Il mio incontro con Josè Saramago

  • Fonte: Blu Film

Luca Coscioni descrive l’emozione per aver incontrato il premio Nobel portoghese per la letteratura Josè Saramago

Luca Coscioni incontra il premio Nobel per la letteratura Josè Saramago

INTERVENTO DI LUCA:

Caro Josè, la ringrazio per avermi ricevuto…. E’ un grande piacere per me essere qui con lei, poterla incontrare di persona, da uomo a uomo…. Cercare di rileggere nei suoi occhi quelle frasi cosÏ belle che mi ha dedicato prima delle elezioni politiche italiane del 13 maggio 2001…. Quando Emma Bonino, me le ha fatte avere e le ho lette, ho pianto, abbiamo pianto, di gioia e di commozione, di speranza e di sofferenza…. Sono parole, le sue, che mi hanno fatto forte della mia estrema debolezza, della mia fragilità, dell’essere la mia barca, troppo piccola, per l’oceano in tempesta, nel quale sono costretto a navigare ormai da 7 anni…. Questo mio libro, edito da Stampa Alternativa nella collana Eretica, dal titolo, Il maratoneta, da caso pietoso a caso pericoloso, storia di una battaglia di libertà, con una prefazione di Umberto Veronesi, ex Ministro italiano della sanità, non racconta la tragedia di una malattia, ma la storia di una battaglia politica radicale, con il suo carico di speranze, e perché no, disperazioni e sofferenze…. La copertina del libro è illustrata con un disegno di super men, che sfonda un muro…. Super men è una metafora…. Super men non sono chiaramente io..,.  Non sono gli attori Cristofer Riv e Maicol Giei Fox, o l’ottima repubblicana, Nensi Regan, che stanno conducendo negli Stati Uniti la loro battaglia per il finanziamento, con fondi federali, delle ricerche, di tutte le ricerche, sulle cellule staminali embrionali…. Super men siamo noi, i ricercatori, le persone malate, le persone cosiddette sane, che spesso lo sono, sÏ, ma solo tra virgolette, i politici, donne ed uomini concreti, che con le nostre individualità, sfonderemo, prima o poi, il muro eretto da chi vorrebbe continuare ad oscurare le nostre coscienze, le nostre esistenze, le nostre libertà, ed il progresso scientifico e lo sviluppo umano…. In primo luogo, la Chiesa cattolica…. Questo muro sarà sfondato in qualche laboratorio pubblico o privato, inglese o statunitense, che, presto, metterà a punto una terapia cellulare per qualche malattia fino ad oggi incurabile….  Questo molto difficilmente potrà accadere in Italia, che ha di fatto già da tempo sancito il divieto di sperimentazione sugli embrioni…. Io però non demordo…. E continuerò a combattere nel mio paese perché i tetri spiriti di coloro che ora, e per sempre, sono convinti di essere padroni del nostro destino, non prevalgano…. Ora, concludo, perdoni la mia crudezza, chiedendole di assumere la Presidenza onoraria dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica…. Un sesto della popolazione italiana ed europea, secondo il premio Nobel Renato Dulbecco, potrebbe non finire sui roghi silenziosi di malattie, più o meno gravi, se solo clonazione terapeutica e studi sugli embrioni fossero legalizzati…. Infine, le chiedo, se lo riterrà opportuno, una sua prefazione per la seconda edizione del maratoneta…. Grazie, per la sua paziente e cortese attenzione….

Condividi la storia di LucaShare on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0Pin on Pinterest0Email this to someone

Commenti (0)

http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/contenuti/estensioni/wp-accessibility/toolbar/css/a11y-contrast.css