La mia lettera di ringraziamento per il sostegno ricevuto

Caro Professore, Caro Dottore,

desidero innanzitutto ringraziarLa per aver sottoscritto la mia lettera e per aver compreso il significato della battaglia che ho deciso di combattere al fronte di uno scontro politico elettorale italiano aspro e privo di contenuti. La mia, nostra battaglia radicale per la libertà della ricerca scientifica è tesa ad affermare la libertà di Scienza, la laicità dello Stato, l’autonomia dei ricercatori, i soli che possano e debbano stabilire l’eticità di un percorso scientifico, la libertà di cura, ovvero il diritto della persona malata alla terapia migliore tra quelle dimostratesi efficaci, la libertà di pensiero, la libertà personale. La mia, nostra battaglia radicale è una battaglia di libertà. La mia candidatura alle prossime elezioni politiche del 13 Maggio rappresenta la volontà di una persona, che il Caso ha voluto malata, di rompere il fragoroso silenzio politico che i due poli hanno imposto in materia di clonazione terapeutica e la denuncia della violazione di diritti umani fondamentali.

Le chiedo, dopo che ha sottoscritto il mio appello, di riflettere sulla richiesta, che ora Le sto facendo, di dare apertamente sostegno alla mia candidatura, anche con una dichiarazione di voto. So che quale uomo o donna di Scienza ha delle naturali resistenze ad impegnarsi in prima persona in un partito politico. Non posso darLe tutti i torti. Questi due poli, è vero, sono due facce della stessa medaglia. E’ proprio per questo che, anche sulla clonazione terapeutica, hanno tacitamente concordato di evitare accuratamente un confronto politico che avrebbe fatto bene al Paese, ma che li avrebbe costretti a gettare via la maschera, a scegliere, a governare, a deliberare. Pensavo che la mia presenza, quale capolista, davanti a Marco Pannella, della lista Emma Bonino in Emilia Romagna, Umbria e Lazio, potesse servire solo ad incarnare, a dare corpo alla battaglia radicale per la libertà di Scienza. In realtà, sto lottando anche per l’affermazione di libertà fondamentali: La libertà di pensiero, la libertà personale, il diritto all’esercizio dell’elettorato passivo. Si tratta di diritti inviolabili dell’uomo che, in Italia, non sono tutelati, non sono garantiti. E’ per questo la classe politica italiana ha subito percepito la mia presenza sulla scena politica come un elemento di disturbo, qualcosa di pericolosamente dirompente, da cancellare. La forza delle idee deve essere arginata, prima che le acque della Ragione travolgano le palafitte della Superstizione e dell’Ignoranza.

La circostanza che una persona gravemente malata, che non può camminare, che per comunicare è costretta ad utilizzare un computer, viva pienamente la propria esistenza, questa circostanza, dicevo, scuote le coscienze, le agita, le mette in discussione. Il fatto poi che io abbia sollevato una questione politica, che non abbia accettato di rappresentare un caso umano, che abbia scelto lo strumento della lotta politica, infastidisce enormemente, rompe grandemente. Perché, in Italia, la persona malata, non appena una diagnosi le fa assumere questo nuovo status, perde immediatamente i diritti umani inviolabili, e tale perdita è tanto maggiore quanto più gravi sono le condizioni di salute della persona in questione. La mia, nostra battaglia radicale per la libertà di Scienza mi ha consentito di riaffermare valori quali la libertà personale, la libertà di pensiero, la libertà all’elettorato passivo, il poter essere cioè eletto per portare in Parlamento istanze delle quali i due poli non possono essere portatori. Le chiedo quindi di farmi fiducia, di fare fiducia ad Emma Bonino e alla lista che porta il nome di Emma, di uscire allo scoperto, così come ho fatto io, di diffondere la mia lettera appello, di appoggiarmi pubblicamente, con una dichiarazione di voto, candidandosi a Sua volta o come riterrò più opportuno. Le chiedo di darmi voce, di richiedere la mia visibilità, la mia presenza nel dibattito politico nazionale, dato che, proprio per le idee, radicali, di cui sono portatore, sono stato cancellato, immediatamente e sistematicamente, da ogni possibilità di accesso ai mezzi di informazione.

19 marzo 2001 – Luca Coscioni

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