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Il mio intervento al comitato per i 4 SÌ al referendum

Mi scuso, per non essere fisicamente presente ad accompagnare il mio saluto.
Questo anno, festeggerò 10 anni di dura convivenza con la sclerosi laterale amiotrofica, malattia che si è abbattuta sul mio corpo, sulla mia vita. L’urto è stato violentissimo perché lascia intatte le facoltà dell’intelletto e distrugge tutto il resto. È una malattia neurodegenerativa che provoca la distruzione dei motoneuroni, ossia le cellule nervose del midollo spinale, che controllano la muscolatura volontaria e consentono quindi il movimento. La sclerosi laterale amiotrofica costringe chi ne è affetto, alla progressiva ed inesorabile immobilità fino a causarne la morte, per soffocamento. Venti freddi spirano nel nostro Paese sulla libertà di Scienza e di Coscienza.

Come dico spesso, la battaglia per la libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, è una battaglia che non ho scelto. La sto combattendo così come si vive un’esistenza, percorrendola, sapendo che non la si è scelta, ma che se ne può essere gli artefici nel suo divenire. In Italia, almeno fino al 12 e 13 giugno, non saranno gli scienziati a decidere quale strada intraprendere, se quella delle staminali adulte o quelle embrionali, perché questa ultima non è percorribile, è sbarrata per legge.

Infatti il 12 e 13 giugno si vota per i referendum parzialmente abrogativi della legge 40, la legge dai tanti divieti, tra i quali quello della ricerca sulle cellule staminali embrionali.

È un appuntamento importantissimo e delicatissimo per le speranze di milioni di malati italiani, credenti o non credenti e non solo. Un appuntamento temuto dalle gerarchie cattoliche, tanto è vero che il Vaticano, è già sceso in campo per difendere questa legge, suggerendo ai propri fedeli di astenersi dal voto per invalidare il referendum per il mancato raggiungimento del quorum previsto: il 50% più uno, degli aventi diritto al voto.

Il Vaticano conosce la realtà di molti credenti che accettano sia le verità della religione sia le verità della scienza. Quando si è trattato di rispondere a questioni fondamentali della vita, nell’ambito della coscienza privata, proprio i cattolici sono stati in grado, per l’aborto e il divorzio, di rifiutare il dogmatismo clericale.

Coloro che voteranno Sì, sceglieranno le ragioni delle coscienze libere, sulla vita e la morte, la malattia e la speranza di guarigione, liberate dal senso di colpa e dal peccato.

Libertà non significa però arbitrio. Ma una libertà che si chieda quale sia lo scopo del progredire della ricerca scientifica, quale sia il suo fine ultimo, per alleviare dolore e sofferenza di milioni di malati. Non solo a questi ultimi è rivolta la mia testimonianza, ma alla vita di ognuno. Una testimonianza dalla quale possano emergere, la ragionevolezza e la consapevolezza che la libertà di ricerca scientifica, la libertà di cura, la libertà di scienza, di coscienza e di conoscenza sono la speranza per il futuro delle nostre vite.

I referendum del 12 e 13 giugno, rappresentano, quindi, un appuntamento storico. È l’appuntamento di chi, non si astiene sulle questioni che riguardano la vita e la speranza di milioni di persone. Io, personalmente, andrò a votare quattro volte sì, ma questa, lo so, non è una notizia per nessuno. Vi saluto e spero che ciascuno di noi, riesca a portare quanta più gente possibile al voto. Vi ringrazio, ho concluso.

27 maggio 2005 – Luca Coscioni

Puoi ascoltare il mio intervento per il referendum cliccando qui

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