Salmoni, Coscioni e Follini

In questi giorni si tengono tre appuntamenti ai quali chi scrive annette una certa importanza. Oggi a Roma un ‘assemblea dei rifomatori liberal-radicali, il gruppo liberista e libertario raccolto da Della Vedova, Taradash e altri per rendere più incisiva e e visibile la pattuglia mercatista e occidentalista nel centrodestra. E’ una buona causa, perché da un dna più integralmente dì mercato un centrodestra per molti versi rimasto troppo statalista e mediatorio avrebbe solo di che guadagnare.

Mentre personalità come Ostellino e Cazzola si trovano nella migliore delle ipotesi, a fare il conto pubblico da spettatori di quanto restino lontani da un sano mercato entrambi gli schieramenti politici. Nel fine settimana, un altro appuntamento che aggiunge valore alla presenza radicale nella politica italiana – che deve tornare a dare a quel filone una rappresentanza parlamentare, posssibilmente in entrambi i poli – è l’assise dell’associazione Luca Coscioni. Coscioni è un personaggio straordinario, il suo impegno politico per una ricerca scientifica a favore della dignità e della buona vita dei malati può essere confuso per superomismo nichilista solo da confusionari della fulgida penna. Coscioni dovrebbe essere deputato, e collegato on line con aula e commissioni sarebbe più presente ed efficace dì molti suoi colleghi. Infine, domenica Marco Follini torna a un appuntamento pubblico. E’ un timido che, come si dice a Roma, “manda in puzza”, fa saltare la mosca al naso a molti. Ma chi crede abbia lavorato al postBerlusconi per ansia dì potere e indifferenza ai contenuti, o non lo conosce o sbaglia.

07 dicembre 2005 – Oscar Giannino

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