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Il mio intervento per il presidio al Quirinale

Da questa mattina inizierò a stazionare, giorno e notte, dinanzi all’ingresso del Quirinale, cercando di offrirLe la forza di esercitare la responsabilità di supremo garante della Costituzione e della legalità. Ritengo infatti che tale responsabilità Le imponga, Presidente, di intervenire contro la negazione del diritto e della conoscenza (e quindi della vita anche fisica) operata ai danni di tutto il popolo italiano.

E’ passato ormai oltre un mese da quando Lei ha accettato di ricevermi, insieme ai miei compagni radicali. Allora, Le denunciai come i cittadini italiani siano privati di ogni possibilità di conoscere e dibattere su scelte fondamentali, e in particolare sulla questione della libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, speranza di cura (secondo il rapporto Dulbecco) per 12 milioni di cittadini affetti da malattie genetiche. La mia denuncia, e quella dei miei compagni riguardante altre questioni vitali – l’economia e il lavoro, il sistema istituzionale e le libertà individuali – era accompagnata dalle cifre che documentano l’impossibilità per gli elettori di confrontarsi su quei temi con proposte alternative a quelle dei potentati italiani e delle loro burocrazie.

Da allora è accaduto che 31 premi Nobel in tutto il mondo e 251 tra scienziati e ricercatori hanno voluto unirsi a me in questa battaglia, sostenendo la mia candidatura come capolista della Lista Emma Bonino alle elezioni politiche. Ne abbiamo ripetutamente dato informazione a tutti gli organi di stampa, oltre che a Lei personalmente. Da allora, la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ha continuato a non sapere nulla persino dell’intervento cosÏ straordinario di quegli scienziati; non conoscono, oltre alla mie e nostre ragioni, neppure le loro.

La violazione, a tal punto sistematica, dei diritti civili e politici dei cittadini non può essere da noi ulteriormente tollerata, pena il divenirne noi stessi complici. Il grande Sathyagraha radicale – la lotta nonviolenta per affermare il diritto, la conoscenza, la vita – è iniziato. Radio radicale da tre giorni ha chiuso la propria programmazione: il suo silenzio è la voce di un’Italia cancellata. Altri radicali sono entrati venerdÏ notte in sciopero della fame, con Emma Bonino intenzionata a passare nelle prossime ore allo sciopero della sete. Quando Emma sospenderà l’assunzione anche di liquidi oltre che di solidi, io stesso sono intenzionato a ridurre progressivamente e rapidamente le terapie a cui sono sottoposto.

Presidente, sta a Lei decidere, se lo vorrà, di fermarci. Per farlo, è essenziale che Lei riconosca gli errori anche da Lei commessi nell’esercizio delle Sue responsabilità formali, e che hanno prodotto un danno, già irreparabile, al popolo italiano. Quel popolo merita, io credo, almeno delle scuse, che riaccendano la speranza di poter conquistare un parziale risarcimento della conoscenza e della legalit‡ sottratta. Per questo, Presidente, io stazionerò dinanzi alla Sua porta, e non accetterÚ di venirla a disturbare dentro. E distribuirò a coloro che verranno a trovarLa e a Lei ogni mattina l’aggiornamento sugli aderenti a questa mia lotta, così da assicurare almeno la sua informazione, facendo in modo, insomma, che almeno un italiano su cinquanta milioni sappia.

31 marzo 2001 – Luca Coscioni

Eventuali errori presenti nel documento sono dovuti ad un adattamento del testo per il sintetizzatore vocale utilizzato da Luca

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