L’inizio di tutto: il messaggio in una bottiglia nel mare di Internet

Propongo una lista antiproibizionista aperta. Si tratta di una lista che intende formarsi interamente in rete, su internet, sia per quanto concerne il programma, gli obiettivi e gli strumenti che per la individuazione dei candidati. Scopo di tale lista è quello di portare in seno al nuovo Comitato di coordinamento dei Radicali, eletti che intendano sostenere la posizione antiproibizionista, indipendentemente da quelli che saranno gli orientamenti del Comitato di coordinamento e le scelte della Direzione per le prossime elezioni politiche. Presumo che potranno essere interessati alla costituzione di tale lista, da un lato, quanti sentono propria la posizione antiproibizionista, dall’altro, quanti non hanno ancora scelto dove (e come) collocarsi rispetto ai due poli. L’idea di far nascere una lista antiproibizionista aperta, che potesse partecipare alle prossime elezioni on line, è maturata in me anche riflettendo sulla recente decisione del Parlamento europeo di opporsi alla clonazione terapeutica. Si tratta di un atto molto grave e decisamente inaccettabile per milioni di malati, colpiti da patologie incurabili e, spesso, mortali, che evidenzia come il proibizionismo abbia nuovamente trovato, nella scienza, terreno fertile sul quale diramare le proprie radici di morte. Sono due i principali sviluppi scientifici che rischiano di essere bloccati o, comunque, rallentati dal proibizionismo nella scienza: le nuove bio-tecnologie in campo agroalimentare e la clonazione terapeutica. Concentriamoci sulla clonazione umana per fini terapeutici, argomento questo che meglio consente di comprendere la portata delle nuove tecnologie in campo medico. Si stima che l’impiego di cellule staminali clonate potrebbe guarire 500 milioni persone o, nella peggiore delle ipotesi, migliorare enormemente la qualità della loro vita. Tra questi 500 milioni di donne e uomini, vecchi e bambini, ci sono anche io. E qui vorrei brevemente riportare un caso concreto e vivente, il mio appunto, per mostrare le grandi potenzialità della clonazione terapeutica.

Cinque anni fa, sono stato colpito da sclerosi laterale amiotrofica, malattia che colpisce i motoneuroni, le cellule che controllano la muscolatura volontaria. Tale malattia porta alla morte, generalmente, per paralisi dei muscoli respiratori, nel giro di 3- 5 anni, mediamente. Tuttavia, la morte non è la cosa peggiore che possa capitare a chi si imbatte nella sclerosi laterale amiotrofica. Di gran lunga peggiore, almeno per me, è il fatto di dover comunicare per iscritto o tramite un sintetizzatore vocale, dato che, in tale patologia, sono interessati anche i muscoli che rendono possibile il parlare. Questa non rara forma di sclerosi colpisce, nei paesi avanzati, una persona su diecimila.

Ora, con la clonazione terapeutica, si sono aperte le porte della speranza per decine di migliaia di persone affette, nel mondo, da sclerosi laterale amiotrofica, che, oltre ad avere salva la vita, potrebbero anche ottenere un deciso miglioramento del loro stato di salute. Considerazioni analoghe valgono per il morbo di Alzheimer, quello di Parkinson, il diabete, il lupus, la sclerosi multipla… Evidentemente, l’antiproibizionismo sulla scienza non esaurisce gli obiettivi della lista, ma costituisce uno spunto dal quale ho deciso di prendere le mosse, anche a causa di una esperienza personale.

Ottobre 2000 – Luca Coscioni

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