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Associazione Don Lorenzo Milani

Associazione “Don Lorenzo Milani”
per la tutela dei diritti del malato e la lotta alle malattie neurologiche e muscolari

AL DIRETTORE GENERALE DELLA ASL N° 4

Orvieto, 21 settembre 1999

Egregio Dottor Lombardelli,

Le scriviamo per chiederLe di destinare, possibilmente in tempi brevi, un fisioterapista al trattamento domiciliare dei soli pazienti neurologici e muscolari cronici.
L’assistenza sanitaria riabilitativa domiciliare per i disabili e/o malati cronici, lungi dall’essere per i beneficiari una mera “comodità”, come purtroppo da molti immotivatamente e cinicamente sostenuto, è, in realtà, una esigenza non più eludibile, anche nel comprensorio orvietano.
La legge 5 febbraio 1992, n° 104 recita del resto all’articolo 7. Cura e riabilitazione. – 1. La cura e la riabilitazione della persona handicappata si realizzano con programmi che prevedano prestazioni sanitarie e sociali integrate tra loro, che valorizzino le abilità di ogni persona handicappata e agiscano sulla globalità della situazione di handicap, coinvolgendo la famiglia e la comunità. A questo fine il Servizio sanitario nazionale, tramite le strutture proprie o convenzionate, assicura:

a) gli interventi per la cura e la riabilitazione precoce della persona handicappata, nonché gli specifici interventi riabilitativi e ambulatoriali, a domicilio o presso i centri socio-riabilitativi ed educativi a carattere diurno o residenziale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera l).
Ci rendiamo benissimo conto che la domanda di servizi sanitari è, a livello nazionale e regionale, crescente, a fronte di una dotazione di risorse finanziarie a disposizione della sanità pubblica che va in una direzione completamente opposta.

Tuttavia, e proprio nell’ottica di una migliore utilizzazione di tali risorse scarse, riteniamo:
1. Che sia necessario prevedere, al più presto. la realizzazione di un servizio di fisioterapia domiciliare destinato ai soli disabili e/o malati cronici, come già anticipatoLe nel primo paragrafo della presente lettera;
2. Che tale servizio non venga ridotto, così come si è verificato sino ad ora, ad interventi domiciliari occasionali, del tutto inutili, ma abbia un carattere di continuità;
3. Che vengano fissati i criteri per l’accesso al servizio da noi richiesto, criteri che tengano in debito conto della natura e della gravità della patologia, dell’età dell’utente, delle difficoltà che lo stesso oggettivamente incontrerebbe nello spostarsi…

Concludiamo riportando un passo tratto dalle “Linee-guida del Ministro
della sanità per le attività di riabilitazione” (Gazzetta Ufficiale 30 maggio 1998, n. 124): Obiettivo delle presenti linee guida è fornire indirizzi per la organizzazione della rete dei servizi di riabilitazione e criteri generali per gli interventi di assistenza riabilitativa attivabili all’interno dei livelli uniformi di assistenza previsti dal Piano Sanitario Nazionale (PSN), adottando quale riferimento un modello di percorso integrato socio-sanitario, ferma restando l’autonomia delle Regioni e delle Province autonome nell’adottare le soluzioni organizzative più idonee in relazione alle esigenze della propria programmazione.

Tale percorso integrato socio-sanitario implica una intima connessione dei programmi di intervento sanitario, finalizzati a sviluppare tutte le risorse potenziali dell’individuo, con gli 1′interventi sociali orientati a sviluppare e rendere disponibili le risorse e le potenzialità ambientali, amplifica e rinforza l’intervento riabilitativo, consentendo l’inserimento o il reinserimento del disabile nei diversi cicli della vita sociale e il miglioramento della sua il qualità della vita e della sopravvivenza.

In tale contesto vanno collocate anche le risposte per la “tutela a vita” di soggetti completamente non autosufficienti o a responsività minimale. Tali tipologie di disabilità ed handicap pongono problematiche nuove e sono in progressivo aumento come emerge dai più recenti dati epidemiologici relativi alle gravi disabilità quali quelle derivanti dagli esiti di gravi danni cerebrali come i traumi cranioencefalici, gli stati di coma, le malformazioni vascolari, le lesioni midollari cervicali complete, la cardiopatia ischemica, lo scompenso cardiaco, l’insufficienza respiratoria, ecc.

L’intervento riabilitativo viene finalizzato verso quattro obiettivi: il recupero di una competenza funzionale che, per ragioni patologiche, è andata perduta;
l’evocazione di una competenza che non è comparsa nel corso dello sviluppo;
la necessità di porre una barriera alla regressione funzionale cercando di modificare la storia naturale delle malattie cronico degenerative riducendone i fattori di rischio e dominandone la progressione; la possibilità di reperire formule facilitanti alternative.

In attesa di un Suo riscontro, cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.

Il Presidente dell’associazione
Loredana Grispoldi

Stefania Coscetta
Luca Coscioni
Sauro Graziani
Vito Marasco
Andrea Biscardi
Agnese Dini
Anna Catteruccia
Gianfranco Stella

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