedirà qualsiasi ricerca sulla clonazione terapeutica e sulle cellule staminali embrionali, anche quelle che possano provenire dai 30.000 embrioni soprannumerari che attualmente hanno come unico destino la spazzatura.
Di questo, purtroppo, nessuno parla ed io vorrei farlo: per me, per i “sani”, per noi che siamo malati, il “fattore tempo” è tutto. Può essere tempo di vita, se non è dilapidato. Noi abbiamo la profonda consapevolezza del valore di ogni istante che passa, come il tempo che io ho impiegato - ed è stato molto glielo garantisco - a scriverLe queste poche righe. Sono fiducioso e certo di una Sua risposta.

Con i migliori saluti

Luca Coscioni
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/lettera-a-maurizio-costanzo/">Lettera a Maurizio Costanzo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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		<title>Ad Aldo Capitini</title>
		<link>http://www.lucacoscioni.it/tracce/aldo_capitini/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/05/aldo_capitini-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona macchina da scrivere" /></p>
<h2>Perché non ci sarò</h2>
<h2>di Luca Coscioni*</h2>
<p>Molto mi lega ad Aldo Capitini, alla sua ferma persuasione di dover chiamare a concorrere alla creazione di una nuova socialità gli esclusi, i malati, gli assenti. La sua affascinante, lirica, concezione di una compresenza dei morti e dei viventi, in cui il singolo, al di là delle proprie condizioni fisiche, materiali, è investito di un ruolo primario e diviene soggetto, protagonista, di democrazia e rinnovamento, è a mio avviso la traduzione più felice e straordinaria del concetto di nonviolenza espresso da Gandhi. Devo anche a Capitini se riesco a trovare in me le ragioni, la forza per non piegarmi e lasciarmi vincere dal male, dalla sclerosi laterale amiotrofica, che da anni mi affligge, ferendo inesorabilmente la mia giovinezza. Il male mi ha raggiunto nel fiore delle mie speranze senza però devastarmi interiormente ed oggi, più di prima, so che, anche se ridotto ad essere voce metallica e sguardo costantemente in cerca di un colloquio, la mia vita ha ed è valore e ogni giorno si arricchisce di nuovi contenuti. Capitini insegna che la nonviolenza è tensione continua, non accettazione del dato esistente, passione per la verità, costruzione del presente tramite l'attuazione del futuro. Il nonviolento non si dà mai per vinto e lotta. Fu proprio questa consapevolezza a contrassegnare l'antifascismo capitiniano, la riottosità a ogni forma di totalitarismo, a spingere a concepire il liberalsocialismo come "L'elemento dinamico che sovverte ogni irrigidimento e conservatorismo" e a criticare, già nel lontano 1945, l'insufficienza e l'inadeguatezza dei partiti di sinistra alla comprensione del "punto storico di maturazione della civiltà". Da allora ad oggi di tempo ne è trascorso, siamo giunti all'alba del XXI secolo, ma, purtroppo, questa sinistra rinunciataria, che pretende di strumentalizzare indebitamente la figura del filosofo perugino, continua a dibattersi in forti contraddizioni senza avere il coraggio di operare scelte decisive e coraggiose. Questa sinistra, oscillante tra forsennato e pregiudiziale antiamericanismo e pacifismo di maniera, non è, purtroppo, all'altezza dei mutamenti in atto e rischia di farsi, ancora una volta, foriera di catastrofi e tragedie. Noi nonviolenti crediamo che il problema di garantire cibo, pane, acqua per tutti potrà essere risolto non dalla ripetizione di rozzi schemi materialistici ma da un benefico innesto di libertà, di informazione, in altri termini, democrazia. Nel mondo c'è fame, c'è sete di verità. Dove questa manca nascono i fondamentalismi, alligna il terrorismo. Noi nonviolenti abbiamo il dovere di saziare gli affamati e dissetare gli assetati con il pane del diritto, dei diritti, e l'acqua della conoscenza. Dobbiamo assicurare a tutti la possibilità di essere nel mercato, nella convinzione che sviluppo e libertà non sono termini e concetti tra loro distanti ma vicini, identici. Per questi motivi aderire a questa marcia, così radicalmente lontana dalle analisi e dagli obiettivi perseguiti concretamente da Capitini, significa affermare non la nonviolenza ma l'ambiguità, l'equivocità di chi ritiene che la pace sia un pranzo di gala, una retorica sfilata per tacitare la cattiva coscienza.</p>
<p>* presidente dei Radicali Italiani</p>
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/aldo_capitini/">Ad Aldo Capitini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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<h2>di Luca Coscioni*</h2>
Molto mi lega ad Aldo Capitini, alla sua ferma persuasione di dover chiamare a concorrere alla creazione di una nuova socialità gli esclusi, i malati, gli assenti. La sua affascinante, lirica, concezione di una compresenza dei morti e dei viventi, in cui il singolo, al di là delle proprie condizioni fisiche, materiali, è investito di un ruolo primario e diviene soggetto, protagonista, di democrazia e rinnovamento, è a mio avviso la traduzione più felice e straordinaria del concetto di nonviolenza espresso da Gandhi. Devo anche a Capitini se riesco a trovare in me le ragioni, la forza per non piegarmi e lasciarmi vincere dal male, dalla sclerosi laterale amiotrofica, che da anni mi affligge, ferendo inesorabilmente la mia giovinezza. Il male mi ha raggiunto nel fiore delle mie speranze senza però devastarmi interiormente ed oggi, più di prima, so che, anche se ridotto ad essere voce metallica e sguardo costantemente in cerca di un colloquio, la mia vita ha ed è valore e ogni giorno si arricchisce di nuovi contenuti. Capitini insegna che la nonviolenza è tensione continua, non accettazione del dato esistente, passione per la verità, costruzione del presente tramite l'attuazione del futuro. Il nonviolento non si dà mai per vinto e lotta. Fu proprio questa consapevolezza a contrassegnare l'antifascismo capitiniano, la riottosità a ogni forma di totalitarismo, a spingere a concepire il liberalsocialismo come "L'elemento dinamico che sovverte ogni irrigidimento e conservatorismo" e a criticare, già nel lontano 1945, l'insufficienza e l'inadeguatezza dei partiti di sinistra alla comprensione del "punto storico di maturazione della civiltà". Da allora ad oggi di tempo ne è trascorso, siamo giunti all'alba del XXI secolo, ma, purtroppo, questa sinistra rinunciataria, che pretende di strumentalizzare indebitamente la figura del filosofo perugino, continua a dibattersi in forti contraddizioni senza avere il coraggio di operare scelte decisive e coraggiose. Questa sinistra, oscillante tra forsennato e pregiudiziale antiamericanismo e pacifismo di maniera, non è, purtroppo, all'altezza dei mutamenti in atto e rischia di farsi, ancora una volta, foriera di catastrofi e tragedie. Noi nonviolenti crediamo che il problema di garantire cibo, pane, acqua per tutti potrà essere risolto non dalla ripetizione di rozzi schemi materialistici ma da un benefico innesto di libertà, di informazione, in altri termini, democrazia. Nel mondo c'è fame, c'è sete di verità. Dove questa manca nascono i fondamentalismi, alligna il terrorismo. Noi nonviolenti abbiamo il dovere di saziare gli affamati e dissetare gli assetati con il pane del diritto, dei diritti, e l'acqua della conoscenza. Dobbiamo assicurare a tutti la possibilità di essere nel mercato, nella convinzione che sviluppo e libertà non sono termini e concetti tra loro distanti ma vicini, identici. Per questi motivi aderire a questa marcia, così radicalmente lontana dalle analisi e dagli obiettivi perseguiti concretamente da Capitini, significa affermare non la nonviolenza ma l'ambiguità, l'equivocità di chi ritiene che la pace sia un pranzo di gala, una retorica sfilata per tacitare la cattiva coscienza.

* presidente dei Radicali Italiani
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/aldo_capitini/">Ad Aldo Capitini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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		<title>Cari Emma e Marco sono pronto per lo sciopero della fame</title>
		<link>http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-bonino-pannella-sciopero-fame/</link>
		<comments>http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-bonino-pannella-sciopero-fame/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/06/luca_emma_marco_sciopero-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona macchina da scrivere" /></p>
<p>Cari Emma e Marco,</p>
<p>la notte scorsa, mentre, girandomi nel letto, stavo rifinendo il mio intervento di venerdì, ho avuto un'idea.<br />
Come ben sapete, il governo statunitense e quello britannico hanno detto sÏ alla clonazione terapeutica nel mese di agosto. Successivamente, il parlamento inglese ha ratificato il provvedimento di Tony Blair. Questo significa che Stati Uniti e Gran Bretagna sono pronti, dal punto di vista normativo e scientifico, ad avviare la sperimentazione sull'uomo. In particolare, negli Stati Uniti, i primi trial sull'uomo, per quanto concerne la sclerosi laterale amiotrofica, cominceranno entro due anni. Questo significa che gli studi preclinici, sempre sull'uomo, partiranno tra pochi mesi. Tale processo potrebbe addirittura subire una ulteriore accelerazione, se i recenti risultati sulla cosidetta retro-differenziazione venissero confermati.<br />
In Italia, a distanza di 6 mesi, ci si sta ancora arrovellando se sia etico o non etico utilizzare gli embrioni orfani crioconservati che, come è noto, sono predestinati alla distruzione. Se al ritardo normativo sommiamo quello scientifico, i primi trial sull'uomo si terranno, in Italia, non prima di 5 anni. Se si terranno. Lo stesso discorso può essere fatto per il morbo di Alzheimer (400000 casi in Italia), ed il Parkinson.<br />
Come dicevo, girandomi nel letto, la scorsa notte, ho pensato che un mio sciopero della fame, certamente appetibile per i media, potrebbe sbloccare, se non altro, il fragoroso silenzio sul tema delle nuove terapie fondate sulle cellule staminali.<br />
Certo, un'eventuale mio sciopero della fame pone due problemi: uno di natura personale, l'altro di natura politica.<br />
Per quanto riguarda il primo, evidentemente, dato che ho già perso, per colpa della malattia, 18 chili, uno sciopero della fame, tout court, significherebbe morte certa. Ed io non voglio morire. Si potrebbe pensare allora ad uno sciopero della fame durante il quale vengo alimentato mediante delle flebo. Certo, non è uno sciopero della fame propriamente detto, però, tenuto conto delle mie condizioni di salute, potrebbe anche avere una valenza maggiore.<br />
Per quanto concerne invece il secondo dei problemi, quello di natura politica, esso può essere riassunto nel seguente modo: scopo dello sciopero della fame è far si che il governo italiano adotti un provvedimento che recepisca integralmente le raccomandazioni contenute nel Rapporto Dulbecco sulle cellule staminali, integrandole con la possibilità, recentissimamente apertasi, di ottenere cellule staminali attraverso la cosiddetta retro-differenziazione, qualora si avesse una conferma circa la validità del metodo. Inoltre, tale provvedimento dovrebbe prevedere il finanziamento pubblico della ricerca sulle cellule staminali e l'acquisto, da parte del Governo italiano, del brevetto che è stato registrato su tale nuovo procedimento.<br />
Cosa ne pensate?</p>
<p style="text-align: right;">Un abbraccio,<br />
Luca</p>
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p>
<p style="text-align: left;"><em><span style="color: #888888;">Eventuali errori presenti nel documento sono dovuti ad un adattamento del testo per il sintetizzatore vocale utilizzato da Luca</span></em></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/06/luca_emma_marco_sciopero-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Icona macchina da scrivere" /><br /><br />Cari Emma e Marco,

la notte scorsa, mentre, girandomi nel letto, stavo rifinendo il mio intervento di venerdì, ho avuto un'idea.
Come ben sapete, il governo statunitense e quello britannico hanno detto sÏ alla clonazione terapeutica nel mese di agosto. Successivamente, il parlamento inglese ha ratificato il provvedimento di Tony Blair. Questo significa che Stati Uniti e Gran Bretagna sono pronti, dal punto di vista normativo e scientifico, ad avviare la sperimentazione sull'uomo. In particolare, negli Stati Uniti, i primi trial sull'uomo, per quanto concerne la sclerosi laterale amiotrofica, cominceranno entro due anni. Questo significa che gli studi preclinici, sempre sull'uomo, partiranno tra pochi mesi. Tale processo potrebbe addirittura subire una ulteriore accelerazione, se i recenti risultati sulla cosidetta retro-differenziazione venissero confermati.
In Italia, a distanza di 6 mesi, ci si sta ancora arrovellando se sia etico o non etico utilizzare gli embrioni orfani crioconservati che, come è noto, sono predestinati alla distruzione. Se al ritardo normativo sommiamo quello scientifico, i primi trial sull'uomo si terranno, in Italia, non prima di 5 anni. Se si terranno. Lo stesso discorso può essere fatto per il morbo di Alzheimer (400000 casi in Italia), ed il Parkinson.
Come dicevo, girandomi nel letto, la scorsa notte, ho pensato che un mio sciopero della fame, certamente appetibile per i media, potrebbe sbloccare, se non altro, il fragoroso silenzio sul tema delle nuove terapie fondate sulle cellule staminali.
Certo, un'eventuale mio sciopero della fame pone due problemi: uno di natura personale, l'altro di natura politica.
Per quanto riguarda il primo, evidentemente, dato che ho già perso, per colpa della malattia, 18 chili, uno sciopero della fame, tout court, significherebbe morte certa. Ed io non voglio morire. Si potrebbe pensare allora ad uno sciopero della fame durante il quale vengo alimentato mediante delle flebo. Certo, non è uno sciopero della fame propriamente detto, però, tenuto conto delle mie condizioni di salute, potrebbe anche avere una valenza maggiore.
Per quanto concerne invece il secondo dei problemi, quello di natura politica, esso può essere riassunto nel seguente modo: scopo dello sciopero della fame è far si che il governo italiano adotti un provvedimento che recepisca integralmente le raccomandazioni contenute nel Rapporto Dulbecco sulle cellule staminali, integrandole con la possibilità, recentissimamente apertasi, di ottenere cellule staminali attraverso la cosiddetta retro-differenziazione, qualora si avesse una conferma circa la validità del metodo. Inoltre, tale provvedimento dovrebbe prevedere il finanziamento pubblico della ricerca sulle cellule staminali e l'acquisto, da parte del Governo italiano, del brevetto che è stato registrato su tale nuovo procedimento.
Cosa ne pensate?
<p style="text-align: right;">Un abbraccio,
Luca</p>
<p style="text-align: right;">[printfriendly]</p>
<p style="text-align: left;"><em><span style="color: #888888;">Eventuali errori presenti nel documento sono dovuti ad un adattamento del testo per il sintetizzatore vocale utilizzato da Luca</span></em></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-bonino-pannella-sciopero-fame/">Cari Emma e Marco sono pronto per lo sciopero della fame</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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		<title>Luca Coscioni e la politica</title>
		<link>http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-e-la-politica/</link>
		<comments>http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-e-la-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 11:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/06/luca_coscioni_politica-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Coscioni descrive il suo percorso politico dal 1995 fino agli ultimi suoi interventi agli eventi organizzati dai radicali" /></p>
<p>[video url="http://www.youtube.com/watch?v=C1yov9BxiP4" /]</p>
<h2><strong>La mia maratona politica.</strong></h2>
<p>Buonasera a tutti...<br />
Vorrei ricordare il giorno 20 gennaio 1995, presso la Sala Consiliare del Comune di Orvieto, verrà presentato un documento pubblico dal titolo "Per una identità moderna di Orvieto.</p>
<p><strong><em>Il mio impegno politico risale al 1995. Ero allora consigliere comunale ad Orvieto...</em></strong></p>
<p>Cosa di meglio che un gruppo di cittadini si aggreghino per gestire direttamente la politica. Chiaramente dopo aver aperto un dibattito, dopo essersi confrontati non tanto sulle posizioni ideologiche, che noi riteniamo essere fondamentali per ogni scelta di carattere politico, ma del resto se andiamo a guardare nei partiti di oggi, questa ideologia non solo è venuta meno, ma è stata molto spesso tradita.</p>
<p><strong><em>Ai radicali mi sono avvicinato nel 1999 in occasione della campagna "Emma for President"...</em></strong></p>
<p>Nel mondo anglosassone il confronto nasce e si sviluppa sulle idee. In Italia, invece, non si può nemmeno discutere: l'imperativo è proibire, proibire, proibire...</p>
<p>Credo che al fianco di Emma Bonino e Marco Pannella potrei ad esempio combattere perché anche in Italia venga approvata in tempi brevi, una legge sulla clonazione terapeutica che potrebbe salvare la vita a centinaia di migliaia di italiani colpiti da varie patologie che, come me, lottano quotidianamente per la propria sopravvivenza.</p>
<p>Senza il Partito Radicale Transnazionale e di Radicali Italiani, la battaglia per la libertà di ricerca scientifica nel mondo e in Italia è destinata ad essere persa.</p>
<p>Il disegno di legge 1514 sulla procreazione medicalmente assistita prossimo all'avvio della discussione al Senato è profondamente illiberale: segna un deciso sconfinamento delle convinzioni religiose nella sfera politica e rappresenta una norma proibizionista.</p>
<p>Mi appello e non in ordine di valore della possibile azione alla militanza radicale tutta, affinché si faccia carico di una responsabilità individuale e quotidiana in tutte le città della presenza di tavoli di raccolta firme, soprattutto laddove, ahimé, non sono mai stati aperti i tavoli, né sotto il sole né sotto la pioggia.</p>
<p>Confido che non manchi da oggi a partire proprio da questa Assemblea da parte di quanti hanno responsabilità civili, sociali e politiche, un rinnovato e più forte impegno nel dare un'autentica partecipazione che spinga a viverci e a vivere verso gli altri le posizioni laiche della conoscenza, della coscienza, di una ricerca scientifica libera.</p>
<p>Sono queste le motivazioni per le quali riteniamo opportuno aprire questa proposta non solo alle persone adulte, ma soprattuto ai giovani e guardandomi intorno, purtroppo noto come al solito una presenza molto bassa di giovani. I giovani che partecipano ai dibattiti politici sono giovani militanti nei partiti, giovani che già hanno dei preconcetti, giovani che non si aprono al confronto, giovani che sono abituati semplicemente a leggere gli editoriali dei loro quotidiani di partito prima di aprirsi alla discussione, prima di parlare...</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-e-la-politica/">Luca Coscioni e la politica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/06/luca_coscioni_politica-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Coscioni descrive il suo percorso politico dal 1995 fino agli ultimi suoi interventi agli eventi organizzati dai radicali" /><br /><br />[video url="http://www.youtube.com/watch?v=C1yov9BxiP4" /]
<h2><strong>La mia maratona politica.</strong></h2>
Buonasera a tutti...
Vorrei ricordare il giorno 20 gennaio 1995, presso la Sala Consiliare del Comune di Orvieto, verrà presentato un documento pubblico dal titolo "Per una identità moderna di Orvieto.

<strong><em>Il mio impegno politico risale al 1995. Ero allora consigliere comunale ad Orvieto...</em></strong>

Cosa di meglio che un gruppo di cittadini si aggreghino per gestire direttamente la politica. Chiaramente dopo aver aperto un dibattito, dopo essersi confrontati non tanto sulle posizioni ideologiche, che noi riteniamo essere fondamentali per ogni scelta di carattere politico, ma del resto se andiamo a guardare nei partiti di oggi, questa ideologia non solo è venuta meno, ma è stata molto spesso tradita.

<strong><em>Ai radicali mi sono avvicinato nel 1999 in occasione della campagna "Emma for President"...</em></strong>

Nel mondo anglosassone il confronto nasce e si sviluppa sulle idee. In Italia, invece, non si può nemmeno discutere: l'imperativo è proibire, proibire, proibire...

Credo che al fianco di Emma Bonino e Marco Pannella potrei ad esempio combattere perché anche in Italia venga approvata in tempi brevi, una legge sulla clonazione terapeutica che potrebbe salvare la vita a centinaia di migliaia di italiani colpiti da varie patologie che, come me, lottano quotidianamente per la propria sopravvivenza.

Senza il Partito Radicale Transnazionale e di Radicali Italiani, la battaglia per la libertà di ricerca scientifica nel mondo e in Italia è destinata ad essere persa.

Il disegno di legge 1514 sulla procreazione medicalmente assistita prossimo all'avvio della discussione al Senato è profondamente illiberale: segna un deciso sconfinamento delle convinzioni religiose nella sfera politica e rappresenta una norma proibizionista.

Mi appello e non in ordine di valore della possibile azione alla militanza radicale tutta, affinché si faccia carico di una responsabilità individuale e quotidiana in tutte le città della presenza di tavoli di raccolta firme, soprattutto laddove, ahimé, non sono mai stati aperti i tavoli, né sotto il sole né sotto la pioggia.

Confido che non manchi da oggi a partire proprio da questa Assemblea da parte di quanti hanno responsabilità civili, sociali e politiche, un rinnovato e più forte impegno nel dare un'autentica partecipazione che spinga a viverci e a vivere verso gli altri le posizioni laiche della conoscenza, della coscienza, di una ricerca scientifica libera.

Sono queste le motivazioni per le quali riteniamo opportuno aprire questa proposta non solo alle persone adulte, ma soprattuto ai giovani e guardandomi intorno, purtroppo noto come al solito una presenza molto bassa di giovani. I giovani che partecipano ai dibattiti politici sono giovani militanti nei partiti, giovani che già hanno dei preconcetti, giovani che non si aprono al confronto, giovani che sono abituati semplicemente a leggere gli editoriali dei loro quotidiani di partito prima di aprirsi alla discussione, prima di parlare...

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&nbsp;<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-e-la-politica/">Luca Coscioni e la politica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucacoscioni.it">Luca Coscioni - lucacoscioni.it</a>.</p>
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		<title>Luca Coscioni e la ricerca scientifica</title>
		<link>http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-e-la-ricerca-scientifica/</link>
		<comments>http://www.lucacoscioni.it/tracce/luca-coscioni-e-la-ricerca-scientifica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 10:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="205" src="http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/lucacoscioni/contenuti/uploads/2013/06/luca_coscioni_ricerca-300x205.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Luca Coscioni al Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica" /></p>
<p>[video url="https://www.youtube.com/watch?v=IB6XUsOgNrw" /]</p>
<h2>La Scienza è Conoscenza. Un oceano che è in me, è me!</h2>
<p>Egregio signor Presidente, signori membri della Commissione, sono qui di fronte a voi, oggi, forte della mia debolezza, per chiedervi di considerare la possibilità di rivedere al più presto la risoluzione con la quale il Parlamento Europeo si è opposto, lo scorso 7 settembre, alla clonazione terapeutica.</p>
<p>La portata delle nuove terapie cellulari fondate sulle cellule staminali può essere considerata epocale. Se si desidera trovare un precedente nella storia dell'uomo che ci consenta di comprendere meglio quale potrebbe essere l'impatto della clonazione terapeutica occorre riferirsi a ciò che ha rappresentato per l'umanità l'introduzione degli antibiotici.</p>
<p>La soluzione politica che il Parlamento Europeo dovrà adottare in materia di cellule staminali non potrà non tenere conto che le diverse costituzioni etiche si collocano, come già evidenziato, su di un piano paritario, e che non sarà quindi possibile far prevalere, nella fattispecie, la convinzione della Chiesa cattolica, per la quale l'incontro di uno spermatozoo con un ovulo determinerebbe di per sé l'inizio non già del percorso di sviluppo di un embrione ma la formazione di una persona.</p>
<p>Ringrazio gli oltre 2.000 scienziati, ricercatori e docenti universitari che hanno aderito firmando all'appello rivolto a tutti i parlamentari che si riconoscono nel principio della laicità dello stato e intendono garantire il rispetto dell'art.33 della Costituzione. Tale articolo afferma: l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.</p>
<p>Perché non dare senso al fatto che un embrione senza l'utero di una donna non può svilupparsi in nessun modo oltre allo stadio in cui si trova? Perché non dar senso al fatto che ci sono ormai decine di migliaia di embrioni soprannumerari in questo stadio prodotti durante le tecniche di fecondazione assistita che sono destinati alla morte perché congelati per sempre? Perché non dar senso al pensare di trattarli in modo analogo a quanto previsto per la donazione di organi?</p>
<p>La paura principale di chi è alla disperata ricerca di una terapia che lo possa salvare è l'originarsi o il riemergere dall'oceano della demonizzazione e della disinformazione di una deriva oscurantista che rallenti il faticoso percorso della conoscenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2>La Scienza è Conoscenza. Un oceano che è in me, è me!</h2>
Egregio signor Presidente, signori membri della Commissione, sono qui di fronte a voi, oggi, forte della mia debolezza, per chiedervi di considerare la possibilità di rivedere al più presto la risoluzione con la quale il Parlamento Europeo si è opposto, lo scorso 7 settembre, alla clonazione terapeutica.

La portata delle nuove terapie cellulari fondate sulle cellule staminali può essere considerata epocale. Se si desidera trovare un precedente nella storia dell'uomo che ci consenta di comprendere meglio quale potrebbe essere l'impatto della clonazione terapeutica occorre riferirsi a ciò che ha rappresentato per l'umanità l'introduzione degli antibiotici.

La soluzione politica che il Parlamento Europeo dovrà adottare in materia di cellule staminali non potrà non tenere conto che le diverse costituzioni etiche si collocano, come già evidenziato, su di un piano paritario, e che non sarà quindi possibile far prevalere, nella fattispecie, la convinzione della Chiesa cattolica, per la quale l'incontro di uno spermatozoo con un ovulo determinerebbe di per sé l'inizio non già del percorso di sviluppo di un embrione ma la formazione di una persona.

Ringrazio gli oltre 2.000 scienziati, ricercatori e docenti universitari che hanno aderito firmando all'appello rivolto a tutti i parlamentari che si riconoscono nel principio della laicità dello stato e intendono garantire il rispetto dell'art.33 della Costituzione. Tale articolo afferma: l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

Perché non dare senso al fatto che un embrione senza l'utero di una donna non può svilupparsi in nessun modo oltre allo stadio in cui si trova? Perché non dar senso al fatto che ci sono ormai decine di migliaia di embrioni soprannumerari in questo stadio prodotti durante le tecniche di fecondazione assistita che sono destinati alla morte perché congelati per sempre? Perché non dar senso al pensare di trattarli in modo analogo a quanto previsto per la donazione di organi?

La paura principale di chi è alla disperata ricerca di una terapia che lo possa salvare è l'originarsi o il riemergere dall'oceano della demonizzazione e della disinformazione di una deriva oscurantista che rallenti il faticoso percorso della conoscenza.

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