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Il mio appello per le elezioni regionali del 2000

ELEZIONI REGIONALI DEL 16 APRILE 2000 – LISTA BONINO

Cara amica, caro amico,

Ti scrivo per ricordarti che alle Elezioni Regionali del 16 aprile 2000 sarò uno dei candidati della Lista Bonino alla carica di consigliere regionale nella circoscrizione elettorale della provincia di Terni, della quale fa chiaramente parte il Comune di Orvieto. Sono iscritto al Partito Radicale da due anni e, sempre da due anni, sono uno dei tanti sostenitori della Lista Bonino. Lo scorso 13 giugno 1999, la Lista Bonino si è presentata soltanto alle elezioni europee. Per ragioni di carattere finanziario e organizzativo, non abbiamo infatti potuto concorrere per il rinnovo dei consigli provinciali e, a maggior ragione, di quelli comunali. Ora, con un impegno straordinario di risorse umane e finanziarie, abbiamo deciso di presentare le nostre liste e i nostri candidati in tutte e 15 le regioni interessate dalla prossima scadenza elettorale, quella appunto del 16 aprile 2000. Credo che la Lista Bonino rappresenti la sola vera speranza di poter costruire in Italia uno stato di diritto, liberale e federale; uno stato in cui si possa finalmente realizzare una reale, e non virtuale, democrazia della alternanza (il partito che vince le elezioni – non una mera sommatoria di partiti e “partitini – governa, quello che le perde se ne sta alla opposizione per tutta la durata del mandato); uno stato e delle regioni “leggere”, cioè funzionali alle necessità dei cittadini e non a quelle partitocratiche e, troppo spesso, clientelari degli amministratori. Il nostro progetto è in definitiva quello di andare alle elezioni con gli statuti regionali già pronti e predisposti in modo che da essi possano nascere dei veri e propri Stati-Regione. Con i presidenti-governatori scelti direttamente dal popolo, all’americana (a turno unico). Con i consiglieri-deputati eletti col sistema maggioritario uninominale. Con il sistema referendario svizzero a tutti i livelli, per consentire ai cittadini una reale partecipazione al processo di formazione delle decisioni pubbliche. Inoltre, riteniamo indispensabile prevedere strumenti di democrazia diretta, quali le proposte di legge di iniziativa popolare iscritte obbligatoriamente all’ordine del giorno del consiglio regionale e che il consiglio deve sottoporre a votazione. Attualmente, il quadro politico-finanziario delle regioni italiane è quanto meno disarmante. Il 90% delle risorse finanziarie regionali sono direttamente controllate e vincolate dal Ministero del Tesoro. Con la conseguenza, grave e inaccettabile, che gli amministratori regionali, anziché gestire in economia i soldi che sono stati loro affidati, vedono ridursi il loro ruolo a quello di semplici erogatori di tali preziose, e scarse, risorse. Per di più, come poc’anzi già anticipato, sulla base di una logica troppo spesso clientelare. Ciò che vogliamo portare a termine è una vera e propria rivoluzione politica e burocratica, che riconsegni le regioni ai cittadini e le sottragga dalle grinfie dei partiti. E’ anche per questo che alle elezioni regionali del 16 aprile abbiamo deciso di correre da soli.
Può sembrare strano che una persona, diciamo con “difficoltà”, come me si impegni in prima persona sulla scena politica, non solo locale. Il fatto è che io, sul piano delle idee e delle proposte, non mi sento affatto in difficoltà! Anzi. Certo, se fossi nato prima della rivoluzione informatica e dell’avvento dei computer portatili, il mio pensiero sarebbe rimasto confinato in me, a causa della malattia che mi ha colpito. Invece, grazie a una tastiera virtuale (per capirci una tastiera che compare sullo schermo del mio computer e che controllo con il “mouse”) posso comporre parole, frasi e periodi che un programma di sintesi vocale pronuncia al mio posto. In questo modo, ho la possibilità di comunicare, di partecipare al dibattito politico. Non potrò, certo, tenere un comizio, ma del resto esistono vari modi di fare e di intendere la politica. Io ritengo, infatti, che la sostanza delle cose non sempre coincida con la forma che esse assumono. Ed è per questo che continuo a fare, oggi come ieri, ciò che credo di saper fare e bene: la politica delle idee e dei fatti.

IL NOSTRO CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE

Elisabetta Chiacchella è nata il 1° Dicembre 1958, insegna lingua italiana all’Università Italiana per Stranieri di Perugia dal 1986. E’ iscritta al Partito Radicale dal 1992. La sua militanza è cominciata con la raccolta firme per la moratoria internazionale sulla pena di morte entro il 2000 promossa da “Nessuno Tocchi Caino” e dal Partito Radicale sin dai primi anni ’90.
Da allora si è sempre impegnata per la raccolta-firme sui referendum radicali. Ha aderito all’iniziativa di digiuno per la “Democrazia in Cina e Libertà del Tibet”. Iscritta all’associazione “Amici di Leonardo Sciascia” ha promosso a Perugia un ciclo di riletture sciasciane sull’impegno letterario, civile e politico dello scrittore e deputato radicale.

ELEZIONE DIRETTA DEI PRESIDENTI: COSA PREVEDE LA RIFORMA COSTITUZIONALE

Con le elezioni regionali del 16 aprile debutta l’elezione diretta del Presidente della Regione. Il principio è stato introdotto dalla legge costituzionale 1/99. Ma ogni Regione potrà, nel proprio statuto, disporre un diverso sistema di elezione del Presidente.
Saranno le leggi regionali a definire il sistema elettorale, i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale e dei consiglieri regionali (fatti salvi i casi di incompatibilità già previsti in Costituzione).
Per l’assegnazione dei seggi (in Umbria il Consiglio Regionale è composto da 30 consiglieri; quindi 30 sono i seggi da attribuirsi) si applicano quest’anno le stesse regole del 1995: quattro quinti con sistema proporzionale sulla base di liste provinciali, un quinto con sistema maggioritario sulla base di liste regionali. La novità riguarda l’elezione diretta del presidente: non è più il Consiglio regionale a eleggerlo, ma è direttamente il corpo elettorale, come avviene per il sindaco e il presidente della Provincia. Con la differenza che l’elezione del presidente della giunta regionale è, per quest’anno, a turno unico, cioè senza ballottaggio.

IL VOTO IN PRATICA

Un saluto cordiale,
Luca Coscioni

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