[ditty_news_ticker id="6692"]

Mi rivolgo al Presidente della Repubblica

Al Presidente della Repubblica durante il presidio per la manifestazione al Quirinale

Al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della scienza europea e mondiale, sette mesi fa è esploso il dibattito, la speranza, il contrasto drammatico sull’uso delle cellule staminali embrionali a scopo di ricerca, che mi ha subito coinvolto sia per ragioni ideali sia perché riguarda direttamente la mia vita o la mia morte. Poco tempo dopo, i radicali hanno deciso di fare tesoro della mia disponibilità ad aiutare questa battaglia che, secondo la stessa Commissione Dulbecco, riguarda uno spettro di 12 milioni di persone solo in Italia (e quindi di molte centinaia di milioni di donne e di uomini nel resto del mondo), e a fare del mio fisico, del mio corpo, della mia malattia un’arma ideale e politica immediata certo anche per me, ma per tutto il nostro Paese; anche per lei e per ogni altro fratello d’Italia. Da quel momento, né la singolarità di un “morto vivente” che parla, interviene, “s’impiccia”; né il fatto che, come accadde con Leonardo Sciascia ed Enzo Tortora, io sia divenuto capolista radicale; adesso nemmeno il fatto che 50 Nobel, e decine di docenti universitari italiani e stranieri (come le abbiamo documentato) abbiano sottoscritto non un generico testo a difesa della libertà della ricerca scientifica, ma un appello a sostegno della mia battaglia e della mia candidatura nella Lista Bonino; nessuna di queste cose ha meritato una sola riga o un solo minuto di attenzione da parte degli organi d’informazio- ne pubblici e privati, scritti e audiovisivi.

Tutto questo mentre il Ministro Veronesi ha dovuto riconoscere che in Italia, nelle condizioni in cui ci troviamo, con l’opposizione della Chiesa cattolica, questo dibattito non è realistico: e infatti a maggioranza la Commissione Dulbecco aveva detto sì all’uso delle cellule staminali embrionali, ma il suo documento è rimasto nel cassetto. Comunque, non una sola riga. Come mai? Mi odiate? La stampa italiana mi odia? No. Quello che deve essere vietato, ed è quindi stato vietato anche a me, è consentire ai radicali di difendere questa posizione, e permettere al Paese di conoscerla. Gliel’abbiamo sottolineato, signor Presidente: a questo punto è chiaro che l’obiettivo di impedire al popolo italiano di conoscere e di scegliere su questa come su molte altre cose (Lei lo sa bene, signor Presidente: dall’eutanasia a…) comporta l’eliminazione della presenza politica e dei diritti dei radicali. Non siete cattivi, ma il fine è questo. Così come nel 1939 si trattava di impedire che gli italiani sapessero che si poteva entrare in guerra o no, e che vi erano dei pro e dei contro, allo stesso modo oggi si deve impedire ai cittadini di conoscere e giudicare tutti questi temi. E di questo io ho fatto l’esperimento “in corpore vili”, ma l’ “in corpore vili”, sul piano morale e politico, è Lei, non io. Di conseguenza, Presidente, io stazionerò, malgrado le ingiunzioni dei medici e dei miei compagni, dinanzi al Quirinale, e non accetterò di venirla a disturbare dentro. E distribuirò a coloro che verranno a trovarla e a Lei ogni mattina l’aggiornamento sugli aderenti a questo mio appello e a questa mia lotta, sì da assicurare almeno la sua informazione, facendo in modo, insomma, che almeno un italiano su cinquanta milioni sappia. E poiché tutto questo passa attraverso l’eliminazione radicale, il “non 4%”, il “non dibattito”, e siccome i giorni che restano sono pochissimi (e Lei ha concorso a consumarli), Le preannuncio che starò qui e i medici non rispondono di ciò che il mio stare qui potrà voler dire e che ho seria intenzione di passare anche all’equivalente, per me, delle forme più dure della lotta non-violenta, dello sciopero della fame e della sete, procedendo alla riduzione rapida e progressiva delle terapie cui sono sottoposto, visto che siete tutti d’accordo sul fatto che quelli come me, in Italia, a meno che non possano permettersi di andare a “peccare” all’estero, sono comunque destinati a morire, forse santi, ma, comunque, a morire.

31 marzo 2001 – Luca Coscioni

Sul sito di Radio Radicale è possibile vedere il video integrale della conferenza

Eventuali errori presenti nel documento sono dovuti ad un adattamento del testo per il sintetizzatore vocale utilizzato da Luca

Condividi la storia di LucaShare on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0Pin on Pinterest0Email this to someone
http://www.lucacoscioni.it/lucacoscioni/contenuti/estensioni/wp-accessibility/toolbar/css/a11y-contrast.css