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Il mio intervento al consiglio generale dell’Associazione Coscioni

Non è facile, in questo momento, rivolgermi al Consiglio generale dell’Associazione Coscioni perché oppresso, ancor di più dalla sclerosi laterale amiotrofica.
Il mio è oggi, un saluto e un augurio di buon lavoro.
È chiaro a tutti, quanto l’ossigeno è indispensabile alla vita e quanto viene utilizzato da ogni cellula, del nostro corpo. Senza di esso, le cellule, e quindi il corpo, morirebbero.

La malattia che mi ha colpito, sta facendo diminuire, il livello di ossigeno nel sangue e aumentare quello della anidride carbonica, poiché non c’è un adeguato scambio di aria, perché è compromessa la funzione dei muscoli respiratori.
Il respiro diviene più corto, con momenti di difficoltà respiratoria o dispnea soprattutto durante la notte.

Quando il livello di ossigeno nel sangue diminuisce, i reni iniziano a lavorare di più. Producono l’eritropoietina, un ormone che sollecita il midollo osseo a produrre più globuli rossi, così che più ossigeno possa essere trasportato.
Il mio corpo, in questa fase, sta spendendo moltissime energie nella lotta contro la malattia, con manifestazioni di grande spossatezza e stanchezza.
Non posso che parlarvi sperando che non sia tanto grave, in termini di tossicità il livello di anidride carbonica misurato con l’emogasanalisi. Nel mio caso, per valutare la sofferenza della mia capacità respiratoria, mi sottoporrò fra qualche giorno ad uno studio del sonno con misurazione appunto della anidride carbonica, dell’ossigeno, i movimenti muscolari, l’attività elettrica cerebrale e la funzione cardiaca.

Vi dico questo semplicemente per farvi capire in quali condizioni riesco a muovere pensieri e parole e raggiungervi.
Non posso che vivere il tempo dando più fiato possibile, che è anelito d’amore e di speranza, a questa storia di libertà, di civiltà, di democrazia, di chi malato, ha il diritto civile di avvalersi del progresso della ricerca scientifica affinché il diritto alla salute, alla guarigione o comunque alla riduzione della sofferenza, vengano rispettati e non violati da una legge-dogma di Stato che in nome della fede blocca, sbarra la libertà di fare ricerca, di scoprire il mondo della vita e della natura.
Dunque una battaglia che non può che darci maggiore consapevolezza degli sforzi che sono necessari – i cui risultati non sono almeno per ora, scontati e prevedibili – per far conoscere il valore della libertà, della ricerca scientifica, di una sorta di religione della libertà che è imprescindibile per il progresso storico – politico, della democrazia nel nostro Paese.
Emma Bonino in un suo intervento dedicatomi qualche anno fa, disse: “prometto che non smetteremo di batterci finché non avremo vinto”. Per ora, sono ancora vivo e per me il futuro non potrà che avere il cuore del passato, fino a quando la libertà di ricerca scientifica sarà liberata dal pregiudizio e dall’integralismo cattolico e dunque resa libera, prima che io chiuda definitivamente gli occhi sul mondo. Grazie per quello che riusciremo a fare. Ho concluso.

22 luglio 2005 – Luca Coscioni

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