Il mio intervento ad una conferenza stampa dei Radicali per le elezioni

Inizierò domani un presidio, giorno e notte, in Piazza del Quirinale, per richiamare il Presidente della Repubblica, supremo garante dei diritti Costituzionali dei cittadini italiani, al dovere di difendere la Costituzione scritta e le leggi della Repubblica, mentre altri radicali inizieranno con gli stessi obiettivi uno sciopero della fame, con Emma Bonino che passerà presto allo sciopero della sete.

In Italia, temi fondamentali per la vita o la morte di centinaia di migliaia di cittadini, sono stati estromessi dalla discussione politica, e con essi i radicali. È necessario reagire con una azione non violenta, per ristabilire condizioni minime di legalità e l’apertura del confronto democratico sulla clonazione terapeutica, sull’eutanasia, sulla libertà della ricerca scientifica, sulla libertà di cura.

Questa mia azione non violenta va inquadrata nel contesto di un Sathyagraha radicale e di Emma Bonino, avviato con le azioni di digiuno delle settimane scorse, nei confronti del Ministro Veronesi e del Presidente della Repubblica. La mia presenza, quale capolista, lo ricordo, davanti a Marco Pannella, alle prossime elezioni politiche, ha un significato forte, ed è proprio tale significato che merita di essere affrontato. Il fatto che preceda Marco Pannella sta ad indicare che c’è una battaglia radicale da incarnare, e da vincere, nel nostro Paese. La battaglia radicale, alla quale sto dando spirito e corpo, è quella per le libertà, e in particolare quella di ricerca scientifica. È una battaglia radicale che non ho scelto, così come Marco Pannella non mi ha scelto e designato alfiere, porta bandiera della libertà di Scienza. È una battaglia radicale che mi ha, ci ha scelto. La stiamo combattendo, così come si vive un’esistenza, percorrendola, sapendo che non la si è scelta, ma che se ne può essere gli artefici nel suo divenire.

La nostra battaglia riguarda direttamente 10 milioni di italiani, tanti sono i nostri concittadini, colpiti da diverse patologie, che potrebbero, sottolineo potrebbero, beneficiare delle nuove terapie cellulari che si basano sulle cellule staminali. È la Commissione presieduta dal Professor Renato Dulbecco a dirlo: si tratta di malattie come il diabete, l’Alzheimer, il morbo di Parkinson, l’atrofia muscolare spinale, il lupus, alcune forme di cancro. La mia, nostra battaglia radicale è una battaglia di libertà. La mia candidatura alle prossime elezioni politiche del 13 Maggio rappresenta la volontà di una persona, che il Caso ha voluto malata, di rompere il fragoroso silenzio politico che i due poli hanno imposto in materia di clonazione terapeutica e la denuncia della violazione di diritti umani fondamentali. Pensavo che la mia presenza, quale capolista, davanti a Marco Pannella, della lista Emma Bonino, potesse servire solo ad incarnare, a dare corpo alla battaglia radicale per la libertà di Scienza. In realtà, sto lottando anche per l’affermazione di libertà fondamentali. Si tratta di diritti inviolabili che, in Italia, non sono tutelati, non sono garantiti. È per questo che la classe politica italiana ha subito percepito la mia presenza sulla scena politica come un elemento di disturbo, qualcosa di pericolosamente dirompente, da cancellare.

La forza delle idee deve essere arginata, prima che le acque della Ragione travolgano le palafitte della Superstizione e dell’Ignoranza.

La circostanza che una persona gravemente malata, che non può camminare, che per comunicare è costretta ad utilizzare un computer, viva pienamente la propria esistenza, questa circostanza, dicevo, scuote le coscienze, le agita, le mette in discussione. Il fatto poi che io abbia sollevato una questione politica, che non abbia accettato di rappresentare un caso umano, che abbia scelto lo strumento della lotta politica, infastidisce enormemente, rompe grandemente. Perché, in Italia, la persona malata, non appena una diagnosi le fa assumere questo nuovo status, deve smettere di essere persona, perde immediatamente i diritti umani inviolabili, e tale perdita Ë tanto maggiore quanto più gravi sono le condizioni di salute della persona in questione. La mia, nostra battaglia radicale per la libertà di Scienza mi ha consentito di riaffermare valori quali la libertà personale, la libertà di pensiero, la libertà all’elettorato passivo, il poter essere cioè eletto per portare in Parlamento istanze delle quali i due poli non possono essere portatori.

Ora, ad oggi sono 30 i premi Nobel della medicina, della chimica , della fisica, dell’economia, che insieme a decine e decine di scienziati e ricercatori di tutto il mondo mi hanno appoggiato ed incoraggiato a proseguire. Nei giorni scorsi abbiamo a più riprese dato alla stampa i loro nomi e le loro risposte di sostegno alla mia candidatura, parole ma a tutt’oggi gli organi di informazione italiani hanno completamente censurato la loro posizione e il lo oro sostegno, impedendo che i cittadini potessero formarsi un’opinione su un tema così importante quale quello della libertà di ricerca scientifica, in particolare sulle cellule staminali embrionali. Il silenzio sulla mia candidatura, e sulle loro risposte, così come il silenzio sugli altri temi dell’iniziativa radicale, Ë uno degli strumenti con cui si attuano, e si stanno perfezionando con l’approssimarsi delle elezioni politiche generali, l’azzeramento e la negazione dei diritti costituzionali del popolo italiano. Un’opera di cui abbiamo documentato l’evidenza e che, appunto, in queste ore, sta per realizzarsi con l’esclusione dalla prossima campagna elettorale e quindi dal voto, di ogni possibilità di dibattito e di conoscenza su scelte umane, civili, politiche fondamentali: è la violenza della cancellazione del diritto all’identità personale e politica, in questo caso, anche della identità personale e politica dei ricercatori, degli scienziati e dei Premi Nobel che quell’appello hanno sottoscritto.

Questa violazione così sistematica non può essere ulteriormente tollerata, pena il divenirne noi stessi complici. Con Emma Bonino e compagni ed amici radicali abbiamo deciso di intraprendere le iniziative nonviolente più gravi e costose per tentare, seppure in extremis di restituire ai cittadini italiani un po’ di conoscenza e di dibattito democratico.

31 marzo 2001 – Luca Coscioni

Puoi ascoltare il mio intervento alla conferenza stampa cliccando qui

Sul sito di Radio Radicale è possibile ascoltare l’audio integrale della conferenza stampa

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