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Per il Referendum

Perché il referendum sulla fecondazione assistita

Contro una legge oscurantista e clericale

Per la libertà di ricerca scientifica

Per il diritto a concepire con responsabilità e amore, anche in provetta

Firmo perché:

1. La legge vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali, cioè la speranza di cura per 10 milioni di malati italiani. La legge vieta qualsiasi ricerca sugli embrioni, compresi quelli soprannumerari destinati ad essere eliminati. La legge vieta altresì la clonazione terapeutica.

2. La legge stabilisce l’equivalenza tra embrione e persona. Per la prima volta nel nostro ordinamento si sancisce il principio di equivalenza tra un ovulo fecondato ed un individuo umano titolare di diritti, in palese contraddizione anche con la legge sull’aborto.

3. E’ una legge culturalmente arretrata. Si fonda infatti sull’assunto per cui la fecondazione assistita sarebbe un intervento contro natura e perciò immorale.

4. La legge obbliga il medico a trattamenti pericolosi per la salute della donna. Limitando a tre il numero degli ovociti da fecondare, e impedendo il congelamento degli embrioni, la legge diminuisce le probabilità di successo della fecondazione assistita, costringendo le donne a ripetuti trattamenti che aumentano il rischio di danni alla salute.

5. La legge vieta l’accesso alle tecniche di procreazione assistita alle coppie portatrici di malattie genetiche, ma non sterili. In Italia, considerando le diverse malattie genetiche, è un problema che riguarda moltissime coppie.

6. La legge obbliga la donna a far nascere un bimbo malato o interrompere la gravidanza, nel caso di trasmissione di malattie genetiche. Vietando “ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni”, la legge obbliga il medico ad impiantare nell’utero tutti gli embrioni (anche quelli malati), costringendo la donna alla scelta tra far nascere un bimbo malato o abortire.

7. Le legge impedisce di avere un figlio quando entrambi, o uno dei due membri della coppia, siano completamente sterili. E’ infatti vietata la fecondazione eterologa (ossia con utilizzo di seme od ovociti da donatori esterni).

8. La legge obbliga la donna all’impianto nell’utero anche nel caso di ripensamento da parte della coppia. Ciò, oltre ad essere in contrasto con la libertà di scelta dell’individuo, è in contrasto con la Costituzione Italiana.

9. L’Italia deve poter competere con gli altri paesi nel settore più promettente della ricerca medica e biotecnologica. L’assenza anche di un solo paese, il ritardo anche di un solo anno, non è indifferente per la ricerca scientifica.

Si sono pronunciati contro questa legge

Margherita Hack

«E’ una legge vergognosa e illiberale che ci riporta ai tempi dell’inquisizione e di Galileo».

Rita Levi Montalcini, Carlo Flamigni, Tullia Zevi:

«Riteniamo doveroso affermare che la normativa in discussione al Senato sulla procreazione medicalmente assistita è inaccettabile e immorale: se approvata, violerebbe il diritto della cittadine e dei cittadini di formare una famiglia secondo i loro valori e le loro più profonde convinzioni, nonché il diritto di essere liberi di scegliere se avere o non avere figli, quanti averne, quando averli e come averli, anche ricorrendo all’assistenza medica».

2.400 scienziati italiani

«Denunciamo altresì, con ancor più forte preoccupazione, le discriminazioni contenute nel DDL sulla Procreazione Medicalmente Assistita che, nella stesura approvata dal Senato, prevede una serie di divieti e limitazioni che riducono – e in taluni casi escludono – il ricorso alla PMA, obbliga i medici a comportamenti di malasanità e impedisce la ricerca scientifica sugli embrioni soprannumerari destinandoli così alla distruzione, mentre potrebbero efficacemente essere riservati alla ricerca di nuove terapie per malattie oggi inguaribili».

Umberto Veronesi

«Anch’io sono contrario alle legge recentemente approvata sulla fecondazione assistita».

1. La legge vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali, cioè la speranza di cura per 10 milioni di malati italiani. La legge vieta qualsiasi ricerca sugli embrioni, compresi quelli soprannumerari destinati ad essere eliminati. La legge vieta altresì la clonazione terapeutica.

Se non vuoi uccidere la speranza di milioni di malati, se non vuoi che decine di migliaia di embrioni soprannumerari siano gettati nella spazzatura piuttosto che utilizzati per la ricerca scientifica, scegli di abolire questa legge.

Le cellule staminali embrionali sono cellule ricavate da embrioni che non abbiano superato i 14 giorni di vita. Le cellule staminali embrionali, al contrario di quelle adulte, sono totipotenti, possono cioè trasformarsi in cellule di qualsiasi tessuto umano (possono essere indotte a divenire, ad esempio, cellule del fegato, del cuore o dei neuroni). Grazie a questa proprietà, le cellule staminali embrionali possono essere utilizzate per riparare organi o tessuti umani danneggiati.
Secondo il Rapporto stilato dalla commissione di studio nominata nel 2000 dal ministro Umberto Veronesi e presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco, «E’ possibile stimare, sebbene in via del tutto preliminare, che… l’utilizzo di cellule staminali di varia origine possa portare a sviluppare metodiche cliniche per il trattamento di un numero di pazienti che, comprendendo le patologie di origine cardiovascolare, si avvicina ai 10 milioni di individui».
La legge sulla fecondazione assistita vieta qualsiasi sperimentazione sugli embrioni, anche quelli prodotti in soprannumero dai centri per la fecondazione assistita, e destinati alla spazzatura. Per avere un bambino con la fecondazione in vitro, infatti, vengono fecondati più ovociti di quelli che verranno poi impiantati nell’utero della donna. Gli embrioni prodotti in soprannumero vengono conservati per alcuni anni e poi, se non impiantati entro un termine certo, gettati via (secondo alcune stime in Italia sarebbero circa 25 mila).
La legge vieta anche la clonazione terapeutica. La clonazione terapeutica non ha nulla a che vedere con la clonazione riproduttiva. L’embrione, infatti, nei processi di clonazione terapeutica non viene fatto sviluppare oltre i 14 giorni. Inoltre, la clonazione terapeutica non prevede la fecondazione di un ovulo. La clonazione terapeutica, infatti, si ottiene trasferendo il nucleo di una cellula adulta (prelevata dalla pelle) in un cellula uovo da cui è stato sottratto il nucleo. Attraverso una stimolazione la cellula uovo comincia a produrre cellule staminali embrionali: sono queste le preziose cellule che vengono utilizzate dai ricercatori per trovare cure a patologie attualmente inguaribili. Il vantaggio di questa tecnica è che consente di utilizzare cellule geneticamente identiche a quelle del paziente, eliminando così i rischi di rigetto.

Cosa dice la legge da abrogare:

ART. 13.
(Sperimentazione sugli embrioni umani).
1. È vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano.
2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative.
3. Sono, comunque, vietati:
a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge; (…)
c) interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione precoce dell’embrione o di ectogenesi sia a fini procreativi sia di ricerca;
2. La legge stabilisce l’equivalenza tra embrione e persona. Per la prima volta nel nostro ordinamento si sancisce il principio di equivalenza tra un ovulo fecondato ed un individuo umano titolare di diritti, in palese contraddizione anche con la legge sull’aborto.

Se non credi che l’uso di massa della spirale per evitare gravidanze indesiderate, o la cosiddetta “pillola del giorno dopo” equivalgano ad omicidi, scegli di abolire questa legge.

Si tratta di una norma che “sacralizza” gli embrioni, anche in stadi di sviluppo nei quali non sono visibili a occhio nudo. Nella fecondazione assistita e nella ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, infatti, gli embrioni non vengono fatti sviluppare più di 2 o 3 giorni. Un embrione a quello stadio di sviluppo non è visibile senza microscopio. Inoltre, può ancora dar vita a due embrioni (gemelli), e non può quindi essere considerato un individuo.
Equiparare i diritti del concepito a quelli di tutti “i soggetti coinvolti”, come fa questa legge, significa dare per acquisito che un ovocita fecondato è una persona, la cui distruzione equivale alla soppressione di una vita umana. Tuttavia:
a) tale affermazione è sostenuta in ambito religioso solo dai cattolici (nessun’altra confessione cristiana, ebraica o mussulmana condivide questa tesi);
b) il nostro codice civile (articolo 1) regola l’acquisto della capacità giuridica, vale a dire dell’idoneità ad essere titolari di diritti e di obblighi, soltanto al momento della nascita;
c) questa legge si pone in aperto contrasto con la legge sull’aborto. Se il concepito ha gli stessi diritti degli altri “soggetti coinvolti”, cioè del padre e la madre, è evidente che non è ammissibile che la donna possa ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza.
L’assurdità dell’equiparazione dell’embrione ad una persona umana è evidente se si considera che:
1) in natura, nel 75% dei casi, l’embrione non riesce a sopravvivere nei primi 14 giorni di vita, disperdendosi con il primo ciclo mestruale;
2) in Italia è ammesso l’uso della spirale, che agisce sulla mucosa uterina per renderla inadatta a fare attecchire l’eventuale embrione formatosi dopo il 5° giorno di vita;
3) è ammessa anche la cosiddetta pillola del giorno dopo, che provoca l’espulsione dell’embrione ai primissimi stadi di vita.

Cosa dice la legge da abrogare:

ART. 1.
(Finalità).

1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.

2. …omissis…

3. E’ una legge culturalmente arretrata. Si fonda infatti sull’assunto per cui la fecondazione assistita sarebbe un intervento contro natura e perciò immorale.

Se vuoi che la procreazione sia affidata alla libertà e alla responsabilità delle coppie, invece che soltanto alla casualità biologica, scegli di abrogare questa legge.

La rivoluzione tecnologica si è verificata anche nei rapporti sessuali della coppia, che erano prima sottomessi alle leggi di natura ai fini generativi. L’ingegneria genetica consente oggi di ottenere un figlio con la fecondazione artificiale, e quindi: una donna rimasta vergine può diventare madre; una donna sposata può diventare incinta del seme del marito senza il rapporto di inseminazione sessuale; una donna vedova può essere ingravidata col seme conservato del marito defunto; una coppia di coniugi può adottare un figlio in embrione ricorrendo alla donazione di un seme di un terzo. Lo spazio della libertà, reso possibile dalla scienza medica, è sostituire all’arbitrio della causalità (come, per esempio, la sterilità della coppia e le patologie ginecologiche), l’autodecisione e la responsabilità della coscienza.

Cosa dice la legge da abrogare:

Secondo la relazione di accompagnamento con cui è stata presentata alla Camera dei deputati, questa legge sarebbe necessaria per «affrontare il problema della procreazione medicalmente assistita, per ovviare alla grande confusione ed angoscia generata dalle varie tecniche che suscitano perplessità fortissime e, come si diceva, autentico orrore».

4. La legge obbliga il medico a trattamenti pericolosi per la salute della donna. Limitando a tre il numero degli ovociti da fecondare, e impedendo il congelamento degli embrioni, la legge diminuisce le probabilità di successo della fecondazione assistita, costringendo le donne a ripetuti trattamenti che aumentano il rischio di danni alla salute.

Se non vuoi che lo stato costringa i medici a sottoporre le donne a trattamenti potenzialmente pericolosi per la loro salute, scegli di abrogare questa legge.

La legge sulla fecondazione assistita impone al medico comportamenti contrari alla buona pratica clinica ed alle acquisizioni scientifiche internazionali. La decisione di limitare il numero degli ovociti da fecondare e l’obbligo di impiantare tutti gli embrioni ottenuti determina conseguenze disastrose dal punto di vista della efficacia e della sicurezza della metodica, riducendo le probabilità di successo ed aumentando i rischi per la donna. Infatti, le percentuali di successo della fecondazione assistita sono in media del 35-40% e variano con l’età. Per produrre ovociti da fecondare, la donna viene sottoposta a stimolazioni ormonali che possono danneggiare la sua salute. Limitando a tre gli embrioni si riducono di molto le possibilità di successo e si costringono così le donne a ripetere più volte l’operazione, aumentando così i costi, sia economici che fisici, del ricorso a tecniche di riproduzione assistita. Inoltre, l’obbligo di impiantare tutti e tre gli embrioni aumenta la probabilità di gravidanze trigemellari, rischiose sia per la donna che per i nascituri.

Cosa dice la legge da abrogare:

ART. 6.
(Consenso informato).

1. …omissis….
2. …omissis….
3. La volontà di entrambi i soggetti di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto congiuntamente al medico responsabile della struttura, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tra la manifestazione della volontà e l’applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell’ovulo.
4. …omissis….

ART. 14.
(Limiti all’applicazione delle tecniche sugli embrioni).

1. È vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.

2. Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell’evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre.

5. La legge vieta l’accesso alle tecniche di procreazione assistita alle coppie portatrici di malattie genetiche, ma non sterili. In Italia, considerando le diverse malattie genetiche, è un problema che riguarda moltissime coppie.

Per non costringere le coppie portatrici di malattie genetiche a correre il rischio di partorire figli malati, scegli di abrogare questa legge.

Il rischio di trasmissione di malattie genetiche derivante dall’incontro di due portatori sani della medesima malattia genetica è del 25%. In alcune zone d’Italia, come la Sardegna e la Sicilia, il problema riguarda migliaia di coppie. In Sardegna, ad esempio, il numero dei talassemici (malattia genetica che obbliga chi ne è affetto a periodiche trasfusioni di sangue) supera i 1.500, mentre quello dei portatori sani è di 300 mila, circa una persona ogni otto.

Cosa dice la legge da abrogare:

ART. 4.
(Accesso alle tecniche).

1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.

6. La legge obbliga la donna a far nascere un bimbo malato o interrompere la gravidanza, nel caso di trasmissione di malattie genetiche. Vietando “ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni”, la legge obbliga il medico ad impiantare nell’utero tutti gli embrioni (anche quelli malati), costringendo la donna alla scelta tra far nascere un bimbo malato o abortire.

Se non vuoi che aumentino gli aborti, scegli di abrogare questa legge.

La legge vietando qualsiasi forma di “selezione a scopo eugenetico” degli embrioni, impedisce al medico, nel caso in cui si formino embrioni portatori di malattie genetiche, la possibilità di impiantare nell’utero della donna soltanto gli embrioni sani.
Tali coppie, in caso di feto malformato, potrebbero comunque ricorrere all’aborto terapeutico.
Poter selezionare gli embrioni sani, non significa lasciare la libertà ai medici e alle coppie di scegliere il colore degli occhi o dei capelli dei propri figli, come alcuni sostengono.

Cosa dice la legge da abrogare:

ART. 13.
(Sperimentazione sugli embrioni umani).

2. …omissis…
3. Sono, comunque, vietati:
a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge;
b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell’embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo;
…omissis…

7. Le legge impedisce di avere un figlio quando entrambi, o uno dei due membri della coppia, siano completamente sterili. E’ infatti vietata la fecondazione eterologa (ossia con utilizzo di seme od ovociti da donatori esterni).

Se pensi che la decisione di usufruire dell’ inseminazione con gameti altrui spetti solo alla coppia e non allo stato, scegli di abolire questa legge.

La legge vieta alle coppie che lo vogliano di decidere in modo libero e consapevole di utilizzare gameti altrui per l’inseminazione artificiale.
La conseguenza sarà che le coppie che potranno permetterselo andranno a fare la fecondazione assistita all’estero, le altre non potranno accedervi.

Cosa dice la legge da abrogare:

ART. 4.
(Accesso alle tecniche).

2. …omissis…
3. È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.

8. La legge obbliga la donna all’impianto nell’utero anche nel caso di ripensamento da parte della coppia. Ciò, oltre ad essere in contrasto con la libertà di scelta dell’individuo, è in contrasto con la Costituzione Italiana.

Se non vuoi che la legge obblighi le donne a trattamenti sanitari contrari alla loro volontà, scegli di abrogare questa legge.

L’articolo 32 della Costituzione Italiana prevede che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Il consenso all’atto medico è di norma revocabile in ogni momento. La legge sulla fecondazione assistita stabilisce invece che nel caso in cui– a qualunque titolo – la donna rivedesse le proprie posizioni dopo la avvenuta fecondazione dell’ovocita, il medico dovrebbe obbligare la donna ad un impianto coatto (e come potrà farlo contro la sua volontà? avvalendosi della forza pubblica?).
Non vi è dubbio che questa ultima eventualità violerebbe i limiti imposti al rispetto della dignità della donna, e non è dunque ipotizzabile. Quindi il medico si troverebbe nella situazione paradossale di non poter distruggere gli embrioni prodotti, né di congelarli per via del divieto di crioconservazione degli embrioni soprannumerari.

Cosa dice la legge da abrogare:

ART. 6.
(Consenso informato).

1. …omissis….
2. …omissis….
3. La volontà di entrambi i soggetti di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto congiuntamente al medico responsabile della struttura, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tra la manifestazione della volontà e l’applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell’ovulo.
4. …omissis….

ART. 14.
(Limiti all’applicazione delle tecniche sugli embrioni).

1. È vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.

9. L’Italia deve poter competere con gli altri paesi nel settore più promettente della ricerca medica e biotecnologica. L’assenza anche di un solo paese, il ritardo anche di un solo anno, non è indifferente per la ricerca scientifica.

Se non vuoi condannare l’Italia all’arretratezza su uno dei settori più promettenti della ricerca scientifica, a discapito del progresso della medicina, scegli di abrogare questa legge

Se l’Italia – e ne abbiamo le capacità – collaborerà alla realizzazione di nuovi strumenti terapeutici, questi saranno disponibili per i nostri concittadini a costi sostenibili ed in tempi rapidi. L’acquisto di soluzioni realizzate altrove potrebbe giungere a costi non accettabili ed in tempi tragicamente irraggiungibili per molti.
La ricerca scientifica è inoltre, per sua natura, specializzata. I diversi paesi, e i diversi centri di eccellenza, si specializzano in singoli settori di ricerca su cui concentrano risorse umane e finanziarie. Anche l’Italia, nonostante gli scarsi fondi destinati alla ricerca, ha i suoi centri di eccellenza. Basta pensare a un nome come quello di Umberto Veronesi per la ricerca contro il cancro. In molti casi, come sappiamo, per affermarsi gli scienziati italiani sono dovuti andare all’estero. E’ il caso di Rita Levi Montalcini o di Renato Dulbecco, per citarne soltanto due.
La proibizione della ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali in Italia porta quindi un danno alla ricerca scientifica internazionale. Si calcola che il ritardo di un anno nell’introduzione del vaccino anti-polio abbia causato circa 15 mila morti. Come ha scritto Luca Coscioni, «Le nostre esistenza hanno bisogno di una cura per corpi e spiriti, hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimo papi».

Il messaggio di una giovane ricercatrice italiana giunto sul nostro sito:

Emanuela

Sono una studentessa di Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche, e sono sdegnata dal comportamento dell’odierna classe politica, che dopo aver partecipato ad una stagione di cambiamento come il ’68, sembra aver fatto un passo indietro verso un moralismo cattolico e anti-liberale, che non solo giudico eticamente scorretto, ma anche deleterio per il mio futuro professionale. Perché ci si continua a domandare il motivo della fuga dei nostri ottimi scienziati all’estero? Forse perché USA, Francia e Inghilterra sono già usciti dal Medioevo?

Far luce in così tanto buio

di Luca Coscioni*

Parto oggi da una considerazione offertami dalla rivelazione biblica: se la radicalità della bioetica cristiana, si fonda sull’esatto senso antropologico dell’uomo che lo considera come immagine e somiglianza di Dio, in Gesù Cristo, in virtù di questo senso l’uomo deve essere considerato e deve agire. Dunque la dignità dell’uomo spetta senza dubbi all’uomo in quanto persona.
Quale è il significato della parola persona? Come anche Dionigi Tettamanzi nel suo Dizionario di Bioetica scrive: “persona significa capacità all’auto-dominio e alla responsabilità personale, a vivere nella verità e nell’ordine morale”…ed ancora: “la persona non è un che di natura psicologica, ma esistenziale”. Poi, con un balzo indietro, scrive che la “persona può essere anche nascosta, come nell’embrione, ma gia vi é”. Allora come può un embrione avere capacità di auto-dominio, possedere responsabilità personale, vivere nella verità e nell’ordine morale?
Quindi mi sono chiesto più volte, e ora chiedo a voi, se tale significato della dignità umana, della persona, può appartenere all’embrione allo stesso titolo – con medesima forza, con medesimo appello alla sua responsabilità e al suo impegno – di un uomo, di un individuo, di una persona, di una coscienza?
I 30.000 embrioni crioconservati abbandoneranno presto i laboratori dei centri di fecondazione assistita e saranno gettati nella spazzatura.
La sacralizzazione dell’embrione, con l’elevazione dello stesso a persona, impedirà lo sviluppo della scienza sperimentale sugli embrioni, con la crudele e feroce conseguenza della uccisione della speranza, per la vita, per la cura di milioni di malati.
Credere nella libertà di scienza, nella ricerca scientifica, non significa che ci consideriamo i supremi giudici dei valori di un individuo, ma semplicemente che non ci sentiamo autorizzati a impedirgli di perseguire scopi che non condividiamo, finché, ovviamente, non infranga la sfera egualmente protetta dei diritti e dei valori altrui.
Vorrei che il mio pensiero fosse isolato dal mio corpo; isolato, semplicemente non imprigionato dentro un corpo sofferente, ancora inguaribile, intrappolato in una morsa di acciaio che stringe fino a soffocarlo. Quando una malattia grave colpisce la persona, quando essa stravolge e deruba le forze del corpo e con esso, spesso le forze del pensiero, quando ti inchioda su di una poltrona, su di un letto, immobile, non soffrire è un diritto naturale dell’individuo, dell’essere umano.
L’uomo è legittimato a cercare di liberarsi dalla sofferenza.
Esso costituisce un imperativo non solo e fottutamente morale, di coscienza, ma anche sociale, per tutti. E se coloro che credono di essere i padroni del nostro destino, vogliono che tutti accolgano “il senso salvifico” della sofferenza, io voglio continuare a nutrire la speranza, a nutrirmi del mio stesso impegno, del vostro impegno, affinché i nostri comuni sforzi possano far luce in così tanto buio.

*Luca Coscioni, presidente di Radicali Italiani e dell’Associazione per la libertà di ricerca scientifica che porta il suo nome, è affetto da sclerosi laterale amiotrofica, malattia degenerativa che lo costringe su una sedia a rotelle. Per parlare utilizza un sintetizzatore vocale collegato al suo computer.

REFERENDUM: INFORMAZIONI ESSENZIALI
PER LA RACCOLTA DELLE FIRME

1) Il MODULO sul quale raccogliere le firme deve essere quello del Comitato
Promotore che è delle stesse dimensioni della carta bollata cioè, in formato A3
(il doppio di un foglio normale): puoi richiederlo al Comitato Promotore o
scaricarlo da Internet nei siti www.radicali.it o www.lucacoscioni.it

2) Prima di raccogliere le firme, occorre VIDIMARE il modulo: puoi farlo o in
Comune dal Segretario Generale (o un suo delegato), o in Tribunale dal
Cancelliere Capo (o un suo funzionario delegato), o in Pretura dal Cancelliere
Capo (o un suo funzionario delegato); se il modulo non è vidimato, tutte le
firme raccolte saranno annullate, invalidate!

3) Le firme possono essere raccolte solo in presenza di un AUTENTICATORE
(cancelliere di Tribunale, consigliere comunale o provinciale, funzionario
incaricato dal Sindaco o dal Presidente della Provincia, ecc … vedi istruzioni
dettagliate); se le firme sono raccolte senza autenticatore, saranno tutte
nulle!

4) Il modulo con le firme raccolte deve essere portato in Comune per la
CERTIFICAZIONE ELETTORALE: il Sindaco, o un suo delegato, dovrà
allegare al modulo i singoli certificati elettorali corrispondenti ad ogni
firmatario, oppure fare sul modulo stesso la certificazione collettiva. Le firme
senza la certificazione elettorale saranno tutte annullate!

5) I moduli con le firme autenticate e certificate devono essere spediti subito al
Comitato Promotore.

6) Per qualsiasi DUBBIO, incertezza, informazione TELEFONA AL
COMITATO PROMOTORE o INVIAUN FAX o UNA EMAIL.

Comitato Promotore Referendum
Abrogativo Legge Fecondazione Assistita
Iniziativa annunciata sulla “Gazzetta Ufficiale del 26 marzo 2004, n.72”
VIA DI TORRE ARGENTINA, 76 – 00186 ROMA
TEL. (06)689791 – FAX (06)68805396
WWW.RADICALI.IT
WWW.LUCACOSCIONI.IT
EMAIL: REFERENDUM@RADICALI.IT

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