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Luca Coscioni. Essere persona e non “caso umano”

Essere persona e non “caso umano”.

Il suono metallico della mia voce sintetizzata infastidisce, ma ciò che più infastidisce è il contenuto della battaglia radicale che sto combattendo.
Dare corpo, dare mano, dare voce, alla battaglia radicale per la libertà di ricerca scientifica oggi per me riacquista il suo immenso significato: la politica lo ripeto, nel bene o nel male è tutto questo, è vita o morte, civiltà o violenza.

La malattia che mi ha colpito, la sclerosi laterale amiotrofica, ed altre malattie come il diabete, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, alcune forme di cancro potrebbero essere forse curate mediante le cellule staminali. Perché ciò sia possibile e lo sia in un tempo ragionevole, è necessario utilizzare, studiandoli, i cosiddetti embrioni soprannumerari.

L’Italia è il Paese dei divieti. In Gran Bretagna invece, ad esempio, Paese nel quale si stanno trasferendo anche molti scienziati statiunitensi, gli studi sugli embrioni sono possibili dal 1990. Anche la clonazione terapeutica è stata recentemente regolamentata.

Alcuni esponenti politici, ad esempio Berlusconi e Rutelli sono contrari all’impiego degli embrioni soprannumerari. Sono contrari e, pur sapendo che tali embrioni finiranno nella spazzatura, chiudono gli occhi, si tappano le orecchie lavandosene le mani. La ragione è semplice. Sono a caccia di voti cattolici. Sì, proprio dei voti di quei cattolici che, più cristianamente e meno democristianamente di Rutelli e Berlusconi, preferirebbero destinare tali embrioni alla ricerca piuttosto che alla spazzatura.

Il solo limite della clonazione terapeutica è quello politico: grazie a Sirchia e agli oscurantisti dei due schieramenti presto il parlamento la vieterà. Noi radicali pensiamo che tutte le diverse fonti di staminali debbano essere studiate per verificare quale sia la migliore.
Vorrei dire una cosa all’onorevole Buttiglione: la nostra proposta di legge sulla clonazione terapeutica non lo obbligherà qualora, non sia mai, ne avesse bisogno ad utilizzare terapie che utilizzino cellule staminali embrionali. Ma non può imporre a me e ad altri di crepare per un principio religioso che non è universalmente condiviso.

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