Il mio intervento a TMC per la Lista Bonino

Cassetta audio animata
  • Data: 10 febbraio 2001
  • Luogo: Milano - Studi Tele Monte Carlo
  • Fonte: Radio Radicale

10 febbraio 2001 – Milano: Luca Coscioni interviene in uno spazio autogestito su TMC per un appello in favore della Lista Bonino alle elezioni europee

Luca Coscioni parla di sé ad una trasmissione autogestita della Lista Bonino per le elezioni europee, in una rubrica andata in onda su TMC.

INTERVENTO DI LUCA:

Care elettrici, cari elettori,
mi chiamo Luca Coscioni, ho 33 anni e sono laureato in economia e commercio e dottore di ricerca in economia ambientale. Questa non è la mia voce. Cinque anni fa sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che m’impedisce di parlare e di camminare. Per comunicare, utilizzo un computer portatile e un sintetizzatore vocale. Sono capolista, davanti a Marco Pannella, della Lista Emma Bonino, in Emilia Romagna, Lazio 1 ed Umbria. Probabilmente, vi domanderete cosa potrebbe fare per voi, in parlamento, un deputato radicale, in sedia a rotelle e senza voce. Credo che, al fianco di Emma Bonino e Marco Pannella, potrei, ad esempio, combattere perché, anche in Italia, venga approvata, in tempi brevi, una legge sulla clonazione terapeutica, che potrebbe salvare la vita a centinaia di migliaia di italiani, colpiti da varie patologie, che, come me, lottano quotidianamente per la propria sopravvivenza.

Secondo il Rapporto Dulbecco sulle cellule staminali, il documento che contiene le raccomandazioni dei 25 Saggi, incaricati dal Ministro della Sanità, professor Umberto Veronesi, di fare chiarezza in materia di clonazione terapeutica, sono 10 milioni gli italiani, colpiti da patologie, quali l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica, l’atrofia muscolare spinale, le lesioni traumatiche del midollo spinale, il diabete, alcune forme di cancro, che potrebbero guarire, se curati con terapie basate su tali cellule. La portata delle nuove terapie cellulari fondate sulle cellule staminali può essere considerata epocale. Se si desidera trovare un precedente nella storia dell’uomo, che ci consenta di comprendere meglio quale potrebbe essere l’impatto della clonazione terapeutica, occorre riferirsi a ciò che ha rappresentato per l’umanità l’introduzione degli antibiotici. Ora, a nessuno, di certo, verrebbe mai in mente l’idea, folle, di togliere dal mercato gli antibiotici; eppure, la ricerca scientifica sulle cellule embrionali è oggi, in Italia, vietata, proibita, per volontà unanime di Amato, Berlusconi, Rutelli e di tutti i partiti del centrosinistra e del centrodestra, obbedienti alle burocrazie vaticane. La ricerca sulle cellule staminali può essere condotta, con maggiori possibilità di successo ed in tempi più brevi, impiegando i cosiddetti embrioni soprannumerari, il prodotto di scarto dei programmi di fecondazione assistita. Quando una coppia non è in grado di concepire naturalmente, vengono creati, in laboratorio, embrioni da impiantare artificialmente. Tali embrioni sono congelati e vengono conservati a temperature bassissime. Nel momento in cui la gravidanza è portata a termine con successo, e la coppia decide di non utilizzare i rimanenti, tali embrioni divengono soprannumerari, cioè destinati alla spazzatura. Il Vaticano è liberissimo di pensare che sia più giusto buttare nel cesso tali embrioni, piuttosto che destinarli ad una ricerca che potrebbe salvare, nei prossimi 5, 10 anni, la vita a milioni di persone, ma è compito del governo e del parlamento evitare tale ricatto morale. Così non è stato. Anche per questo, una presenza radicale, nel prossimo parlamento, appare indispensabile. Scendendo nel dettaglio, una delle malattie, che potrà essere forse curata attraverso la clonazione terapeutica, è l’atrofia muscolare spinale infantile. Tale patologia colpisce i neonati e li porta alla morte, quasi sempre, nel giro di pochi mesi. È mostruoso accettare questa strage di neonati innocenti, impedendo l’utilizzo di embrioni congelati e destinati alla spazzatura. Inoltre, vorrei far notare che, accanto alle motivazioni di carattere umanitario, l’introduzione delle nuove terapie cellulari potrebbe determinare un abbattimento del costo sociale delle varie patologie. Tale costo ammonta, solo per le principali malattie neurologiche, a 51000 miliardi all’anno, il 20 per cento della spesa sanitaria complessiva.

Care elettrici, cari elettori, sono qui, oggi, con il mio sintetizzatore vocale e il mio computer portatile, per rompere la congiura del silenzio che la Casa delle Libertà e l’Ulivo, Rutelli e Berlusconi, hanno ordito ai danni dei 10 milioni di italiani, affetti da malattie cronico-degenerative, che potrebbero essere curate con la clonazione terapeutica, come la malattia che m’impedisce di parlare e camminare. Sì, perché Berlusconi e Rutelli, centrosinistra e centrodestra, fingono di litigare, ma sono in realtà d’accordo su tutto. Sono anche d’accordo nel non pronunciarsi, pur di racimolare una manciata di voti cattolici necessari al loro personalissimo successo elettorale, su di una questione vitale, come la clonazione terapeutica. 10 milioni di italiani sono in attesa di una legge sulla clonazione terapeutica. Stati Uniti e Gran Bretagna ne hanno già una da sette mesi e hanno avviato la sperimentazione sull’uomo da almeno due anni; Francia, Germania, Svezia, e la cattolicissima Spagna,  si stanno muovendo a grandi passi  in tale direzione; in Italia, l’Ulivo non è stato capace di approvare una legge che rendesse disponibili queste nuove terapie; e la Casa delle Libertà ha più volte ribadito di essere comunque contraria alla clonazione terapeutica. Sono qui per chiedervi di farmi entrare in parlamento, al fianco di Emma Bonino e Marco Pannella, per dotare il nostro paese di una legge, fra le altre, sulla clonazione terapeutica.

Sul sito di Radio Radicale è possibile ascoltare l’audio integrale dell’intervento

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